La moda del Sessantotto

Sessantotto, tempo di rivoluzione e di sguardi visionari i sul futuro, anche per quanto riguarda la moda. Eppure, a differenza di molti ideali utopici nati in quel periodo, lo stile nato in questo periodo andrà lontano e si proietterà nei tempi a venire, non senza lasciar trapelare un pizzico di nostalgia per quegli anni magici.

Dalla minigonna allo stile hippy, dalle frange al metal look: molte delle tendenze che da anni vanno per la maggiore sulle passerelle di tutto il mondo sono nate proprio nel periodo intorno al 1968.
I divi del rock e le icone del cinema dettano le leggi della moda, mentre i giovani che in quegli anni invadono le strade le interpretano secondo il loro gusto personale. Sono questi ultimi i veri trendsetter dell’epoca: da allora gli stilisti dovranno ispirarsi allo streetstyle per le loro nuove collezioni.

Hippie look
Capelli lunghi e gonnellone, jeans e camicie a fiori: lo stile della (contro)cultura hippie era molto vario e veniva interpretato dai singoli a seconda del capriccio del momento.
Rifiutando l’establishment dell’industria della moda, gli hippies alla fine degli Anni Sessanta diventarono i veri trendsetter imponendo i propri canoni, a loro volta influenzati e contaminati dal mondo del rock, del cinema, e dalla scoperta di culture di Paesi lontani, che allora cominciavano a diventare meta di frequenti viaggi.

A-skirt
La forma ad "A" delle gonne è uno dei must dello stile classico nei Sixties. Le forme geometriche sono tra le caratteristiche del taglio degli abiti dello stilista francese André Courrèges, che contende a Mary Quant il merito dell’invenzione della minigonna. Questa forma venne lanciata negli anni Cinquanta da Christian Dior e rivisitata fino ai nostri giorni da vari stilisti: uno tra tutti, Karl Lagerfeld per Chanel.

Frange
Legate nell’immaginario alla popolazione dei Pellerossa, vennero adottate nell’abbigliamento dei seguaci della controcultura degli Anni Sessanta in segno di simpatia per la causa del popolo oppresso dei Nativi Americani. Questo elemento divenne popolare soprattutto grazie al film "Easy Rider" del 1969.

Minigonna
Nel 1965, quando sfilò per la prima volta nella collezione di André Courrèges, venne accolta dal silenzio stupefatto del pubblico presente nella sala, anche se non ci volle molto perché molte donne adottassero entusiaste questo nuovo capo, che diventerà tra i preferiti del loro guardaroba. Quasi contemporaneamente, a Londra, Mary Quant lanciò il suo modello di mini, più attillata rispetto alla versione francese. Entrambi abbinarono la mini a stivali bianchi e disegni geometrici.
La mini venne consacrata definitivamente dall’attrice Brigitte Bardot e dalla modella Twiggy, icone incontrastate di quel periodo.  >>continua a leggere

Optical
I motivi più o meno geometrici ispirati alla psichedelia andavano per la maggiore in tempi in cui molti ricercavano esperienze alternative di percezione, ricerca che si rifletteva nella moda e nelle arti visive.

Pantaloni a zampa d’elefante
La loro forma ha origini antiche ed era caratteristica delle uniformi dei marinai, che avevano necessità di arrotolare sulle ginocchia i pantaloni quando spazzavano il ponte, o di proteggere gli stivali dalle intemperie.
I giovani degli anni Sessanta che rifiutavano i brand della moda ricorrevano per gli acquisti di abbigliamento al mercato dell’usato, militare e non: fu così che i pantaloni a zampa diventarono popolari, fino a essere identificati tra i simboli degli anni Settanta.

Space look
Siamo ai tempi di "2001 Odissea nello Spazio", "Barbarella" e dell’allunaggio dell’Apollo 11Paco Rabanne e Pierre Cardin furono i pionieri dello stile spaziale: i vestiti di metallo futuristici di Rabanne, confezionati con ganci, occhielli e pinze al posto di ago e filo, vestirono le eroine 007 di quegli anni. Le placche di metallo e plastica volevano testimoniare una nuova e irraggiungibile femminilità.

Righe a tutto colore
Le righe in technicolor: un elemento di rottura contro la moda precostituita e bon ton. Righe multicolori comparvero indifferentemente sugli abiti di donne e uomini.

Tie-dye
La tecnica "annoda e tingi", originaria di Indonesia, India, Giappone e altre culture esotiche, fu molto popolare negli USA tra gli oppositori della guerra nel Vietnam e tra gli hippie, che al contrario dei conservatori davano valore alla semplicità e ai metodi artigianali tradizionali. L’effetto veniva raggiunto annodando un tessuto che veniva successivamente immerso nella tintura. I principali testimonial del tie-dye furono Jimi Hendrix, Janis Joplin e i Grateful Dead.

La moda del Sessantotto