Fratellini e sorelline che litigano: perché succede (ed è più sano di quanto pensi)

Gelosi, competitivi, inseparabili: cosa si nasconde davvero dietro le liti tra fratelli e come aiutare i bambini, secondo la pedagogista

Foto di Giorgia Marini

Giorgia Marini

Parenting Specialist

Ex avvocato. Blogger, con la laurea sul campo in Problemi di Mammitudine. Da 6 anni scrivo di gravidanza, maternità ed infanzia, sul mio blog “Stato di Grazia a Chi?” e su altre testate online. Racconto la maternità con brio, garbo ed empatia.

Pubblicato:

Non appena diventiamo genitori, lo capiamo, i fratellini e le sorelline possono passare dall’abbracciarsi al litigare furiosamente nel giro di pochi minuti. Urla per un gioco, gelosie per l’attenzione dei genitori, piccole provocazioni che sembrano trasformarsi in battaglie epiche, sono il sottofondo musicale nelle nostre case! Nonostante a volte ci possa sembrare che certi atteggiamenti, da parte dei bambini e delle bambine, siano eccessivi, la verità è che i conflitti tra fratelli e sorelle non solo sono normali: sono persino utili.

La relazione fraterna è la prima vera palestra sociale dei bambini. È il luogo dove si sperimentano rivalità, cooperazione, negoziazione, empatia e gestione della rabbia. Proprio perché il legame è così stretto, le emozioni sono più intense rispetto a quelle che si vivono con amici o compagni di scuola. È capitato a tutte noi di domandare al proprio figlio/figlia del perché certi scatti di rabbia fossero così aspri con la sorella od il fratello e non con l’amichetto/a.

Capire perché i fratelli litigano così spesso (e perché a volte in modo più aspro) aiuta i genitori a non allarmarsi inutilmente e a trasformare i conflitti in occasioni di crescita. Perché, come leggeremo in questo articolo, grazie alle parole della pedagogista Giovanna Giacomini, le liti in famiglia, fra fratelli e sorelle, non vanno vissute con ansia, con timore, ma come momento di conoscenza si se stessi e di affermazione della propria unicità, purché tutto avvenga all’interno di una serie di limiti.

Fratellini e sorelline litigano
iStock
Fratellini e sorelline: quando i litigi diventano aspri

Perché i conflitti tra fratelli sono frequenti

In quasi tutte le famiglie se ci sono fratelli e sorelle, i momenti di conflitti saranno sempre più frequenti, man mano che si cresce. Anzi, a volte, tutto può iniziare dalla gelosia per la nascita della sorellina o del fratellino.

I bambini, in questi casi, competono per ciò che percepiscono come limitato: attenzione, tempo, approvazione dei genitori, giocattoli. Anche quando le risorse non mancano, la percezione di “ingiustizia” può accendere lo scontro.

Inoltre, mentre anche con gli amici più stretti ci sono dei filtri, in famiglia non ci si trattiene.
La vicinanza costante riduce i freni sociali: i bambini si sentono liberi di esprimere frustrazione, rabbia e gelosia senza paura di perdere la relazione. Questo rende le liti più intense ma anche più autentiche.

Infine, c’è anche il fattore dell’età. Se fratelli e sorelle sono distanti per età, avranno bisogni e desideri differenti che, in casa, entreranno spesso in conflitto, creando tensione in famiglia. Un bambino di 7 anni ha bisogni e capacità molto diverse da uno di 4, ad esempio, e capiterà frequentemente che il più grande si senta invaso, mentre il più piccolo escluso: da qui incomprensioni continue.

Possiamo concludere, dicendo che, i conflitti sono più frequenti per e motivi:

  1. gelosia;
  2. condivisione degli spazi/oggetti;
  3. differenza di età.
Fratellini e sorelline litigano
iStock
Fratellini e sorelline: quando i litigi diventano aspri

Conflitti tra fratelli e sorelle: perché sono più tesi

Premesso che la lite fa parte dell’essere e nel vivere in famiglia, e che dobbiamo accettarla, abbiamo chiesto alla dottoressa Giacomini, perché c’è spesso una tensione eccessiva fra fratellini e sorelline (dunque sia da bambini che anche quando si cresce) durante le liti a casa.

“Molti genitori vivono la tensione tra i figli come un segnale di allarme o un fallimento educativo, ma la prospettiva pedagogica ci suggerisce una visione diametralmente opposta. Il conflitto tra fratelli è uno dei laboratori di intelligenza emotiva più potenti che esistano, uno spazio in cui è meraviglioso che avvengano scambi, poiché in quel momento si gioca una partita molto più profonda della semplice disputa per un giocattolo. Quando i bambini litigano, stanno in realtà cercando riconoscimento e attenzione all’interno di un primo, fondamentale contesto sociale. Attraverso lo scontro, il bambino impara che non è solo, sperimenta il bisogno di essere visto e mette alla prova competenze cognitive fondamentali, come la capacità di mediare e la scoperta che esiste un “altro” al di fuori di sé.

Queste dinamiche sono particolarmente aspre tra le mura domestiche proprio perché la famiglia rappresenta un porto sicuro. In questo ambiente protetto, i bambini sentono che l’amore è un dato scontato che non verrà messo in discussione dalle loro azioni. Questa sicurezza inconscia permette loro di abbassare i filtri sociali che solitamente utilizzano all’esterno, lasciando emergere liberamente rabbia, gelosia e frustrazione. Dobbiamo guardare alla famiglia come al primo grande ambiente educativo, dove l’attrito e l’errore non sono problemi da eliminare, ma passaggi necessari per la crescita. Come accade per noi adulti, anche per i bambini la crisi è ciò che permette l’evoluzione, a patto che sia accompagnata correttamente”.

Fratellini e sorelline litigano
iStock
Fratellini e sorelline: quando litigano, come intervenire

Perché è importante non soffocare la lite

Come accennato all’inizio, le lite fra fratelli e sorelle non vanno temute, prevenute o soffocate.

Purché non si si superino certi limiti come:

  • non c’è violenza fisica grave o ripetuta;
  • non c’è umiliazione costante;
  • non c’è un bambino sempre vittima.

Dunque, se il conflitto è sano, qual è il nostro compito? Ecco cosa ci ha detto la dottoressa Giacomini.

“In questa prospettiva, l’approccio tipico dei paesi del Nord Europa ci insegna a non temere il conflitto e a non cercare di prevenirlo a ogni costo con una mediazione costante. Piuttosto che evitare le criticità, dobbiamo imparare ad attraversarle. Quando ci si chiede se sia il caso di intervenire, la risposta non è univoca: dipende dal tipo di conflitto. In molti casi, il compito dell’adulto è restare in una presenza silenziosa, osservando e contenendo senza giudicare o risolvere il problema al posto dei bambini. È fondamentale darsi il tempo di comprendere le proprie emozioni prima di agire, evitando che l’ansia di riportare la calma ci spinga a interferire in processi di apprendimento autonomi”.

Fratellini e sorelline fanno pace
iStock
Fratellini e sorelline: perché è importane fare la pace dopo una lite

Quando intervenire e come: il ruolo del genitore

Il nostro compito, in queste situazioni, è molto dedicato: da un lato dobbiamo monitorare, dall’altro, non far pesare troppo la nostra presenza, ed inoltre dobbiamo intervenire se la situazione precipita ma senza fare confronti per evitare di creare ulteriori motivi di ostilità fra fratelli e sorelle.

“L’intervento dell’adulto diventa necessario solo quando lo scontro scivola nella violenza fisica, nell’umiliazione o quando uno dei partecipanti si trova in una posizione di totale schiacciamento senza via d’uscita. In queste situazioni, il genitore deve trasformarsi in un vero e proprio traduttore emotivo. Invece di emettere sentenze o distribuire etichette tra “buoni” e “cattivi”, l’adulto dovrebbe descrivere oggettivamente ciò che vede, aiutando i figli a dare un nome alle proprie emozioni e a trovare comportamenti alternativi per esprimerle. Dire vedo che sei arrabbiato perché ti sei sentito escluso apre una strada di consapevolezza che il semplice rimprovero chiuderebbe”.

Fratellini e sorelline fanno pace
iStock
Fratellini e sorelline: perché è importane fare la pace dopo una lite

Lite fra fratellini e sorelline: la riparazione

Ovviamente, la lite fra fratelli e sorelle deve avere una conclusione, per cui bisogna imparare a mettere un punto e ad andare avanti indipendentemente “ da chi ha vinto e chi ha perso”. Imparare a fare la pace, a concludere il diverbio, è un momento importante perché fa capire, sin da piccoli, che si possono avere punti di vista diversi, anche un dialogo accesso, ma che nulla può impedire di volersi bene. Una lezione difficile che anche noi adulto facciamo fatica a comprendere. Un piccolo rituale può aiutare i più piccoli in questo passaggio essenziale.

“Infine, è essenziale coltivare la cultura della riparazione. Una volta che il conflitto è stato attraversato, la creazione di piccoli rituali quotidiani aiuta a ristabilire l’armonia: bere un tè insieme, dedicarsi a un disegno collettivo o manipolare della creta sono gesti simbolici che curano il legame. Il messaggio finale che deve passare non è che il conflitto sia un errore, ma che esso non ha il potere di spezzare il legame affettivo. Al contrario, lo scontro può trasformare la relazione, confermando ai bambini che, nonostante le tempeste emotive, il porto della famiglia resta solido e accogliente”.