Wicca: in cosa consiste un rituale

Scopriamo insieme in cosa consiste un rituale wicca, una pratica antichissima che celebra le forze della natura

La magia rituale, o i rituali, fa parte delle conoscenze dell’essere umano da tempi immemori. Sin dalle prime aggregazioni di persone, i leader spirituali si distinguevano dal resto della popolazione per la loro particolare capacità di entrare in comunione con la natura e con gli spiriti, al fine di consigliare, guidare verso soluzioni favorevoli e propiziare eventi come la pioggia o un buon raccolto. Molte di queste figure, che un tempo godevano di grande rispetto, facevano uso regolare di complessi rituali. Messi a punto di generazione in generazione, questi riti sempre uguali avevano lo scopo di conciliare esseri umani e natura, facilitando la vita dei primi. Sciamani, guaritori, stregoni o druidi: chi praticava i rituali riusciva in qualche modo a mettersi in contatto con le forze della natura per trarre benefici destinati al bene collettivo.

Il rituale della tradizione Wicca non si discosta poi tanto dall’antica tradizione da cui ha raccolto a piene mani. Rimarcando la bellezza e l’importanza dei culti pagani pre-Cristiani, il wiccan pratica rituali che lo mettono in comunione con la natura e aiutano lui o la sua comunità a prosperare e trarre benessere, mentale o sul piano materiale (denaro, fortuna, lavoro).

Che cos’è un rituale? Un rituale è una formula specifica, alla quale è necessario attenersi il più possibile, attraverso la quale è possibile ottenere un risultato. Il rituale è composto di formule magiche, gesti, movimenti, oggetti ritualistici e dev’essere effettuato da un certo numero di persone (da uno a 13), solitamente in un giorno molto specifico dell’anno, come ad esempio la luna piena o l’equinozio di primavera.

Un rituale wiccan (come molti rituali di tutte le tradizioni esoteriche) avviene in tre fasi: un’introduzione, solitamente uguale per tutti i rituali, uno svolgimento, che differisce in base alle finalità del rito, e una conclusione necessaria per chiudere il cerchio e “bandire” le forze evocate. Si ritiene che la chiusura sia uno dei momenti più importanti del rituale proprio perché, dopo aver sfruttato le forze richiamate, sarà necessario ripristinare l’ordine. In rituale non chiuso non svincola le forze come dovrebbe, lasciando tracce energetiche che potrebbero creare problemi su chi ha praticato il rituale.

Uno dei fattori essenziali del rituale è la ripetizione. Il rituale acquista valore quando praticato di frequente, con intento e attenendosi specificamente alle istruzioni ricevute o stabilite alla sua creazione.

Il rituale, affinché funzioni, deve rispettare tutte le regole di cui sopra e, soprattutto, avere un obiettivo che sia il più possibile attinente all’etica della Wicca di rispetto e di tolleranza. Il rituale non deve avere l’obiettivo di costringere qualcuno a fare qualcosa e, in generale, deve avere un obiettivo positivo non solo per chi è coinvolto nel rituale, ma in senso più lato.

Il rituale viene effettuato da soli o in gruppo e ha solitamente inizio con la delineazione di un cerchio magico a terra. Il cerchio viene delineato da sale, gesso e/o candele. Importantissimo è segnalare con precisione, attraverso erbe o oggetti, i punti cardinali. Al centro del circolo viene solitamente apposto un altare, meglio se fabbricato in materiali naturali, sul quale vengono apposti gli accessori del rituale.

Tra gli oggetti fondamentali durante la realizzazione di un rituale c’è il cerchio magico, ovvero uno spazio circoscritto e “chiuso” nel quale i praticanti possono invocare le forze necessarie allo svolgimento, e gli accessori rituali. Un esempio pratico sono il pugnale tradizionale, ovvero l’athame, oppure il calice e il pentacolo e il calderone. Questi oggetti rappresentano gli elementi del cosmo e propiziano le loro forze all’interno del rituale, per infondergli significato, potenza e testimoni importanti. Durante un rituale vengono spesso utilizzati incensi, profumazioni e candele e chi lo esegue indossa abiti specifici al rituale, utilizzati solo ed esclusivamente per questo genere di occasioni, in seguito a un altro rituale di abluzioni purificanti. I rituali Wicca non prevedono sacrifici animali, pratica barbara e aspramente condannata in cui i wiccan non credono.

Risultano inoltre molto importanti alcune erbe o elementi naturali, come il sale e l’acqua. Il sale è un elemento alchemico che, esotericamente parlando, svolge una funzione purificante e occupa un posto molto importante all’interno dei rituali, aiutando a circoscrivere l’area del rito e, soprattutto, a tenere lontane le energie negative. Pur essendoci alcuni elementi ricorrenti, ogni rituale è un piccolo mondo a sé che dev’essere effettuato con passione, intento e trasporto per dare un risultato, indipendente dagli oggetti o dalle parole utilizzate per manifestarlo. Per avere successo, un rituale deve infondere un senso di appartenenza, di benessere e di coinvolgimento con gli elementi della natura, senza mettere a disagio che vi partecipa. L’atmosfera del rituale ben riuscito è, forse, la cosa più magica del rituale stesso.

Quando si effettua un rituale, è molto importante tenere in considerazione il fatto che esso non ha fondamento scientifico, e non può sostituirsi a nessun tipo di terapia medica o percorso scientifico. Il rituale dev’essere un processo libero, appassionato e al tempo stesso concreto: pur non sostituendosi a una cura, esso può aiutare chi ci crede a entrare nella giusta mentalità per affrontare la guarigione interiore, con più consapevolezza e più facilità.

Non esiste un compendio specifico di rituali “sicuri”, proprio perché essi tendono a diventare molto personali con il tempo e la pratica. Molti libri danno consigli su come farne uno, e invitano il neofita a copiare per avere un’idea. Tuttavia, il praticante esperto riuscirà a trovare una versione personalizzata del rituale che, a suo avviso, funzionerà meglio.

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