C’erano una volta i martinitt, Leonardo Del Vecchio e gli orfani di Milano

C'era una volta, tanto tempo fa, un orfanotrofio che sorgeva tra via Manzoni e via Morone. In quell'edificio vivevano i martinitt, i bambini orfani di Milano

Chi a Milano ci è nato e cresciuto conoscerà sicuramente la storia dei martinitt, i bambini orfani accolti dall’omonima istituzione. Gli altri, invece, avranno sentito parlare di quell’orfanotrofio situato tra via Manzoni e via Morone perché legato indissolubilmente alla figura di alcuni degli uomini più influenti del nostro Paese come Angelo Rizzoli, fondatore dell’omonima casa editrice, e Leonardo del Vecchio, padre di Luxottica.

Istituito da San Gerolamo Emiliani nel 1533, l’orfanotrofio è stato casa e rifugio di tantissimi bambini negli anni, quelli ribattezzati martinitt in riferimento all’oratorio di San Martino situato nei pressi dell’istituzione. Non erano soli però, insieme a loro c’erano anche bambine e ragazze chiamate Stellin (stelline).

A tutti loro, nel 2009, è stato dedicato il Museo Martinitt e Stelline, mentre l’orfanotrofio è diventato un’azienda di servizi alla persona. Scopriamo tutta la storia dei bambini orfani di Milano e dell’istituto che li ha accolti.

L’istituto dei martinitt

Per ripercorrere la storia dell’istituto dei Martinitt dobbiamo tornare indietro nel tempo e più precisamente al XVI secolo. Fu allora che il figlio di un senatore veneziano, dopo la fine della guerra del sale scelse di utilizzare tutti i suoi averi per accogliere gli orfani nella laguna. Il suo nome era Girolamo Emiliani, fondatore dell’ordine dei chierici regolari di Somasca e santo della Chiesa Cattolica. È stato dichiarato patrono della gioventù abbandonata nel 1928.

Da Venezia, il Santo, si spostò presto anche in altre città raggiungendo Milano, per occuparsi di altri orfani. Fu allora che il duca di Milano Francesco II scelse di aiutare l’opera di Girolamo destinando a lui e ai bambini rimasti senza genitori un locale a Milano in via del Giardino. Gli orfani non erano più soli: erano diventati i Martinitt.

L’istituto ha continuato a ospitare nei secoli bambini e bambine orfani di genitori, cambiando sedi e ampliando le precedenti fino al 1971, quando l’orfanotrofio è stato trasformato in un’azienda di servizi alla persona.

I martinitt che hanno fatto la storia

Sono tanti, tantissimi, i bambini che hanno trascorso la loro infanzia all’interno dell’istituto dei martinitt, alcuni dei quali hanno fatto la storia dell’Italia. Qui, infatti, sono cresciuti Edoardo Bianchi, il fondatore dell’azienda Fabbrica Automobili e Velocipedi, e Roberto Cozzi, militare ed eroe di guerra morto durante la battaglia dei Tre Monti.

Martinitt lo è stato anche Angelo Rizzoli, imprenditore, editore e fondatore della celebre casa editrice italiana. E poi, ancora, Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica e uomo più ricco d’Italia scomparso il 27 giugno del 2022.

La storia di un martinitt: Leonardo Del Vecchio

Tra i più celebri martinitt di Milano c’era anche lui, Leonardo Del Vecchio, l’imprenditore italiano fondatore di Luxottica, la più grande holding mondiale di produzione e vendita di occhiali e lenti. Dopo la morte di suo padre, colpito da una polmonite fulminante prima della sua nascita, la madre decide di portarlo in istituto, non riuscendo a occuparsi di lui come vorrebbe. Del Vecchio è rimasto qui fino a 14 anni per poi cercare fortuna altrove, senza mai dimenticare, però, la sua provenienza e la città di Milano, come ha dimostrato in più occasioni.

Nonostante il suo impero fosse ad Agordo, nel bellunese, l’imprenditore italiano ha donato 10 milioni di euro all’ospedale di Fiera Milano durante la pandemia da Covid-19. Diventato Cavaliere del Lavoro nel 1986 ha ricoperto il ruolo di presidente di Luxottica e presidente esecutivo di EssilorLuxottica fino alla sua scomparsa avvenuta il 27 giugno del 2022.