Europei 2022, quanto guadagnano le calciatrici della nazionale italiana

Le Azzurre, attualmente impegnate a Women's Euro 2022, possono contare su un minimo salariale garantito che prima non esisteva

Il calcio femminile sta vivendo un momento di grande popolarità da qualche anno a questa parte, un po’ per demerito della nazionale italiana maschile (che nel 2018 non centrò la qualificazione al Mondiale offrendo un assist – mai metafora calcistica fu più azzeccata – a quella femminile) un po’ perché – finalmente – anche in Italia i soliti pregiudizi stanno pian piano crollando.

Merito di un movimento fresco e grintoso, che ha tanta voglia di dimostrare e che risulta ancora puro rispetto alle dinamiche maschili. E in questo un ruolo determinante lo giocano, comprensibilmente i soldi che circolano. Tanti – troppi – nel calcio che siamo abituati a conoscere. Pochi – spesso troppo pochi – nel settore “rosa”.

Eppure qualcosa si muove, grazie anche al passaggio al professionismo che ha dato una spinta notevole alla carriera delle calciatrici italiane e alle aspiranti tali.

Euro 2022, conti in tasca alle calciatrici

Inutile provare a fare un confronto tra gli stipendi dei calciatori e quello delle calciatrici: c’è un abisso e ci sarà ancora per un po’. Ma quest’anno rappresenta già una svolta per le Azzurre perché per la prima volta, partecipando a Women’s Euro 2022 potranno contare su un minimo salariale garantito (che prima non esisteva) oltre ai gettoni per la convocazione in Nazionale.

Prima del passaggio allo status di professioniste, infatti, le calciatrici italiane riuscivano a portare a casa uno stipendio che si aggirava intorno ai 40mila euro lordi all’anno, ma la media si aggirava perlopiù sui 15mila euro (sempre lordi all’anno). Ora le cose sono migliorate, anche se – come detto – non sono ancora nemmeno paragonabili al panorama maschile.

Assocalciatori e Figc (Federazione Italiana Gioco Calcio) hanno deciso qualche mese fa di equiparare i compensi delle donne agli stipendi dei calciatori della Serie C, fissando dunque un salario minimo di 26mila euro lordi all’anno, cui si aggiungono eventuali sponsor. Infatti, le calciatrici più celebri che militano nelle squadre più importanti della Serie A prendono comunque di più già da tempo.

La svolta però è rappresentata dalle tutele che i contratti professionistici comportano: i club dovranno riconoscere contributi previdenziali, versare l’Irpef e i contributi per il fondo di fine carriera a tutte le calciatrici. Oltre al compenso ottenuto dalle singole società, le 23 Azzurre convocate per la spedizione in Inghilterra per gli Europei potranno contare anche sui gettoni messi in campo dalla Nazionale in base ai risultati ottenuti.

Calcio femminile, il confronto tra Italia e estero

A molti paragonare giocatrici di Serie A femminile con calciatori di Serie C maschile può sembrare discriminatorio, ma si tratta già di un enorme passo avanti per il nostro movimento, che comunque sta cercando di evolversi. Tuttavia, siamo ancora lontani non solo dalla parità fra i sessi, ma anche rispetto alle cifre, all’interno dell’ambito femminile, di cui si parla in campo internazionale.

Per esempio, l’australiana Samantha Kerr, prelevata dal Chelsea nel 2020, è arrivata a guadagnare 726.500 euro a stagione. La Kerr ha quasi doppiato la collega fino a quel punto più pagata, ovvero l’americana Alex Morgan (408.00 euro), che resta comunque la calciatrice più pagata al mondo grazie ai guadagni collaterali degli sponsor, ancora più determinanti nel mondo del pallone femminile rispetto a quello maschile.