Castagne e marroni, frutti d’autunno

A ottobre passeggiando nei boschi o in alcuni viali alberati di città, vi sarà capitato di raccogliere una castagna selvatica, guardarla, ammirarla, giocare un po’ con il riccio e poi buttarla via.

Bene, la prossima volta, infilatevela in tasca [senza riccio però] e tenetela con voi tutto l’inverno, stringetela tra le mani ogni tanto, e non vi verrà il raffreddore. Verità scentifica o credenza io l’ho fatto e mi è andata di lusso, quasi sempre.

Saporite, dolci, energetiche e versatili: le castagne si prestano a molte interpretazioni dolci e salate. Utilizzate in cucina già ai tempi degli Etruschi, hanno trionfato sulle tavole greche e nei banchetti romani, dal IV secolo a.c. in poi.

Il sommo poeta Virgilio le preferiva cucinate col latte, Matilde di Canossa si occupò di diffonderle alla popolazione, mentre il gastronomo francese Brillant-Savarin le abborriva  perché considerate cibo dei poveri.

Le castagne hanno costuituito per anni una grande fonte di energia e sostentamento nell’alimentazione contadina. Ricche di calorie, circa 2000 per kg, proteine vegetali e vitamine del gruppo B, oltre a una notevole dose di sali minerali, tra cui potassio e calcio.

Ne esistono diverse varietà distribuite sul territorio italiano, dal Piemonte – castagna di Cuneo – all’Abruzzo, dalla Toscana –  castagna del Monte Amiata – alla Campania, dal Veneto – marrone di San Zeno – al Lazio.

Ottime semplicemente lessate o arrostite sulla brace, succulente mescolate a carni e pesci, indimenticabili ridotte in farina e trasformate in polente, pani, zuppe e torte.
Ma  il principe delle ricette resta il sensuale e aristocratico marron glacé, dolce prelibatezza contesa tra Italia e Francia, che se ne attribuiscono entrambe la paternità.

Per chi vuole cimentarsi nella infinita varietà di ricette ma è frenato dal noioso passaggio-sbucciatura ecco qualche dritta.

Prima di tutto, mettetele in una bacinella piena d’acqua: se ce ne sono di bacate verranno a galla, si eviterà così l’odioso vermetto.

Per sbucciarle più facilmente, invece, tenetele per qualche ora nel congelatore, poi immergetele per qualche secondo in una pentola con acqua bollente e infine in acqua fredda: la buccia verrà via molto facilmente.

Buon lavoro.

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Castagne e marroni, frutti d’autunno