Palazzo Carignano, la magnifica residenza sabauda dove si è sposata Eva Herzigova

A Palazzo Carignano è nata la storia dell'Italia unita, ma di recente ha anche ospitato le nozze di Eva Herzigova e Gregorio Marsiaj.

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Mirangela Cappello

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Nel cuore della bella Torino, a pochi passi dalle piazze monumentali della capitale sabauda, Palazzo Carignano è una delle dimore storiche che più attira gli sguardi. Non solo, conquista anche i VIP, come Eva Herzigova e Gregorio Marsiaj, freschi sposi tra le sue sale.

La sua architettura fuori dagli schemi, in effetti, è capace di fondere l’opulenza del Barocco con l’eleganza delle successive trasformazioni ottocentesche. In più, rappresenta anche uno dei simboli della storia italiana, perché qui prese forma parte del percorso che avrebbe portato all’Unità d’Italia.

E questo rende l’edificio uno dei palazzi più importanti non solo del Piemonte. La sua autorevolezza istituzionale, unita alla raffinatezza degli ambienti storici, continua inoltre a renderlo uno scenario esclusivo per eventi di altissimo profilo.

Il complesso sabaudo è tra i luoghi che riescono a coniugare prestigio storico, architettura e rappresentanza. Visitandolo oggi si scopre molto più di una dimora reale: si entra in un edificio che continua a dialogare con il presente senza rinunciare alla propria identità.

Perché Eva Herzigova ha scelto Palazzo Carignano per il matrimonio

Palazzo Carignano interni sala Feste
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Le sale interne di Palazzo Carignano mostrano la ricchezza tipica del periodo barocco

Eva Herzigova ha celebrato il proprio matrimonio a Torino e la scelta di Palazzo Carignano non è stata casuale.

La modella ceca e il compagno Gregorio Marsiaj hanno individuato una delle residenze più rappresentative e prestigiose della dinastia sabauda. Un edificio che, come vedremo di seguito, racchiude storia, eleganza e valore simbolico.

Il ricevimento si è svolto negli ambienti di rappresentanza del palazzo, utilizzando alcune delle sale storiche di solito destinate a eventi istituzionali e culturali. Gli interni, caratterizzati da stucchi, decorazioni barocche, grandi scaloni e soffitti affrescati, hanno offerto una scenografia raffinata senza richiedere allestimenti invasivi.

La scelta della coppia riflette anche il forte legame con Torino. In barba a chi opta per le romantiche Ville sul Lago di Como per sposarsi, Eva e Gregorio hanno invece puntato su un piccolo gioiello architettonico, storico e culturale per celebrare il proprio amore eterno.

La storia di Palazzo Carignano

Palazzo Carignano Torino facciata barocca
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La storia di Palazzo Carignano è il suo punto di forza, facendo da sfondo ad eventi importanti del nostro Paese, in primis l’Unità d’Italia

Palazzo Carignano nasce nella seconda metà del Seicento come residenza dei Principi di Carignano, ramo cadetto di Casa Savoia. Il progetto fu affidato a Guarino Guarini, una delle figure più innovative dell’architettura barocca europea, che realizzò un edificio più “originale” rispetto ai modelli tradizionali dell’epoca.

La celebre facciata in mattoni, infatti, caratterizzata da superfici ondulate e linee curve, rappresenta una piccola rivoluzione rispetto ai canoni del Barocco classico. Guarini sperimentò volumi plastici e prospettive in continuo movimento, dando vita a un edificio che ancora oggi è considerato uno dei suoi massimi capolavori.

Nel corso del Settecento il palazzo divenne una delle principali residenze della famiglia sabauda e acquistò un ruolo sempre più importante nella vita politica del Regno di Sardegna. Qui nacque infatti Vittorio Emanuele II, destinato a diventare il primo re d’Italia.

Con l’Unità nazionale, Palazzo Carignano assunse un significato ancora più rilevante. Prima dell’edificazione di Palazzo Montecitorio a Roma, ospitò infatti il primo Parlamento del Regno d’Italia, trasformandosi in uno dei luoghi simbolo della storia istituzionale italiana.

Palazzo Carignano: le due facciate

Uno degli aspetti che incuriosisce di più su Palazzo Carignano riguarda la presenza di due facciate del tutto distinte tra loro. La principale, affacciata sull’omonima piazza, è quella di Guarino Guarini, XVII secolo, uno degli esempi più interessanti di Barocco europeo.

Le pareti vantano un aspetto dinamico, grazie al continuo alternarsi di superfici concave e convesse, mentre il mattone a vista diventa esso stesso elemento decorativo. La facciata posteriore, che si affaccia invece su Piazza Carlo Alberto, fu realizzata nell’Ottocento da Giuseppe Bollati con un linguaggio più tendente al neoclassico.

L’intervento si rese necessario per ampliare il complesso in occasione della costruzione della nuova aula parlamentare. E questa apparente contrapposizione racconta in realtà due momenti fondamentali della storia italiana.

Da un lato il prestigio della corte sabauda, dall’altro la nascita dello Stato unitario. Le due architetture convivono senza entrare in conflitto, offrendo una lettura quasi cronologica dell’evoluzione del palazzo.

Palazzo Carignano Torino facciata Guarini
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La facciata barocca di Guarini è uno degli esempi più interessanti di questo stile, rivoluzionato però dal modello personale del suo architetto

Gli architetti di Palazzo Carignano

Il nome di punta associato al complesso, come detto, è quello di Guarino Guarini, matematico, religioso e architetto, autore del progetto originario avviato nel 1679. Il suo approccio progettuale, influenzato dagli studi geometrici e dalla ricerca spaziale, rese Palazzo Carignano una delle opere più innovative dell’intero Barocco europeo.

Nel XIX secolo intervenne Giuseppe Bollati, incaricato di ampliare l’edificio per adattarlo alle nuove esigenze istituzionali del Regno di Sardegna e, a seguire, del Regno d’Italia. Pur scegliendo un linguaggio più sobrio e neoclassico, Bollati riuscì a integrare il nuovo corpo edilizio senza alterare il valore storico dell’opera di Guarini.

Il risultato è un palazzo che racconta oltre due secoli di evoluzione dell’architettura italiana, attraverso il dialogo tra due progetti all’avanguardia rispetto alle rispettive epoche.

Per cosa è famoso Palazzo Carignano e chi lo ha abitato

La notorietà di Palazzo Carignano deriva dall’intreccio tra architettura, storia dinastica e vicende politiche. Qui abitarono i Principi di Carignano, appartenenti al ramo cadetto dei Savoia, tra cui Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II, figure fondamentali del Risorgimento italiano.

L’edificio è inoltre celebre perché ospitò il Parlamento Subalpino e, dopo la proclamazione del Regno d’Italia nel 1861, la prima Camera dei Deputati del nuovo Stato italiano. Ancora oggi parte del complesso accoglie il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, che conserva documenti, arredi e testimonianze legati alla costruzione dell’identità nazionale.

Palazzo Carignano Torino facciata neoclassica
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La facciata neoclassica di Palazzo Carignano si contrappone a quella Barocca di Guarini e mostra l’evoluzione storica di questo edificio

Quali sono le sale più famose di Palazzo Carignano

Gli ambienti interni di Palazzo Carignano rappresentano una sintesi ideale tra arte decorativa, architettura e rappresentanza politica. Tra quelli più significativi troviamo:

  • il Salone delle Feste, celebre per le decorazioni barocche, gli stucchi e la monumentalità degli spazi;
  • l’Aula della Camera Subalpina, cuore della storia parlamentare italiana, dove si svolsero alcune delle sedute più importanti del periodo preunitario;
  • gli Appartamenti dei Principi di Carignano, che conservano parte delle decorazioni storiche e testimoniano il gusto della corte sabauda;
  • lo Scalone d’Onore, progettato per enfatizzare il percorso di rappresentanza attraverso una spettacolare successione prospettica.

Ogni ambiente nasce per comunicare il prestigio della famiglia reale e il ruolo istituzionale assunto dal palazzo nel corso dei secoli. E il continuo dialogo tra architettura in senso stretto e relativo apparato decorativo creano un equilibrio che ancora oggi rappresenta uno degli aspetti più affascinanti dell’intero complesso monumentale.

Così, Palazzo Carignano continua a distinguersi come una delle residenze storiche più importanti d’Italia. In parte per la già discussa estetica innovativa, ma soprattutto per il suo legame con Casa Savoia e il ruolo svolto nella nascita dello Stato unitario.

Detto questo, congratulazioni a Eva e Gregorio per il matrimonio, ma anche per la scelta “elitaria” della location delle nozze. Meno romantica di altre, forse, ma anche meno banale.