Larissa Iapichino supera mamma Fiona May, è record nel salto in lungo: l’orgoglio e l’abbraccio più bello

Con 7,12 metri Larissa Iapichino batte il record italiano del salto in lungo di mamma Fiona May dopo 28 anni: l'orgoglio e l'abbraccio più belli

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Paola Landriani

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Content e lifestyle editor, copywriter e traduttrice, innamorata delle storie: le legge, le scrive, le cerca. Parla di diversità, inclusione e di ciò che amano le nuove generazioni.

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Ci sono record che si guardano sul tabellone e record che si guardano dritti negli occhi di chi ami. A Eugene, in Oregon, nella notte italiana tra il 4 e il 5 luglio, Larissa Iapichino ha vissuto entrambe le cose insieme.

Al primo salto della gara, sulla pedana leggendaria dell’Hayward Field, ha volato a 7,12 metri. Un centimetro. Un solo, piccolissimo centimetro in più rispetto al record italiano che resisteva da 28 anni: quello di sua madre, Fiona May, fissato a Budapest il 22 agosto 1998.

Larissa non era ancora nata: sarebbe arrivata al mondo quattro anni dopo. Ha impiegato tutta una vita, e un centimetro esatto, per raggiungere quella misura e superarla. E lo ha fatto senza cancellare nulla, ma continuando una storia che in famiglia si tramanda da sempre.

Larissa Iapichino, l’orgoglio di mamma Fiona

Per capire cosa significhi davvero quel 7,12 bisogna tornare indietro, alla bambina che guardava sua madre incantare gli stadi di tutto il mondo, due volte campionessa iridata e due volte vicecampionessa olimpica. Fiona May, oltre a essere stata un’atleta straordinaria, è stata il modello silenzioso a cui Larissa si è ispirata fin da piccola, quando ancora sognava di salire un giorno su quelle pedane.

Quel record di Budapest, 7,11 metri, era fermo da quasi tre decenni: un numero che sembrava scolpito per sempre nella storia dell’atletica azzurra.

Eppure quando è arrivato il momento di lasciarlo andare, a farlo cadere è stata proprio sua figlia: 7,12 metri arrivati subito, un centimetro oltre il primato materno, come a dire “non ho avuto bisogno di aspettare”.

E mamma Fiona, quel salto, lo ha vissuto come una tifosa piena di orgoglio.

Appena arrivata la notizia del record, ha condiviso una raffica di foto e scatti del salto di Larissa, come se non bastasse una sola immagine per raccontare quel momento, accompagnandole con l’entusiasmo di chi si mette a urlare un “sì!” liberatorio, lo stesso che si urla quando a vincere è la persona più importante della tua vita. La gioia incontenibile di una madre che vede sua figlia volare oltre lei stessa.

L’abbraccio più bello: quello con papà Gianni, il suo allenatore

Ma se il record porta il nome di mamma Fiona, il cuore pulsante di questa giornata ha un altro protagonista: papà Gianni. Ex astista, dal 2021 allenatore di Larissa, Gianni Iapichino era in tribuna a Eugene, tra il pubblico dell’Hayward Field.

Quando il tabellone ha acceso il 7,12, Larissa non ha esitato un secondo: è corsa dritta verso di lui, ed è scoppiata in un abbraccio lungo e commosso.

Un’immagine che va oltre la misura, oltre il record strappato a mamma dopo 28 anni. Un padre e una figlia, un allenatore e la sua atleta, uniti dallo stesso sogno da anni.

Larissa ha ricordato di recente quanto sia stato importante lavorare insieme a lui anche nei momenti difficili, come dopo la delusione dei Mondiali di Tokyo, quando insieme hanno scelto di cambiare prospettiva senza mai smettere di crederci. Quel giorno a Eugene, quella fatica silenziosa è diventata un centimetro di storia. E un abbraccio che vale più di qualsiasi record.