A cinque anni dalla scomparsa di Raffaella Carrà, artista eterna che ha insegnato all’Europa il vero significato della libertà, il velo di riservatezza che ha sempre avvolto la sua vita privata torna a sollevarsi. Al centro di questa vicenda troviamo Gian Luca Pelloni Bulzoni, suo assistente e oggi definito come figlio adottivo della star. Secondo le recenti ricostruzioni, scaturite da un contenzioso contro una società spagnola, verrebbe confermato ciò che le ultime volontà della Carrà custodivano con cura. Gian Luca Pelloni Bulzoni è ufficialmente il figlio adottivo e l’erede universale del suo patrimonio. Fino a poco tempo fa, si pensava infatti che la cospicua eredità fosse destinata agli amatissimi nipoti, che comunque compaiono nelle sue volontà finali.
Storico collaboratore, assistente fidato e infine figlio, Gian Luca è stato l’uomo di cui l’artista si è fidata ciecamente fino all’ultimo istante. Questa adozione, protetta per anni dalla discrezione tipica della “Raffa nazionale”, ha inevitabilmente ridefinito l’assetto della successione. Sebbene i nipoti Matteo e Federica, figli del fratello della Carrà, abbiano visto mutare la loro posizione di eredi legittimi, la Fondazione Raffaella Carrà ha tenuto a precisare che la diva non ha escluso nessuno dei suoi affetti nelle sue ultime disposizioni.
Un tesoro tra la Capitale e il promontorio toscano
Il patrimonio immobiliare passato ora nelle mani di Bulzoni è straordinario e racconta perfettamente i due volti di Raffalla Carrà: la star internazionale e la donna profondamente legata alla terra e al mare. Al Monte Argentario, nella prestigiosa località di Cala Piccola, si trova il suo rifugio toscano, una villa di lusso che supera i 500 metri quadrati e conta oltre 20 vani immersi nel verde. Era questo il suo luogo dell’anima, il suo porto sicuro lontano dalle luci della ribalta, dove la natura incontaminata faceva da cornice alla sua quotidianità.
Nel cuore di Roma, invece, spicca la storica residenza di via Nemea 21 a Vigna Clara. Si tratta di una proprietà monumentale che comprende un’unità principale da 18,5 vani, altri due appartamenti più piccoli rispettivamente di sei vani ciascuno, sei box auto e cinque cantine. Il tutto è inserito in un complesso esclusivo dotato di ogni comfort, incluse una piscina condominiale e campi da tennis, dove la Carrà ha costruito gran parte dei suoi successi professionali e ha accolto gli amici di una vita.
Il destino di via Nemea
Proprio l’appartamento romano è finito recentemente al centro delle cronache del mercato immobiliare di prestigio. Dopo essere stato inizialmente proposto a una cifra di 2,1 milioni di euro, il prezzo era stato ribassato a circa 1,87 milioni, per poi essere definitivamente ritirato dalla vendita. Una decisione che ha immediatamente riacceso le speranze dei milioni di fan in tutto il mondo. Il desiderio di molti è che quel luogo non diventi una semplice residenza privata.
Molti sognano che l’abitazione possa trasformarsi in un museo dedicato alla sua memoria, un tempio dove ammirare i suoi costumi, i premi e respirare l’energia di una donna che ha cambiato profondamente il costume e la società italiana. Ma l’ultima parola sul futuro di questa casa spetta unicamente a Gian Luca Pelloni Bulzoni.