Estetista cinica, è polemica sulla cena a Brera: cosa è successo

Bagarre per la cena organizzata da Cristina Fogazzi alla Pinacoteca di Brera per lanciare il brand in Spagna. L'imprenditrice si difende, ma i social non ci stanno

Foto di Francesca Secci

Francesca Secci

Giornalista

Sarda, ma anche molto umbra. Giornalista pubblicista, sogno di una vita, da maggio 2023, scrive soprattutto di argomenti che riguardano l’attualità.

Recentemente, l’influencer Cristina Fogazzi, conosciuta come Estetista Cinica, ha organizzato un evento che ha suscitato molte discussioni. La location scelta per la cena di Veralab, la sua azienda di prodotti di bellezza, è stata la prestigiosa Biblioteca Nazionale Braidense e il cortile d’onore di Brera, a Milano.

L’evento, finalizzato a lanciare il brand Veralab in Spagna, ha visto la partecipazione di numerose influencer spagnole e ha scatenato una controversia sui social media.

Critiche dai social media

La pagina Instagram Milano_segreta, famosa per i suoi tour culturali, ha duramente criticato l’evento, definendolo uno “spettacolo indecoroso e indegno per un’istituzione importante come quella di Brera”. Le critiche si sono concentrate sulla scelta di allestire tavole imbandite all’interno della Biblioteca Braidense, un luogo dove agli studenti è proibito mangiare e bere, e sull’organizzazione di una discoteca all’aperto nel cortile d’onore.

Milano_segreta ha sottolineato l’inappropriatezza della cena nella Biblioteca Braidense, un luogo dove “è tassativamente proibito mangiare e bere persino acqua”. L’indignazione è cresciuta per la presenza di cibo e musica in un ambiente che custodisce un patrimonio librario inestimabile. Sono state sollevate domande su come sia stato possibile permettere un tale evento a pochi centimetri da antichi volumi e scaffali storici.

L’iniziativa ha scatenato una tempesta di critiche sui social media. Numerosi commenti negativi hanno definito l’evento come una “cafonata”, un “spettacolo indecoroso” e persino un “attentato”. Alcuni hanno espresso amarezza, dichiarando che “tutto ha un prezzo” in questi tempi.

La difesa del direttore della Pinacoteca

Angelo Crespi, direttore della Pinacoteca di Brera, ha risposto alle polemiche sulle pagine del Corriere della Sera. Ha sottolineato che la cena ha generato circa 80.000 euro per la Pinacoteca, oltre a 15.000 euro per i custodi. Crespi ha spiegato che i prezzi sono stabiliti da un regolamento ministeriale, che consente l’affitto di spazi culturali per finanziare restauri e conservazione. Ha citato esempi internazionali, come una cena di Gucci al Louvre, per dimostrare che eventi simili sono comuni altrove. Crespi ha assicurato che l’evento si è svolto nel massimo rispetto delle norme di sicurezza, senza alcun danno agli spazi storici.

La replica di Cristina Fogazzi

Cristina Fogazzi ha difeso la sua scelta, dichiarando di non aver fatto nulla di male. Ha precisato che preferisce investire in spazi pubblici per sostenere la collettività piuttosto che in privati. Ha interpretato le critiche come un attacco classista, sottolineando che eventi simili organizzati da marchi di lusso non hanno ricevuto lo stesso trattamento.

“Le candele sulle tavole erano finte e non sono state scattate foto con il flash”, ha precisato l’imprenditrice, aggiungendo che i catering sono selezionati dai musei stessi e che ha pagato regolarmente per l’utilizzo della location.

Fogazzi ha difeso l’uso di spazi culturali per eventi privati, affermando che “le opere che vedete dentro Brera sono state fatte grazie alla committente privata”. Ha inoltre sottolineato di aver guadagnato tutto con il proprio lavoro, respingendo le accuse di essere una “parvenu”.

L’imprenditrice ha enfatizzato, poi, la sua origine popolare e ha ribadito il problema di un paese dove l’ascensore sociale è fermo da anni.

Si tratta di un caso di influencer fatigue?

Come accade sempre più frequentemente, il vero problema probabilmente (come è scritto anche in vari commenti) non risiede tanto nella scelta della location per l’evento, quanto nel costante bombardamento mediatico di uno stile di vita estremamente esclusivo a cui gli utenti sono esposti quotidianamente, indipendentemente dalle umili origini del personaggio in questione.

Esiste una crescente stanchezza e saturazione tra gli utenti dei social media riguardo alla costante esposizione a stili di vita mostrati dagli influencer. Questo fenomeno, noto come “influencer fatigue”, è particolarmente evidente tra i giovani che desiderano contenuti più autentici e reali. La continua ostentazione di ricchezza è percepita come insensibile, soprattutto in un periodo di difficoltà economiche crescenti per molti.

Un esempio emblematico è stato il viaggio organizzato da Tarte Cosmetics, che ha inviato numerosi influencer in destinazioni esotiche come Bora Bora e Dubai. Questi eventi, sebbene spettacolari, hanno ricevuto critiche per essere fuori luogo in un contesto di crisi del costo della vita.