Francis Ford Coppola

Francis Ford Coppola è un regista statunitense tra i più prolifici della sua generazione, noto per aver diretto la saga de Il Padrino e altri grandi successi come Apocalypse Now.

Francis Ford Coppola
IPA
Nome completo: Francis Ford Coppola
Nascita: 7 aprile 1939
Luogo di nascita: Detroit, Stati Uniti
Professioni: Regista, Sceneggiatore cinematografico, Produttore cinematografico
Segno zodiacale: Ariete
Altezza: 1,82 m
Partner: Eleanor Jessie Neil
Genitori: Carmine Coppola; Italia Pennino
Figli: Gian-Carlo (scomparso nel 1986), Roman, Sofia
Fratelli/Sorelle: August Coppola; Talia Shire
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BIOGRAFIA

Francis Ford Coppola nasce a Detroit, nel Michigan, il 7 aprile 1939, secondo dei tre figli di Carmine Coppola e Italia Pennino. Suo padre, Carmine, è un compositore e direttore d’orchestra nato a New York (1910-1991), flautista dell’Orchestra Sinfonica di Detroit e figlio degli immigrati italiani Agostino Coppola, originario di Bernalda, e Maria Zasa, di Tricarico, entrambi in provincia di Matera.

La madre, Italia Pennino (1912-2004), è newyorchese ma di origini napoletane. Suo padre, Francesco Pennino, è un compositore e imprenditore appassionato di cinema, proprietario di una sala cinematografica a Brooklyn e importatore di film italiani negli Stati Uniti. È in suo onore che Francis riceve il nome, come traduzione inglese di Francesco.

La famiglia Coppola è profondamente legata al mondo artistico. Il fratello August diventa professore di letteratura e padre dell’attore Nicolas Cage, mentre la sorella Talia Shire, attrice celebre per Rocky e Il Padrino, è madre dell’attore Jason Schwartzman e del musicista Robert Carmine.

Il secondo nome, Ford, gli viene attribuito in omaggio a Henry Ford, sia perché nasce all’Henry Ford Hospital, sia perché in quel periodo il padre collabora come flautista e direttore d’orchestra con The Ford Sunday Evening Hour, un programma radiofonico di musica classica sponsorizzato dalla Ford Motor Company.

Quando Francis ha due anni, il padre ottiene l’incarico di flautista principale nella NBC Symphony Orchestra. La famiglia si trasferisce quindi a New York, nel quartiere di Woodside, nel Queens.

Durante l’infanzia, Francis contrae la poliomielite, che lo costringe a rimanere a casa per lunghi periodi. In quei mesi sviluppa un’immaginazione fervida e si appassiona al teatro delle marionette. A dieci anni inizia a girare i suoi primi film amatoriali con la cinepresa da 8 mm del padre, mostrando da subito uno spiccato talento visivo e narrativo.

A quindici anni scopre il teatro grazie a una rappresentazione di Un tram che si chiama desiderio con Marlon Brando e Vivien Leigh, esperienza che lo segna profondamente e accende la sua passione per la scena.

Da studente, Coppola non eccelle nei voti ma dimostra un grande interesse per la tecnologia e l’ingegneria. Si orienta inizialmente verso la musica, ottenendo una borsa di studio presso l’Accademia militare di New York, ma ben presto capisce che quella non è la sua strada.

Nel corso della sua giovinezza cambia ventitré scuole, fino a diplomarsi alla North High School, dove ha tra i compagni di classe James CaanLainie Kazan e Joe Frank.

Su incoraggiamento del fratello August, si avvicina anche alla scrittura, ma la vera vocazione resta la regia. Nel 1960 si laurea in teatro alla Hofstra University, dove dirige e scrive spettacoli teatrali, affinando il proprio senso della messa in scena. Successivamente si iscrive alla UCLA – University of California, Los Angeles, per studiare cinematografia, realizzando numerosi cortometraggi e film sperimentali che mettono in luce la sua originalità.

Durante quegli anni universitari conosce anche Jim Morrison, futuro leader dei Doors, e inizia a costruire il suo stile: un linguaggio visivo personale, potente e poetico, che anticipa la nascita di uno dei più grandi autori della storia del cinema.

CARRIERA

  • Agli inizi degli anni Sessanta, Francis Ford Coppola compie i primi passi nella regia grazie all’incontro con Roger Corman, maestro del cinema indipendente americano. Corman, noto per il suo fiuto nello scoprire talenti, lo sceglie come assistente e gli affida la regia del suo primo lungometraggio a basso costo, Tonight for Sure, realizzato nel 1962.
  • Il film non riceve recensioni entusiastiche, ma per Coppola rappresenta un traguardo fondamentale: è la sua prima esperienza da regista e sceneggiatore, ruolo che condivide con Jerry Shaffer. Nonostante i limiti del budget e della produzione, Francis si dichiara soddisfatto del risultato e, soprattutto, determinato a continuare.
  • Da quel momento, sotto la guida di Corman, si immerge in una lunga gavetta fatta di film a basso costo e sceneggiature scritte su commissione. L’anno successivo dirige e co-scrive Terrore alla 13ª ora (1963), un horror ispirato a un romanzo di Charles Hannawalt, che ne firma anche la fotografia. Pur trattandosi di un progetto modesto, la pellicola viene accolta meglio della precedente e comincia a fargli guadagnare attenzione nel circuito del cinema indipendente.
  • Nel 1966, dopo tre anni di silenzio, torna a farsi notare come sceneggiatore, lavorando a due produzioni di rilievo: Parigi brucia?, film corale con Jean-Paul Belmondo e Alain Delon, e Questa ragazza è di tutti, uscita nello stesso anno.
  • Nello stesso anno, torna dietro la macchina da presa con Buttati Bernardo!, una commedia dolce-amara che riscuote un buon successo di pubblico e ottiene una nomination all’Oscar per Geraldine Page come miglior attrice non protagonista.
  • Negli anni seguenti realizza Sulle ali dell’arcobaleno, con Fred Astaire – il suo primo film con una vera star hollywoodiana – e nel 1969 dirige James Caan e Robert Duvall in Non torno a casa stasera, un dramma intimo e malinconico che conquista la critica, segnando il suo primo vero successo artistico.
  • Nel 1970, Francis Ford Coppola scrive, insieme a Edmund H. North, la sceneggiatura del film Patton, generale d’acciaio, interpretato da George C. Scott. L’opera si rivela un grande trionfo: Coppola conquista il suo primo premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale, mentre la pellicola porta a casa complessivamente sette statuette, tra cui miglior film e miglior regia.
  • Nel 1971, la Paramount Pictures lo contatta per affidargli la regia de Il Padrino, adattamento dell’omonimo romanzo di Mario Puzo. La realizzazione del film, che lui stesso definisce “la più difficile della mia carriera”, è segnata da numerosi scontri con la produzione, in particolare riguardo al cast e alle scelte artistiche.
  • Coppola viene ingaggiato solo dopo i rifiuti di registi affermati come Sergio LeoneElia Kazan e Arthur Penn, ma decide di imprimere un’impronta personale e audace al progetto. Insiste per scegliere Marlon Brando come protagonista, nel ruolo di Don Vito Corleone, nonostante all’epoca l’attore sia considerato "ingestibile" e ormai fuori dal giro dei grandi studios. Il produttore Robert Evans accetta a patto che Brando firmi un contratto con clausole restrittive, tra cui la rinuncia a qualsiasi comportamento imprevedibile sul set.
  • Un’altra fonte di tensione è la decisione di scritturare l’allora sconosciuto Al Pacino come Michael Corleone. La Paramount avrebbe preferito nomi più noti come Robert De NiroDustin Hoffman o Robert Redford, ma Coppola si impunta, convinto che solo Pacino abbia l’aspetto e la sensibilità perfetti per incarnare la figura di un giovane italo-americano. La produzione arriva persino a minacciare il suo licenziamento, ma alla fine il regista riesce a difendere la sua visione.
  • Anche la scelta delle location diventa terreno di scontro: gli studios vogliono che il film sia girato interamente in interni, per contenere i costi, mentre Coppola pretende di girare sul campo, tra New York e la Sicilia. Quando decide di trasferire parte della troupe a Savoca nell’estate del 1971, i costi esplodono oltre le previsioni.
  • L’uscita del film, il 15 marzo 1972, segna una svolta epocale nella storia del cinema. Il Padrino conquista pubblico e critica, incassando 86 milioni di dollari solo negli Stati Uniti e superando il record storico di Via col vento, rimasto imbattuto per oltre trent’anni. A fine corsa, gli incassi mondiali superano i 250 milioni di dollari — cifra che oggi, adeguata all’inflazione, raggiunge oltre un miliardo di dollari.
  • Agli OscarIl Padrino ottiene 10 nomination e vince tre premi: miglior film (Albert S. Ruddy), miglior attore (Marlon Brando) e miglior sceneggiatura non originale (Francis Ford Coppola e Mario Puzo). ì
  • Il film conquista anche Golden GlobeDavid di DonatelloBAFTA, e numerosi riconoscimenti internazionali, consacrando Coppola come uno dei più grandi registi del suo tempo.
  • Dopo aver firmato la sceneggiatura de Il grande Gatsby, nel 1973 Coppola si dedica interamente a un nuovo progetto personale, che considera la sua vera “creatura” cinematografica: La conversazione. In questa occasione, non solo scrive e dirige, ma per la prima volta produce il film, segnando un ulteriore passo avanti nella sua autonomia artistica. Il protagonista è interpretato da Gene Hackman, affiancato da John CazaleFrederic Forrest, un giovanissimo Harrison Ford, e un breve cameo di Robert Duvall.
  • L’atmosfera sospesa e paranoica del film riflette perfettamente le tensioni dell’America di inizio anni ’70. In più, il regista rivela di aver modellato il personaggio di Harry Caul sul protagonista del romanzo Il lupo della steppa di Hermann Hesse, un uomo isolato e tormentato dal proprio senso morale.
  • Il film ottiene un successo straordinario: riceve tre nomination agli Oscar (miglior film, sceneggiatura originale e sonoro) e vince la Palma d’oro al Festival di Cannes, oltre a numerosi altri riconoscimenti internazionali, tra cui il National Board of Review Award e le cinque candidature ai Golden Globe.
  • Mentre La conversazione è ancora in fase di post-produzione, nell’autunno del 1973 la Paramount torna a bussare alla porta di Coppola, proponendogli di scrivere, dirigere e produrre il sequel de Il Padrino. Inizialmente il regista è riluttante: i conflitti con la casa di produzione durante il primo film sono ancora vivi. Accetta solo a patto di avere piena libertà creativa, con l’idea di intrecciare due linee narrative parallele — l’ascesa di Michael Corleone e la giovinezza del padre Vito.
  • Coppola deve fronteggiare anche pressioni logistiche: vorrebbe girare le scene ambientate nella “Little Italy” d’inizio Novecento nei veri quartieri di New York, ma la Paramount impone di ricreare tutto negli studi di Los Angeles per contenere i costi. In più, Al Pacino, protagonista indiscusso del film, non è pienamente soddisfatto della sceneggiatura: obbliga il regista a riscrivere di notte intere parti del copione, fino a ottenere un testo degno del primo capitolo. È sempre Pacino a suggerire Lee Strasberg, suo maestro all’Actor’s Studio, per il ruolo dell’anziano gangster Hyman Roth.
  • Al momento dell’uscita, nel 1974Il Padrino – Parte II sorprende tutti. Il film ottiene 11 nomination agli Oscar e vince 6 statuette, tra cui miglior filmmiglior regia e miglior sceneggiatura adattata, tutti riconosciuti a Coppola, oltre a quelle per miglior scenografiamigliore colonna sonora (firmata da Nino Rota) e miglior attore non protagonista a Robert De Niro.
  • Nel frattempo, Coppola non smette di scrivere. Prima e durante questi progetti, firma la sceneggiatura di due film del giovane George LucasL’uomo che fuggì dal futuro (1971) e American Graffiti (1973), di cui è anche produttore. Quest’ultimo ottiene un successo enorme e regala a Coppola un’ulteriore nomination all’Oscar come produttore per il miglior film.
  • Nel 1976 fonda la propria casa di produzione, la American Zoetrope, con l’obiettivo di garantire ai registi una totale libertà creativa. È il passo che segna la nascita della fase più ambiziosa — e tormentata — della sua carriera.
  • In questo periodo, Coppola lavora al progetto che cambierà per sempre la storia del cinema: Apocalypse Now. Ispirato liberamente al romanzo Cuore di tenebra di Joseph Conrad, il film reinterpreta la follia della guerra in chiave moderna, ambientandola nel Vietnam.
  • Le riprese iniziano nel 1976 nelle Filippine e si trasformano in un incubo logistico e produttivo: tifoni devastano i set, Martin Sheen ha un infarto durante le riprese, Marlon Brando si presenta sul set in forte sovrappeso e senza aver letto la sceneggiatura. Coppola, che finanzia il film ipotecando le sue proprietà, vive mesi di tensione e disperazione.
  • Nonostante tutto, Apocalypse Now vede la luce nel 1979 e diventa subito un evento epocale. Il film riceve la Palma d’Oro al Festival di Cannes e due Oscar, imponendosi come una delle opere più potenti e visionarie di sempre.
  • Negli anni ’80 Coppola continua a sperimentare. Nel 1982 realizza One from the Heart, un musical innovativo e costoso che però si rivela un disastro commerciale, mandando la sua casa di produzione quasi in bancarotta. Nonostante le perdite, il film viene in seguito rivalutato per la sua originalità visiva.
  • Seguono titoli come I ragazzi della 56ª strada e Rusty il selvaggio (1983), film generazionali ambientati nell’America profonda che lanciano giovani talenti come Tom CruiseMatt Dillon e Diane Lane. Poi arrivano Cotton Club (1984), Peggy Sue si è sposata (1986) e Tucker, un uomo e il suo sogno (1988): opere molto diverse tra loro, ma tutte legate dal tema dell’individuo che lotta per affermarsi contro il sistema.
  • Nel 1990 torna alla saga che lo ha reso immortale con Il Padrino – Parte III. Sebbene accolto con meno entusiasmo dei precedenti capitoli, il film riceve comunque sette nomination agli Oscar e chiude una trilogia considerata una delle più influenti della storia del cinema.
  • Negli anni successivi, Coppola si dedica sempre più al ruolo di produttore e mentore, sostenendo giovani registi, tra cui i figli Sofia e Roman Coppola, e contribuendo alla rinascita del cinema indipendente americano.
  • Parallelamente, porta avanti la sua attività di imprenditore: possiede vigneti in California e gestisce l’azienda Francis Ford Coppola Winery, un punto d’incontro tra arte, vino e cultura.
  • Negli anni 2000 torna sporadicamente dietro la macchina da presa con film d’autore come Youth Without Youth (2007), Tetro (2009) e Twixt (2011).
  • All’inizio degli anni Ottanta, dopo essersi affermato come uno dei registi più influenti della storia del cinema, Francis Ford Coppola mette la sua esperienza al servizio di altri maestri. Insieme all’amico George Lucas, produce il film di Akira KurosawaKagemusha – L’ombra del guerriero. Il loro sostegno risulta decisivo: grazie alla collaborazione e al prestigio dei due registi americani, l’opera di Kurosawa ottiene un successo mondiale, consacrando il ritorno del grande autore giapponese sulle scene internazionali.
  • Nel 1982, dopo tre anni di pausa, Coppola torna dietro la macchina da presa con Un sogno lungo un giorno (One from the Heart), film che segna il suo esordio nel genere musical, mescolato a una componente sentimentale.
  • L’accoglienza, però, è disastrosa. La pellicola incassa appena 630 mila dollari, viene duramente stroncata dalla critica e si trasforma in un flop clamoroso. Per saldare i debiti, Coppola è costretto a vendere gli studi della sua American Zoetrope.
  • Nel 1983 realizza due film in rapida successione. Il primo è I ragazzi della 56ª strada (The Outsiders), un dramma adolescenziale ambientato nei sobborghi di Tulsa che lancia un’intera generazione di giovani attori: Matt DillonTom CruiseRob LoweRalph MacchioEmilio Estevez e Diane Lane.
  • Il secondo film, Rusty il selvaggio (Rumble Fish), anch’esso con Matt Dillon e Diane Lane, rappresenta un esperimento più intimo e visionario. Coppola concepisce una colonna sonora per sole percussioni, poi affidata al batterista dei PoliceStewart Copeland, che ne compone una traccia ritmica ipnotica e sperimentale.
  • L’anno successivo esce Cotton Club (1984), ambizioso progetto ambientato nella Harlem degli anni Trenta, con Richard Gere protagonista.
  • I numerosi insuccessi spingono Coppola a sospendere temporaneamente la regia, mentre la critica comincia a definirlo “un talento in declino”. È un periodo dominato da nuovi giganti hollywoodiani come Steven Spielberg e Martin Scorsese, che conquistano il pubblico con uno stile più spettacolare e immediato, lontano dalla poetica introspettiva di Coppola.
  • Nonostante tutto, Francis non si ferma. Continua a dedicarsi alla produzione: nel 1985, ancora con Lucas, sostiene Mishima – Una vita in quattro capitoli di Paul Schrader, accolto con entusiasmo dalla critica internazionale. L’anno successivo, sempre in collaborazione con Lucas, dirige per i parchi Disney Captain EO, un cortometraggio musicale in 3D interpretato da Michael Jackson.
  • Il 1986 segna anche il suo ritorno alla regia con Peggy Sue si è sposata, una commedia romantica e malinconica con Kathleen Turner e Nicolas Cage, suo nipote. Il film ottiene tre nomination agli Oscar e un notevole successo di pubblico, incassando più del doppio del budget iniziale. Rinfrancato, l’anno successivo dirige Giardini di pietra (1987) con James Caan e Anjelica Huston, dramma militare che però non riesce a replicare il successo precedente.
  • Nel 1988, Coppola torna a occuparsi di un progetto rimasto nel cassetto per oltre dieci anni: Tucker – Un uomo e il suo sogno, biografia dell’inventore automobilistico Preston Tucker, interpretato da Jeff Bridges.
  • Dopo la conclusione della trilogia del Padrino e la rinascita professionale che ne segue, Francis Ford Coppola entra negli anni Novanta come un autore ormai consacrato ma desideroso di sperimentare nuovi linguaggi e generi.
  • Nel 1992 dirige Dracula di Bram Stoker, uno dei film visivamente più suggestivi del suo cinema. Con Gary Oldman nel ruolo del Conte Dracula, Anthony Hopkins come Van Helsing, Winona Ryder e Keanu Reeves, il film riceve tre premi Oscar (miglior trucco, costumi ed effetti speciali) e trionfa al botteghino in tutto il mondo.
  • Nello stesso anno la Mostra del Cinema di Venezia gli conferisce il Leone d’Oro alla carriera, celebrandolo come uno dei registi più influenti e rivoluzionari del Novecento.
  • Negli anni immediatamente successivi, Coppola affianca la regia all’attività di produttore e promotore culturale. Nel 1994 è produttore esecutivo di Frankenstein di Mary Shelley, diretto e interpretato da Kenneth Branagh con Robert De Niro, un film che ottiene ampio successo internazionale.
  • L’anno seguente sostiene Mi familia, una saga familiare ambientata nella comunità ispanoamericana di Los Angeles. Nel 1997 fonda la rivista letteraria Zoetrope: All-Story, che diventa in breve tempo un punto di riferimento per scrittori e sceneggiatori emergenti.
  • Nel frattempo, nel 1995, Coppola avvia la lavorazione di Jack, film che esce l’anno successivo e segna un ritorno al grande pubblico hollywoodiano.
  • Nel 1997 torna a un cinema più intimista e politico con L’uomo della pioggia – The Rainmaker, adattamento cinematografico del best seller di John Grisham. Il film, interpretato da Matt DamonDanny DeVitoJon Voight e Mickey Rourke, racconta le vicende di un giovane avvocato idealista in lotta contro un sistema ingiusto e corrotto.
  • Nel 2001, Francis Ford Coppola torna a una delle sue opere più iconiche e complesse, rivisitando Apocalypse Now in una nuova edizione intitolata Apocalypse Now Redux.Nel 2007 dirige Un’altra giovinezza (Youth Without Youth), tratto dal romanzo di Mircea Eliade, con Tim Roth protagonista.
  • Due anni dopo, nel 2009, firma Segreti di famiglia (Tetro), girato in bianco e nero quasi interamente a Buenos Aires.
  • Segue nel 2011 Twixt, un noir gotico arricchito da elementi fantastici e autobiografici, dove il regista gioca ancora una volta con il tema della memoria, della perdita e della creazione artistica.
  • Nel novembre 2010, in riconoscimento della sua straordinaria carriera come regista, sceneggiatore e produttore, l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences gli assegna il Premio alla memoria Irving G. Thalberg — il suo sesto Oscar — tributo riservato ai cineasti che hanno contribuito in modo duraturo e innovativo alla storia del cinema.

VITA PRIVATA

Nel 1963, Francis Ford Coppola sposa la scrittrice e documentarista Eleanor Jessie Neil (1936 – 2024), figura centrale anche nella sua vita professionale. Eleanor non è soltanto la sua compagna, ma una preziosa collaboratrice: firma e co-dirige, tra gli altri progetti, il documentario Viaggio all’inferno (Hearts of Darkness: A Filmmaker’s Apocalypse), che racconta la travagliata lavorazione di Apocalypse Now e offre uno straordinario ritratto del marito come artista e uomo.

Dal matrimonio nascono tre figli, tutti destinati a seguire percorsi nel mondo del cinema, confermando la famiglia Coppola come una delle più influenti dinastie artistiche di Hollywood.

Il primogenito, Gian-Carlo Coppola (1963 – 1986), lavora come attore e produttore fino alla morte prematura avvenuta in un tragico incidente.

Il secondogenito, Roman Coppola (nato nel 1965), diventa regista, sceneggiatore e produttore, collaborando a lungo con Wes Anderson e ricevendo riconoscimenti internazionali per la sua creatività visiva.

La minore, Sofia Coppola (nata nel 1971), emerge come regista e sceneggiatrice di fama mondiale, vincendo nel 2004 l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale con Lost in Translation e consolidando il prestigio del cognome Coppola anche nelle nuove generazioni.

FILMOGRAFIA

  • 1962 - Tonight for Sure
  • 1963 - Terrore alla 13ª ora (Dementia 13)
  • 1966 - Buttati Bernardo! (You're a Big Boy Now)
  • 1968 - Sulle ali dell'arcobaleno (Finian's Rainbow)
  • 1969 - Non torno a casa stasera (The Rain People)
  • 1972 - Il padrino (The Godfather)
  • 1974 - La conversazione (The Conversation)
  • 1974 - Il padrino - Parte II (The Godfather Part II)
  • 1979 - Apocalypse Now
  • 1982 - Un sogno lungo un giorno (One from the Heart)
  • 1983 - I ragazzi della 56ª strada (The Outsiders)
  • 1983 - Rusty il selvaggio (Rumble Fish)
  • 1984 - Cotton Club (The Cotton Club)
  • 1986 - Peggy Sue si è sposata (Peggy Sue Got Married)
  • 1987 - Giardini di pietra (Gardens of Stone)
  • 1988 - Tucker - Un uomo e il suo sogno (Tucker: The Man and His Dream)
  • 1989 - La vita senza Zoe (Life without Zoë), episodio di New York Stories
  • 1990 - Il padrino - Parte III (The Godfather Part III)
  • 1992 - Dracula di Bram Stoker (Bram Stoker's Dracula)
  • 1996 - Jack
  • 1997 - L'uomo della pioggia - The Rainmaker (The Rainmaker)
  • 2007 - Un'altra giovinezza (Youth Without Youth)
  • 2009 - Segreti di famiglia (Tetro)
  • 2011 - Twixt
  • 2024 - Megalopolis

PREMI E RICONOSCIMENTI

Premio Oscar

  • 1971 – Miglior sceneggiatura originale per Patton, generale d'acciaio
  • 1973 – Candidatura al miglior regista per Il padrino
  • 1973 – Miglior sceneggiatura non originale per Il padrino
  • 1974 – Candidatura al miglior film per American Graffiti
  • 1975 – Miglior film per Il padrino - Parte II
  • 1975 – Miglior regista per Il padrino - Parte II
  • 1975 – Miglior sceneggiatura non originale per Il padrino - Parte II
  • 1975 – Candidatura al miglior film per La conversazione
  • 1975 – Candidatura alla miglior sceneggiatura originale per La conversazione
  • 1980 – Candidatura al miglior film per Apocalypse Now
  • 1980 – Candidatura al miglior regista per Apocalypse Now
  • 1980 – Candidatura alla miglior sceneggiatura non originale per Apocalypse Now
  • 1991 – Candidatura al miglior film per Il padrino - Parte III
  • 1991 – Candidatura al miglior regista per Il padrino - Parte III
  • 2011 – Premio alla memoria Irving G. Thalberg

Golden Globe

  • 1973 – Miglior film drammatico per Il padrino
  • 1973 – Miglior regista per Il padrino
  • 1973 – Miglior sceneggiatura per Il padrino
  • 1974 – Miglior film commedia o musicale per American Graffiti
  • 1975 – Candidatura al miglior regista per La conversazione
  • 1975 – Candidatura alla migliore sceneggiatura per La conversazione
  • 1980 – Candidatura al miglior film drammatico per Apocalypse Now
  • 1980 – Miglior regista per Apocalypse Now
  • 1980 – Miglior colonna sonora originale per Apocalypse Now
  • 1985 – Candidatura al miglior regista per Cotton Club
  • 1987 – Candidatura al miglior film commedia o musicale per Peggy Sue si è sposata

Mostra del Cinema di Venezia

  • 1992 – Leone d'oro alla carriera

Festival di Cannes

  • 1974 – Palma d'oro per La conversazione
  • 1979 – Palma d'oro per Apocalypse Now

FAQ e Curiosità su Francis Ford Coppola

Francis Ford Coppola ha origini italiane?

Sì, i suoi nonni e suo padre erano originari di Bernalda, in provincia di Matera, mentre la madre era napoletana.

Nicolas Cage è parente di Francis Ford Coppola?

Sì, è suo nipote in quanto figlio del fratello August.

Chi è la sorella di Francis Ford Coppola?

La sorella di Francis Ford Coppola è Talia Shire, nota attrice e celebre Adriana della saga di Rocky.