Francesco Guccini

Francesco Guccini è stato un cantautore e scrittore italiano tra i più influenti della sua generazione.

Francesco Guccini
IPA
Nome completo: Francesco Guccini
Nascita: 14 giugno 1940
Luogo di nascita: Modena, Italia
Morte: 6 agosto 2026
Luogo di morte: Pavana, Italia
Professioni: Cantautore, Scrittore
Segno zodiacale: Gemelli
Altezza: 1,92 m
Partner: Raffaella Zuccari (s. 2011), Angela Signorini, Roberta Baccilieri
Genitori: Ester Prandi, Ferruccio Guccini
Figli: Teresa Guccini
Fratelli/Sorelle: Pietro "Piero" Guccini
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BIOGRAFIA

Francesco Guccini nasce a Modena il 14 giugno 1940, appena quattro giorni dopo l'ingresso dell'Italia nel secondo conflitto mondiale. Il padre Ferruccio (1911-1990) viene presto richiamato sotto le armi e, dopo l'8 settembre, si rifiuta di prestare giuramento alla Repubblica Sociale e ai tedeschi: finì così tra gli internati militari italiani, trascorrendo due anni in un campo vicino ad Amburgo, circostanza che il figlio avrebbe ignorato a lungo. In sua assenza, la madre Ester (1914-2009) porta il bambino dai nonni paterni a Pavana, frazione di Sambuca Pistoiese, sull'Appennino tosco-emiliano.

Quegli anni di montagna sarebbero rimasti il serbatoio d'immagini di tutta la sua produzione. A Pavana avrebbe intitolato il suo primo romanzo, Cròniche epafàniche, e da quel paesaggio avrebbe tratto l'ambientazione di numerose canzoni, di cui si è sempre dichiarato orgoglioso. Il legame con le terre della famiglia diventa una vera cifra poetica: lo si ritrova nel brano che dà il titolo all'album Radici del 1972 e in Amerigo, dove ricostruisce la vicenda di miseria ed esclusione di un prozio emigrato. Con la fine della guerra, nell'agosto del 1945, la famiglia si riunisce a Modena e il padre, tornato dalla prigionia, riprende servizio alle Poste.

L'adolescenza si consuma dunque in città, quella Modena guardata con evidente insofferenza in Piccola città e poi rievocata nel secondo romanzo, Vacca d'un cane. Risale a questo periodo anche l'incontro con la chitarra. Concluso l'obbligo scolastico, Guccini si iscrisse all'istituto magistrale Carlo Sigonio - frequentato, curiosamente, anche da Luciano Pavarotti - dove ottiene il diploma nel 1958.

Non sono ricordi lieti: l'allontanamento da Pavana lo mette a confronto con un ambiente urbano che avrebbe poi bersagliato nei suoi testi. Sono però anni decisivi sul piano culturale e musicale, perché lì prendono forma quello sguardo sulla società e sul vivere quotidiano e quelle inquietudini che lo portano a definirsi, in un verso di Samantha, un manipolatore di parole.

A Modena rimanda anche Cencio, inclusa in Quello che non... (1990), ritratto affettuoso di un amico affetto da nanismo. Nello stesso decennio nacque il fratello Pietro (1954-2011), che avrebbe lavorato con Claudio Lolli e con Francesco stesso, firmando per esempio la musica di Mondo nuovo nell'album Amerigo.

CARRIERA

  • Il primo impiego, come istitutore in un collegio di Pesaro, si chiude con un licenziamento in tempi rapidi. Ben più formativa è la parentesi alla Gazzetta di Modena, dove per due anni lavorò come cronista occupandosi soprattutto di giudiziaria: un lavoro sfiancante, ricorderà, con giornate interminabili e una paga misera. Tra i suoi pezzi si ricorda un'intervista a Domenico Modugno dell'aprile 1960; è stato proprio quell'incontro a spingerlo, da musicista rock'n'roll qual era, verso la sua prima canzone d'autore, L'antisociale. In quel periodo si iscrive a Magistero, indirizzo Lingue e Letterature straniere, senza arrivare alla laurea.
  • Sul palco comincia nel 1958 come cantante e chitarrista di un complesso da balera, che cambia nome più volte - Hurricanes, poi Snakers, infine Gatti - e che annoverava futuri protagonisti della scena italiana come Pier Farri, suo successivo produttore, e Victor Sogliani, poi nell'Equipe 84. Per il gruppo Guccini scrive i primi brani, rock'n'roll costruiti sul modello di Peppino di Capri e degli Everly Brothers. Gli ingaggi non mancano: stagioni sulla riviera romagnola, date in tutto il nord e qualche trasferta all'estero, tra cui alcune serate in Svizzera in cui accompagna alla chitarra Nunzio Gallo.
  • Nel 1961 la famiglia si sposta a Bologna, e l'anno seguente arriva la chiamata alle armi: Lecce, Cesano e Trieste, un'esperienza che avrebbe rievocato senza rancore, conclusa da ufficiale di complemento. Al rientro trovaò i vecchi compagni confluiti in quella che nel 1964 sarebbe diventata l'Equipe 84: rifiuta di unirsi a loro e si reiscrive all'università, che avrebbe abbandonato a ridosso della laurea (nel 2002 ne ricevette una honoris causa in Scienze della formazione). Determinanti per la sua maturazione sono l'ascolto dei Cantacronache torinesi e poi la scoperta del beat e di Bob Dylan. Da quella stagione nascono Auschwitz - incisa come La canzone del bambino nel vento - e È dall'amore che nasce l'uomo, lanciate dall'Equipe 84, e Noi non ci saremo, affidata ai Nomadi: due formazioni con cui lavora in contemporanea.
  • Nel 1967 la CGD lo coinvolge a Sanremo come autore della musica di Una storia d'amore, affidata a Caterina Caselli e Gigliola Cinquetti; il pezzo non supera le selezioni. L'etichetta gli affiancò d'autorità due parolieri di mestiere, un'imposizione che Guccini digerisce male e che lo convince a chiudere quel rapporto, pur vedendo poi il brano inciso da entrambe le interpreti.
  • Il debutto da cantautore, Folk beat n. 1, esce nel marzo di quello stesso anno e passa praticamente inosservato sul piano commerciale, ma contiene già la sua impronta: arrangiamenti spogli e materia dolente - morte, suicidio, marginalità, Olocausto, guerra - accanto a un curioso esperimento di talking blues all'italiana.
  • Vi confluiscono anche i tre titoli già lanciati da Nomadi ed Equipe 84. Il 1º maggio la Caselli lo invita in televisione a Diamoci del tu, accanto a Giorgio Gaber: è il suo esordio sul piccolo schermo, con Auschwitz, in una puntata che ospitava anche un Franco Battiato ancora ignoto al pubblico. Per la cantante firma in quel periodo diversi pezzi, tra cui Le biciclette bianche e Cima Vallona. Sono però i Nomadi a imporre Dio è morto, brano generazionale che oltrepassa gli steccati ideologici: censurato dalla Rai per blasfemia, finisce per essere trasmesso da Radio Vaticana con l'apprezzamento di Paolo VI.
  • Il 1968 porta il singolo Un altro giorno è andato/Il bello, il proseguimento del lavoro da autore per altri interpreti e, in dicembre, il primo concerto ufficiale, ospitato ad Assisi dal centro culturale della Pro Civitate Christiana. In quegli stessi anni firma con Guido De Maria gli slogan di Carosello per l'Amarena Fabbri, contribuendo tra l'altro a far conoscere il vignettista Bonvi: un'esperienza che avrebbe poi ripescato nei versi di Eskimo.
  • Due anni dopo, del 1970, vira verso toni inquieti ed esistenziali, accantonando la protesta salvo che in Primavera di Praga. Da quel disco prende avvio il sodalizio decennale con Deborah Kooperman, che avrebbe portato nei suoi lavori gli arpeggi in fingerpicking, allora poco praticati in Italia. Subito dopo Guccini parte per gli Stati Uniti con Eloise Vitelli, conosciuta al Dickinson College di Bologna; torna con la barba che non avrebbe più tolto e si riavvicinò a Roberta Baccilieri, che avrebbe sposato nel 1971. A undici mesi di distanza uscì L'isola non trovata, il cui titolo rimanda a Gozzano e che ospita un altro rimando letterario, a Salinger, in La collina.
  • Il salto vero arriva nel 1972 con Radici. Vi campeggia La locomotiva, ricavata da un fatto realmente accaduto e modellata sulla canzone anarchica di fine Ottocento per parlare di uguaglianza, giustizia e libertà. Il filo che tiene insieme il disco è la ricerca delle origini, dichiarata anche dalla copertina, dove compaiono nonni e prozii del cantautore nel cortile della casa di montagna. Accanto alla Locomotiva stanno Incontro, Piccola città, Il vecchio e il bambino, La canzone della bambina portoghese e la Canzone dei dodici mesi, in un lavoro considerato tra i suoi vertici. Sempre nel 1972 segnala alla EMI un giovane concittadino, Claudio Lolli, con cui avrebbe poi scritto a quattro mani.
  • Nel 1973 Opera buffa, registrato all'Osteria delle Dame e al Folkstudio, mette in vetrina il suo lato cabarettistico - colto, ironico, teatrale - anche se l'autore non ne fu mai del tutto convinto. L'anno dopo Stanze di vita quotidiana divide pubblico e critica: sei brani lunghi e malinconici che riflettevano una fase di crisi profonda, aggravata dagli attriti con il produttore Pier Farri. La rivalutazione arrivò col tempo: nel 2004 il testo di Canzone per Piero compare tra le fonti della prima prova dell'esame di Stato.
  • Il successo di vendite esplode nel 1976 con Via Paolo Fabbri 43, tra i dischi più venduti dell'anno, con una voce più sicura e un impianto musicale più articolato. Qui trova posto L'avvelenata, replica rabbiosa ai detrattori con tanto di nome del critico nel testo, brano che in seguito l'autore avrebbe eseguito controvoglia, giudicandolo invecchiato.
  • Nel 1978 esce Amerigo: la canzone più popolare è Eskimo, ma Guccini indica come esito più riuscito il brano che dà il titolo al disco, dedicato allo zio emigrante. L'anno prima era finito suo malgrado sulla copertina di Grand Hotel.
  • Nel frattempo si separa da Roberta e inizia la convivenza con Angela Signorini, da cui nel 1978 nasce l'unica figlia, Teresa, poi destinataria di Culodritto ed E un giorno.... Il decennio si chiude con Album concerto, dal vivo con i Nomadi e con le voci intrecciate a quella di Augusto Daolio, e con la partecipazione, nel giugno 1979, al concerto milanese pensato per aiutare Demetrio Stratos e trasformatosi in tributo per la sua morte, avvenuta il giorno precedente.
  • Gli anni ottanta si aprirono con Metropolis, album verso cui l'autore mostra poco affetto, costruito attorno a quattro città dal valore emblematico - Bisanzio, Venezia, Bologna, Milano - e al malessere del vivere urbano.
  • Nel 1984 Fra la via Emilia e il West raccoglie dal vivo molti dei suoi successi, soprattutto da un concerto in piazza Maggiore affollato di ospiti, Gaber, Paolo Conte, Dalla, i Nomadi, Vecchioni e un'Equipe 84 riunita per l'occasione.
  • Signora Bovary, del 1987, è costruito come una galleria di ritratti: il padre in Van Loon, la figlia bambina in Culodritto, se stesso nel brano che dà il titolo al disco.Nel 1988 riarrangia il proprio repertorio degli anni sessanta in Quasi come Dumas, registrato dal vivo tra Milano, Pordenone e Praga, e scrive con Lucio Dalla Emilia, cantata insieme a Gianni Morandi.
  • Quello che non... (1990) prosegue sulla linea del disco precedente; la Canzone delle domande consuete gli vale il riconoscimento del Club Tenco come miglior canzone dell'anno. Nel 1993 arriva Parnassius Guccinii, intitolato alla farfalla che gli era stata dedicata, con Samantha, vicenda di un amore impedito dalle convenzioni, e Farewell, ballata dichiaratamente dylaniana che allude anche alla fine della relazione con Angela. Vi comparvero pure Canzone per Silvia, scritta per Silvia Baraldini, e Acque, composta su richiesta per un film tratto da Tiziano Sclavi.
  • Tre anni più tardi D'amore di morte e di altre sciocchezze replica il successo commerciale. Lettera ricorda due amici scomparsi, Bonvi e Victor Sogliani; Cirano, nata dalla penna di Bigazzi e Dati e rimaneggiata da Guccini, rilegge il personaggio teatrale con quella che lui stesso definisce una serietà da giullare. Accanto stanno la goliardica I fichi, Vorrei per la nuova compagna Raffaella Zuccari, Quattro stracci, congedo assai più aspro da Angela, e Stelle, sulla piccolezza dell'uomo davanti al cielo notturno.
  • Il secolo si chiuse con Stagioni, organizzato attorno ai cicli del tempo, dove convivono Autunno, Ho ancora la forza scritta con Ligabue, Don Chisciotte e Addio, letta da molti come una nuova Avvelenata ma di tono più maturo.
  • Ritratti (2004) è costruito su dialoghi immaginari con figure storiche e letterarie: Ulisse, Colombo, Che Guevara. Odysseus, che apre il disco, è considerata da molti tra le sue prove migliori. Seguono, tra le altre, Piazza Alimonda, dedicata a Carlo Giuliani, e Vite, ballata esistenziale già ceduta in passato a Celentano.
  • Nel 2005 uscì Anfiteatro Live, registrato a Cagliari e accompagnato da un DVD che rimase mesi ai vertici delle classifiche. Il 2006 porta la raccolta celebrativa dei quarant'anni di carriera, un singolo francese sul rapimento di Íngrid Betancourt e la traduzione dell'Aulularia di Plauto nel dialetto di Pavana per una compagnia teatrale locale. Nel 2007 arrivarono il Riccio d'argento a Catanzaro e la biografia ufficiale firmata da Massimo Cotto.
  • Nel 2010 Mondadori pubblica l'autobiografia Non so che viso avesse, corredata da un saggio critico di Alberto Bertoni; nello stesso anno esce l'antologia Storia di altre storie, introdotta - con una certa ironia della sorte - proprio da Riccardo Bertoncelli. Sempre nel 2010 il botanico Davide Donati gli intitola un cactus messicano, Corynopuntia guccinii, scoperto in pieno deserto mentre ascoltava Incontro e fiorito di rosso, contro ogni abitudine della specie, in coincidenza con il settantesimo compleanno del cantautore.
  • Nell'aprile 2011 sposa in seconde nozze Raffaella Zuccari, compagna dal 1996. L'anno dopo presta la voce, in dialetto modenese, a un brano di Enzo Avitabile sulla morte di un operaio emigrato, premiato da Amnesty Italia, e aderisce al concerto benefico per le zone dell'Emilia colpite dal terremoto. In novembre esce L'ultima Thule, che supera le centoventimila copie; nonostante il risultato, Guccini annuncia il ritiro dalle incisioni e dai concerti per dedicarsi alla scrittura. Nel 2013 il documentario La mia Thule racconta le sedute di registrazione al Mulino di Chicon, a Pavana.
  • Il congedo, però, si rivela parziale. Nel 2015 torna a cantare come ospite in un singolo benefico di Bersani e Pacifico, mentre il Club Tenco gli dedicava la propria rassegna sanremese; nello stesso anno uscì l'ampio cofanetto antologico Se io avessi previsto tutto questo. Nel 2017 è la volta della raccolta di concerti all'Osteria delle Dame, il locale bolognese che aveva fondato nel 1970 con padre Michele Casali, e nel 2018 di una strofa nel brano di Vecchioni per Alex Zanardi.
  • Dal 2019 il progetto Note di viaggio, curato con Mauro Pagani, affida il suo repertorio ad altre voci della musica italiana, con due inediti cantati da lui, Natale a Pavana e Migranti. Nel 2020 partecipa alla nuova versione di Crêuza de mä incisa per l'inaugurazione del viadotto genovese San Giorgio. Il vero ritorno discografico arriva nel 2022 con Canzoni da intorto, album di riletture, seguito nel 2023 da Canzoni da osteria; nel dicembre 2022 nasce il nipote Pietro. L'ultimo tassello è del 2024: un 45 giri con due versioni di Bella ciao, una da solo e una insieme a Tosca, in italiano e in farsi.

VITA PRIVATA

Da sempre riservato sulla sua vita privata, Francesco Guccini ha avuto una prima moglie, Roberta Baccilieri, cui è seguita la lunga relazione con Angela Signorini dalla quale è nata l'unica figlia Teresa. Nel 2011 sposa Raffaella Zuccari con rito civile, la donna che gli è rimasta a fianco fino alla fine. Il "Maestrone" era anche nonno di un nipotino di nome Pietro, che porta il nome di suo fratello scomparso nel 2011.

DISCOGRAFIA

  • 1967 – Folk beat n. 1
  • 1970 – Due anni dopo
  • 1970 – L'isola non trovata
  • 1972 – Radici
  • 1974 – Stanze di vita quotidiana
  • 1976 – Via Paolo Fabbri 43
  • 1978 – Amerigo
  • 1981 – Metropolis
  • 1983 – Guccini
  • 1987 – Signora Bovary
  • 1990 – Quello che non...
  • 1993 – Parnassius Guccinii
  • 1996 – D'amore di morte e di altre sciocchezze
  • 2000 – Stagioni
  • 2004 – Ritratti
  • 2012 – L'ultima Thule
  • 2022 – Canzoni da intorto
  • 2023 – Canzoni da osteria

OPERE

  • 1989 - Cròniche epafàniche
  • 1993 - Vacca d'un cane
  • 1994 - La cena
  • 1996 - La legge del bar e altre comiche
  • 1997 - Macaronì. Romanzo di santi e delinquenti
  • 1998 - Dizionario del dialetto di Pavana. Una comunità fra Pistoiese e Bolognese
  • 1998 - Un disco dei Platters - Romanzo di un maresciallo e una regina
  • 1999 - Un altro giorno è andato. Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto
  • 1999 - Buona domenica, Miguel
  • 2001 - Questo sangue che impasta la terra. Romanzo
  • 2001 - Storia di altre storie
  • 2002 - Lo Spirito e altri briganti
  • 2002 - Il vecchio e il bambino, la canzone di Francesco Guccini
  • 2003 - Cittanòva blues. Romanzo
  • 2005 - L'uomo che reggeva il cielo
  • 2005 - Berto e la principessa
  • 2005 - Bill si alzò
  • 2007 - Portavo allora un eskimo innocente. Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto
  • 2007 - Tango e gli altri. Romanzo di una raffica, anzi tre
  • 2008 - Icaro
  • 2008 - Il frizzare d'un tempo contro palato e gola
  • 2010 - Non so che viso avesse. La storia della mia vita
  • 2011 - Malastagione
  • 2012 - Storia di altre storie. Il gioco della memoria
  • 2012 - Dizionario delle cose perdute
  • 2014 - Nuovo dizionario delle cose perdute
  • 2014 - La pioggia fa sul serio. Romanzo di frane e altri delitti
  • 2015 - Piccolo manuale dei giochi di una volta
  • 2015 - Un matrimonio, un funerale, per non parlare del gatto
  • 2017 - Tempo da elfi. Romanzo di boschi, lupi e altri misteri
  • 2019 - Tralummescuro
  • 2020 - Che cosa sa Minosse
  • 2021 - Storie liete, fiabe nere e tempi andati
  • 2021 - Tre cene (l'ultima invero è un pranzo)
  • 2023 - Vola golondrina
  • 2024 - Così eravamo. Giornalisti, orchestrali, ragazze allegre e altri persi per strada
  • 2025 - Romeo e Giulietta 1949
  • 2026 - Calde le pere! Storia di un fiume e di una integerrima fanciulla

Fumetti

  • 1969 - Galassia che vai...
  • 1970 - Vivere ricchi e felici
  • 1970 - Legione dello spazio
  • 1970 - Pugni, pupe e robot
  • 1970 - Chi cerca trova e i cocci sono suoi
  • 1972 - Storie dello spazio profondo
  • 1975 - Poche ore all'alba
  • 1980 - Vita e morte del brigante Bobini detto "Gnicche"
  • 1981 - Barbùn vs. Realtà
  • 1983 - Gerry Pompa

FILMOGRAFIA

Attore
  • Fantasia, ma non troppo, per violino, regia di Gianfranco Mingozzi (1976)
  • I giorni cantati, regia di Paolo Pietrangeli (1979) – se stesso
  • Amerigo: nascita di una canzone (1979)
  • Francesco Guccini e i Nomadi: un incontro – album concerto (1979)
  • Le lunghe ombre, regia di Gianfranco Mingozzi – film TV (1987)
  • Musica per vecchi animali, regia di Stefano Benni e Umberto Angelucci (1989)
  • Radiofreccia, regia di Luciano Ligabue (1998)
  • Ormai è fatta!, regia di Enzo Monteleone (1999)
  • Ti amo in tutte le lingue del mondo, regia di Leonardo Pieraccioni (2005)
  • Una moglie bellissima, regia di Leonardo Pieraccioni (2007)
  • Io & Marilyn, regia di Leonardo Pieraccioni (2009)
  • Il risveglio del fiume segreto (2012)
  • La mia Thule, regia di Francesco Conversano (2013) – se stesso
  • Alta Via dei Parchi. Viaggio a piedi in Emilia-Romagna – documentario (2013)
  • La linea gialla, regia di Francesco Conversano (2015)
  • Son morto che ero bambino - Francesco Guccini va ad Auschwitz – documentario Rai Storia (2017)
  • Enzo Jannacci - Vengo anch'io, regia di Giorgio Verdelli – docufilm (2023) - se stesso

PREMI E RICONOSCIMENTI

  • 1975 – Premio Tenco per la carriera, insieme a Vinícius de Moraes, Fausto Amodei, Umberto Bindi, Fabrizio De André, Enzo Jannacci
  • 1987 – Targa Tenco per il brano Scirocco
  • 1990 – Targa Tenco per il brano Canzone delle domande consuete
  • 1994 – Targa Tenco per l'album Parnassius Guccinii
  • 2000 – Targa Tenco per il brano Ho ancora la forza
  • 2015 – Premio Tenco per la carriera

FAQ e Curiosità su Francesco Guccini

Cosa è successo a Francesco Guccini?

Francesco Guccini si è spento a 86 anni nella sua casa di Pavana, circondato della famiglia e degli amici.

Che titolo di studio aveva Francesco Guccini?

Francesco Guccini aveva un diploma e diverse lauree honoris causa.

Chi è la prima moglie di Francesco Guccini?

La prima moglie di Francesco Guccini è Roberta Baccilieri, sposata nel 1971. Il matrimonio, avvenuto dopo un lungo fidanzamento e una convivenza, è durato circa sei anni.