Social e sessualità. Tutto quello che c’è da sapere

Sempre di più la sfera sessuale e affettiva si sposta on-line. Ci sono le App di dating, ci sono i social, c’è il sexting. Il virtuale rende più sicure e disinibite, ma siamo consapevoli dei rischi?

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Alfonsa Sabatino

Editor specializzata in Lifestyle e Sessualità

Scrive di lifestyle, benessere, viaggi. Ascolta le storie e dalle storie che ascolta e vive prende spunto. Con la nascita dei figli non ha smesso: è semplicemente diventata più veloce.

La sessualità fatta di contatto, carezze e coccole è da lasciare a noi nostalgiche e romantiche boomer, forse. Oggi e sempre di più la sfera sessuale riguarda il mondo virtuale e le nuove tecnologie. Le relazioni, il conoscersi, ma anche l’affettività e l’erotismo hanno preso una forma nuova, piuttosto lontana dagli sguardi fugaci, dalla seduzione lenta, dalla scoperta e dalla lunga attesa. Essere perennemente on-line e spostare sul web la ricerca di un partner è diventata cosa comune. Senza rinnegare o denigrare il fenomeno, proviamo a capire meglio di cosa si tratta e quali sono i rischi.

Siamo diventati una Swipe society?

Mai come durante i tempi di lockdown le persone, giovani e adulte, hanno cercato sul web momenti e spazi di contatto, conoscenza e scambio, anche a sfondo sessuale. Qualcuno parla di swipe society, cioè una società dove ci si conosce solo attraverso lo scorrimento del dito sul display dello smartphone. Già, perché la conoscenza avviene tramite telefono e tablet e non c’è neanche bisogno di scaricare App specifiche (come Tinder, Meetic, Lovoo, Badoo, OkCupid, Facebook Dating, Grindr, GayRomeo, Wapa, Her, Bumble e ce n’è per tutti i gusti), perché è sufficiente utilizzare la messaggistica privata dei social network come Facebook, Twitter o Instagram. Il corteggiamento allora diventa un momento leggero, piacevole e divertente da vivere ovunque e sempre, anche con più persone.

Qualche dato

Sono tantissimi gli studi che stanno provando a fotografare questa tendenza. Secondo un’indagine realizzata dall’Ordine Psicologi Lazio (Carnevale et al., 2020), i giovani tra i 18 e i 30 anni hanno dichiarato un utilizzo più frequente nei mesi di distanziamento sociale e lockdown delle applicazioni di dating (+3% es. Tinder, Grindr, Wapa, Happn, Once, ecc.), della pornografia online (+8.1%) e del sexting (+7.5%). Il Rapporto Censis-Bayer (2019) ha coinvolto 1860 persone tra i 18 e i 40 anni per interrogarli sui nuovi comportamenti sessuali. Secondo l’indagine, il 16.5% degli italiani scatta foto o registra video durante i rapporti sessuali, mentre il 37.5% pratica sexting.

Perché è più facile

Sono tanti i motivi per cui le relazioni e gli incontri sono passati ad una dimensione virtuale. Proviamo a vedere punto per punto perché è più facile che dal vivo.

  • On-line è più facile raccontarsi, confessarsi, dedicarsi ad argomenti o discorsi, anche di grande intimità, che di persona potrebbero risultare imbarazzanti, specialmente per le più timide;
  • esponendosi a piccole dosi e in modo ragionato, è facile costruire un’immagine di sé ideale o idealizzata, nascondendo aspetti, difetti o caratteri che non amiamo o non vogliamo condividere;

  • nessun limite di orario e di luogo: è possibile chattare in qualsiasi momento della giornata, anche di notte, e da ovunque ci si trovi;

  • maggior tempo a disposizione per la replica: durante una chat si ha molto più tempo per pensare ed elaborare una risposta ed è anche possibile cancellare una frase che non ci convince prima che l’altro/a legga;

  • su App e social c’è la possibilità di parlare con più persone parallelamente, senza alcuna esclusiva, anche nello stesso momento;

  • la percezione è quella di un minor rischio, perché ci si può scollegare in qualsiasi momento e interrompere gli scambi con l’altro/a.

Sexting: di cosa si tratta

Un fenomeno davvero diffuso, soprattutto tra i più giovani, nel grande mondo della comunicazione erotica digitale è il sexting. La parola nasce dalle parole inglesi sex (sesso) e texting (mandare SMS) e indica l’invio di messaggi, testi e/o immagini sessualmente più o meno esplicite, principalmente tramite cellulare o altri dispositivi. Secondo l’interessante ebook redatto dall’Ordine degli Psicologi del Lazio “Sessualità e social network”: “il sexting può essere visto come una fase di avvicinamento al partner o alla persona in questione, una sorta di vero e proprio petting rivisto in chiave tecnologica. Sia che si tratti di un adolescente che si avvicina alle prime esperienze erotiche, sia di un adulto che ha già una vita sessuale avviata, il sexting permette di mettersi in gioco, di scandagliare un terreno sconosciuto, di mettersi alla prova con le immagini, con il corpo e soprattutto con le parole”, controllando le proprie paure e gli imbarazzi.

I rischi del Sexting e della sessualità on-line

Il sexting però va praticato con consapevolezza, perché quel senso di protezione che lo schermo passa in realtà è decisamente illusorio. “Scattare una foto in posa sensuale e inviarla al proprio partner è un fenomeno ormai abbastanza diffuso – si legge sul testo dell’Ordine degli Psicologi del Lazio – ma spesso non si tiene conto del fatto che quelle foto vengono conservate su un dispositivo digitale e sono quindi nelle mani altrui, con tutti i rischi del caso. Proviamo a immaginare un partner che, quando i rapporti si deteriorano, rimarrebbe comunque in possesso del materiale ricevuto, e che potrebbe diffonderlo per vendicarsi o per vantarsene con gli amici o più banalmente per fare uno scherzo di pessimo gusto. Le conseguenze psicologiche sulla vittima possono essere devastanti e di una gravità enorme”.

Minorenni e reati

Scambiarsi messaggi con contenuto sensuale e erotico di per sé non è reato, e rimane un gioco se praticato tra maggiorenni consenzienti. Attenzione però, perché i rischi sono tanti. “Laddove il materiale coinvolge dei soggetti minori di anni 18 la vicenda può diventare penalmente rilevante”. Si parla di reato e violenza, anche per i maggiorenni, nel caso in cui arrivino minacce per ricevere materiale: video o fotografie effettuate senza il consenso, mediante violenza, minaccia o inganno, possono richiamare il reato di violenza privata. Infine, fra le ipotesi di reato più gravi, troviamo la sextortion, che consiste nel minacciare la diffusione di video/foto sessualmente esplicite in cambio di favori, beni o denaro

I consigli

Proviamo allora a fare una sintesi dei consigli da seguire per vivere la presenza on-line senza rischi e preoccupazioni:

  • evita di mandare le foto dei genitali insieme alle foto del viso e utilizza applicazioni che non consentono la conservazione delle immagini ed evitano di fare gli screenshot;

  • prima di inviare un tuo contenuto intimo prenditi del tempo per conoscere l’altra persona e, per quanto possibile, solidificare il rapporto con lui/lei;

  • decidi sempre tu che cosa vuoi condividere del tuo corpo e di quello che sei, senza sentirti giudicata o in colpa se non rispondi alle aspettative dell’altra persona;

  • elimina i contenuti a sfondo sessuale che ritraggono te o altre persone per evitarne la diffusione involontaria in caso di furto o smarrimento del dispositivo utilizzato;

  • ricorda che qualsiasi tipo di violenza, anche non fisica, può essere reato perseguibile e va denunciato senza remore.

Glossario

Un passo indietro è necessario, però, per le boomer che si vogliono sperimentare sul web. Un piccolo Datin(g)lossario (fonte: “Sessualità e social network”), che definisce in poche parole atteggiamenti e tendenze:

  • ghosting: indica la scomparsa improvvisa, senza un motivo apparente e senza spiegazioni, della persona con cui si esce o si chatta. La persona può non rispondere più a messaggi, può sparire dai canali on line senza alcun preavviso e senza darne giustificazione;

  • orbiting: la persona evita l’interazione diretta con l’altro, pur continuando a seguirlo sui social; in questi casi siamo di fronte a una sorta di voyerismo virtuale palesato mettendo like o seguendo le stories;

  • catfishing: un utente, per avere maggiori possibilità, usa una vecchia foto oppure un’immagine pesantemente modificata per presentarsi al meglio;

  • breadcrumbing: la persona lancia messaggi piuttosto banali e “a singhiozzi” ma non risponde a conversazioni più impegnative;

  • curving: in cui l’ambiguità consente di non chiarire mai i propri sentimenti o le proprie intenzioni;

  • zombing: il fenomeno per cui si torna a ricercare un contatto dopo un periodo di chiusura;

  • bird boxing: in cui la persona appare completamente cieca davanti ai difetti della persona con cui esce o chatta;

  • ONS: one night stand. L’utente dichiara di volere un’avventura di una notte senza ulteriori relazioni a seguire.