Osteoporosi infantile, cos’è e nuove cure in arrivo

L'osteoporosi infantile è una malattia piuttosto rara che pochi conoscono: scopriamo i sintomi, ma soprattutto le nuove terapie

Siamo abituati a considerare l’osteoporosi come una malattia della terza età, in realtà questa patologia colpisce anche i bambini.

L’osteoporosi infantile, soprattutto nella sua fase iniziale, non presenta sintomi evidenti ed è spesso associata ad altre patologie, come la leucemia, l’artrite reumatoide o i tumori. Per questo motivo il più delle volte questa malattia viene sottovalutata o addirittura ignorata.

Quali sono le sue cause? L’osteoporosi infantile è legata ad altre sindromi o condizioni, come il malassorbimento cronico, la celiachia, alterazioni endocrine oppure disturbi nutrizionali. Riconoscere questa malattia è fondamentale per iniziare immediatamente un percorso terapeutico. I segnali più evidenti sono le fratture ricorrenti, che si verificano spontanee o dopo piccoli traumi, ma anche i dolori ossei persistenti, soprattutto al livello della colonna vertebrale oppure deformità causate da fratture precedenti e divenute invalidanti.

In ogni caso è necessario effettuare ulteriori accertamenti per ottenere una diagnosi chiara e certa. Solitamente il medico prescrive le analisi del sangue, come pure la misurazione della densità minerale ossea. Dopo aver ricevuto una diagnosi di osteoporosi infantile il bambino potrà iniziare immediatamente un percorso terapeutico. Per prima cosa è importante agire per trattare la malattia collegata all’osteoporosi, in seguito sarà fondamentale migliorare il deficit di calcio e vitamina D, utilizzando farmaci specifici contro la patologia.

I medicinali più utilizzati sono quelli a base di bifosfonati che però sembrano essere poco adatti per la cura dell’osteoporosi infantile. Questi farmaci infatti influenzano lo sviluppo delle ossa e possono creare dei problemi nella crescita dei piccoli pazienti. Le ultime ricerche scientifiche hanno individuato un nuovo sistema che consentirebbe di trattare la malattia senza compromettere la struttura ossea.

Un team di ricercatori giapponesi ha scoperto che l’inibizione del recettore Siglec-15 aumenta la massa e la forza delle ossa senza però compromettere la loro crescita. In futuro dunque tutti i bambini affetti dalla patologia potrebbero essere trattati con la terapia anti-Siglec-15, per ora la ricerca è appena iniziata, ma la speranza di trovare una cura definita è concreta.

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