Influenza e variante K, aumentano i contagi. Cosa mangiare per proteggersi e curarsi anche a tavola

Cresce la curva delle infezioni, complici i ritrovi in famiglia e con amici. Ma alcuni alimenti possono aiutare ad aumentare le difese immunitarie

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

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Come previsto alla vigilia delle feste, il numero di contagi da influenza sta aumentando con l’avvicinarsi del picco stagionale, atteso entro la fine di gennaio. Quest’anno il numero di persone colpite dal virus è stato superiore rispetto alle medie del periodo, complice il ceppo K, capace di eludere con più facilità le difese immunitarie. Ma anche dal cibo è possibile ottenere una protezione contro il malanno di stagione. Ecco quali sono quelli consigliati dagli esperti.

Contro l’influenza non solo i farmaci

Come sottolineano gli esperti, in caso di influenza un aiuto prezioso arriva sia da alcuni farmaci sintomatici, sia da un’alimentazione corretta e mirata. Nel primo caso va ricordato che “Gli antibiotici non sono efficaci contro i virus, e dunque non dovrebbero mai essere usati per trattare l’influenza, come chiarisce Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT), intervistato da Adnkronos Salute. L’infettivologo, che prevede un inevitabile e ulteriore incremento dei casi di influenza nelle prossime settimane sottolinea come un uso improprio di antibiotici non solo può essere inutile, ma anche dannoso. Contribuisce, infatti, a sviluppare l’antibiotico resistenza, che può rendere più complicato e meno efficace il trattamento di future infezioni. L’esperto consiglia, piuttosto, di ricorrere antipiretici solo in caso di febbre alta, sopra i 38°C, per abbassare la temperatura in modo sicuro. Un aiuto, invece, può arrivare anche dal cibo.

Rafforzare il sistema immunitario a tavola

Nonostante la febbre e il malessere che accompagna l’influenza possa ridurre il senso di fame, il fabbisogno energetico rimane identico, se non maggiore. Anche l’infiammazione delle vie respiratorie può rendere difficile o dolorosa la deglutizione, ma nutrirsi in modo corretto può aiutare a superare la malattia, come spiega Chiara Boscaro, biologo nutrizionista presso l’Istituto Clinico San Siro e gli Istituti Clinici Zucchi, intervistata dal Gruppo San Donato sul proprio sito. L’esperta sottolinea quanto sia importante “mangiare in modo mirato per reintegrare i nutrienti utili al recupero energetico. Un’alimentazione adeguata può anche ridurre i sintomi e sostenere le difese immunitarie”.

L’importanza di una corretta idratazione

Per scongiurare il rischio di disidratazione, dovuto a febbre e congestione delle vie aeree che portano ad aumentare la perdita di liquidi, è quindi suggerito di bere almeno 1 litro e mezzo di liquidi al giorno. “I brodi caldi vegetali o di pollo sono ideali: idratano, reintegrano sali minerali e sono facili da digerire. Anche tè deteinato o semplicemente acqua calda con un cucchiaino di miele possono fare la differenza” spiega Boscaro. Particolarmente indicate sono anche alcune tisane, come quelle a base di tarassaco e carciofo, che sostengono la digestione e la funzione epatica; camomilla, melissa e malva, che leniscono le prime vie respiratorie; cumino o carvi, che aiutano la regolarità intestinale. In età pediatrica, invece, è sconsigliabile ricorrere a tisane stimolanti come ginseng o liquirizia, mentre nei bambini va evitato il miele – fino ad almeno un anno di vita – per il rischio di botulismo.

Gli alimenti consigliati

Quanti agli alimenti, gli esperti concordano sul puntare a nutrienti in grado di sostenere il sistema immunitario, senza appesantire l’apparato digestivo. Tra questi ci sono yogurt e kefir, a colazione o come spuntino, che rafforzano il microbiota intestinale; uova, strapazzate o sode, forniscono proteine e vitamine del gruppo B; minestroni e legumi, ricchi di ferro e proteine, nutrienti e facilmente digeribili. Indispensabile è non far venir meno l’apporto energetico, possibilmente ricorrendo a riso, pasta in bianco, purè di patate e pane tostato, possibilmente conditi con un po’ di extravergine d’oliva. Frutta, verdura e spezie sono importanti per la loro azione antinfiammatoria. Nello specifico sono suggeriti frutti e verdure ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, mele cotte, cavoli, broccoli e peperoni; aglio e cipolla aggiunti alle zuppe hanno proprietà antibatteriche naturali; spezie come curcuma e zenzero, utili per liberare le vie respiratorie e con effetto antinfiammatorio.

Quale carne, pesce e legume privilegiare

Non dovrebbe mancare neppure le proteine, provenienti se possibile da “pesce azzurro, frutta secca e semi oleosi, ricchi di omega-3, che aiutano a ridurre l’infiammazione”, come si legge sul sito del Gruppo San Donato. “Alcuni alimenti possono appesantire la digestione o rallentare il recupero. È quindi meglio evitare: affettati, fritti e sughi ricchi; cibi molto salati, conservati o industriali (merendine, snack confezionati); alcol e bevande gassate, che peggiorano la disidratazione e possono interferire con eventuali farmaci; latticini pesanti, soprattutto in caso di congestione o muco in eccesso”, si legge ancora.

Come stimolare l’appetito

Se l’influenza tende a togliere appetito, è sempre possibile stimolarlo o comunque non far venire meno l’apporto di nutrienti, ricorrendo piuttosto a piccoli spuntini, più ricorrenti nell’arco della giornata, evitando dunque di caricarsi troppo e solo in occasione dei pasti principali. “L’approccio ideale è iniziare con alimenti semplici e digeribili, come cracker, pane tostato con un filo d’olio o un po’ di ricotta, frutta secca o uno yogurt. Poi, man mano che l’appetito torna, si possono introdurre piccole porzioni di pasta in bianco, pollo o un brodo vegetale durante la giornata”, consiglia Boscaro. “Quando febbre, raffreddore o influenza si fanno sentire, è fondamentale ascoltare il proprio corpo e scegliere cibi caldi, leggeri e nutrienti. In questo modo anche i malanni di stagione diventano più facili da affrontare e meno debilitanti”, aggiunge ancora la biologa.

Le norme di igiene

Anche chi non avesse l’influenza, invece, dovrebbe cercare di adottare qualche precauzione per scongiurare di ammalarsi. In primo luogo cercando di non frequentare luoghi affollati, come ricorda Andreoni, oppure utilizzando la mascherina a bordo dei mezzi pubblici e nelle situazioni di contatto ravvicinato con altre persone. Restano sempre valide, infine, le norme di igiene, come il frequente lavaggio delle mani, specie dopo essere stati in ambienti esterni.