Dermatite atopica e allergie della pelle, le cure di oggi e di domani

Prurito e lesioni cutanee sono i sintomi più comuni delle malattie allergiche della pelle: le cure per far sparire gli eczemi

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

I segni e i sintomi sono chiari. Ma a volte assumono caratteristiche che vanno ad impattare non solo sulla pelle, ma sull’intera sfera fisica e psicologica di chi affronta il quadro. Così, oltre a prurito e bruciore della pelle a volte così intensi da impedire di concentrarsi sul lavoro o a scuola, dormire e avere rapporti sociali sereni, le patologie allergiche della pelle diventano un nemico da affrontare con grande cura e con l’esperto.  Ma ora, grazie alle nuove terapie e ai passi in avanti sul fronte delle conoscenze si aprono nuovi scenari.

A dirlo sono gli esperti presenti al Congresso SIDeMaST, la Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse presieduta da Ketty Peris. Cosa sta cambiando sul fronte delle terapie, in particolare per le forme più serie. I farmaci biologici sono infatti sempre più protagonisti e promettenti sul fronte delle cure e la ricerca dà continua conferma delle predisposizioni genetiche verso questo tipo di malattia. E così gli esperti sono sempre più orientati a trattare queste patologie in modo mirato e personalizzato, consentendo a queste malattie, fin ora troppo spesso mal curate o addirittura non diagnosticate, di compiere un importante giro di boa.

Quanto pesa  e come nasce la dermatite atopica

Le cifre dicono che l’orticaria, così come la dermatite atopica, sono in crescita. La prevalenza di quest’ultima nel Vecchio Continente si attesta intorno al 7% della popolazione, ma almeno il 45% dei casi non è diagnosticato. In Italia è stimata, in linea con il dato europeo, fra il 3 e il 12% della popolazione. La forbice è apparentemente ampia soprattutto a causa di un sottobosco non ancora identificato in modo preciso.

A questo si aggiungono una serie di variabili, la più determinante delle quali è sicuramente l’età: la dermatite atopica infatti è molto più frequente tra i giovani, presenta un picco di incidenza tra la prima e la seconda decade di vita, e poi tende a regredire, fino a ridursi in età adulta al 3%. “La dermatite atopica – afferma Paolo Daniele Pigatto, Direttore UO di Dermatologia Ospedale Galeazzi e Professore Associato di Dermatologia Università di Milano – è causata da una reazione immunologica che determina un’infiammazione della cute sostenuta dai linfociti T (Th2). Dal punto di vista patogenetico le allergie cutanee si attivano a causa di una risposta del sistema immunitario indotta da molecole definite allergeni. Successivamente si sviluppa nella cute un processo infiammatorio (di tipo Th2) che coinvolge diverse cellule (mastociti, cellule epiteliali, cellule dendritiche, linfociti T, linfociti innati, eosinofili e basofili) e provoca la persistenza dei sintomi per ore. La cute sede di flogosi diventa, inoltre, più reattiva sia ad allergeni o stimoli non allergenici, quali le sostanze irritanti.

Dal punto di vista clinico – prosegue – la dermatite atopica si presenta con prurito e lesioni cutanee, reversibili spontaneamente o in seguito a terapia. Solitamente non è una malattia grave, ma è correlata a un notevole impatto su prestazioni scolastiche e lavorative (77% delle persone che ne soffrono), vita sociale (78%) e relazioni sociali (57%). Il prurito notturno provoca disturbi del sonno nell’87% degli adulti e nel 60% dei bambini. Tutti fattori che causano un forte scadimento della qualità di vita di chi ne soffre”.

Si associa spesso ad altre comorbidità, la più frequente delle quali è l’asma allergica, che rappresenta l’espressione di un processo infiammatorio a livello della mucosa bronchiale. A questo proposito, un dettagliato studio europeo dal titolo “Costi diretti e indiretti associati a malattie allergiche respiratorie in Italia”, studio probabilistico di cost of illness ha messo in luce l’impatto economico delle patologie allergiche respiratorie sulla società a causa dei trattamenti inadeguati e di conseguenza, il risparmio ottenuto da cure corrette: “La perdita – continua il Prof. Pigatto –  è stata stimata in 7,33 miliardi di euro, di cui il 27,5% è stato associato ai costi indiretti e il 72,5% ai costi diretti. Risultati questi che dovrebbero far comprendere, in particolare ai decisori politici, ‘il peso economico’ delle malattie allergiche sulla società e quanto i costi socio-sanitari attribuiti alle allergie cutanee siano rilevanti, e ciò dipende, in parte, dalla cronicità della condizione, ma anche dal notevole ricorso del paziente a farmaci di automedicazione”.

L’importanza della diagnosi e della cura su misura

In questo scenario la diagnosi fondata sulla valutazione clinica di medici esperti nel campo diventa essenziale. Fortunatamente la ricerca ha fatto notevoli passi in avanti anche nell’identificare le cause delle malattie allergiche, oggi sempre più individuate nella predisposizione genetica: “Certamente queste patologie sono tutte dovute ad una predisposizione genetica – prosegue l’esperto – per la dermatite atopica poi, si parla anche di epigenetica, nel senso che si eredita una sorta di ‘impronta molecolare’ sul genotipo che determina il grado di attivazione dei geni la cui sequenza rimane invariata. Parliamo quindi di tutte quelle modificazioni ereditabili che portano a variazioni dell’espressione genica senza però alterare la sequenza del DNA. Quindi, l’ambiente modifica l’espressione genica e induce la malattia”.

Ma come far sparire eczema e prurito? “Nell’armamentario terapeutico dei dermatologi, oltre alle classiche terapie topiche a base di corticosteroidi e a quelle sistemiche con farmaci tradizionali come la ciclosporina, ci sono oggi nuove armi che vedono protagonisti i farmaci biologici – afferma Ketty Peris, Presidente SIDeMaST e Ordinario di Dermatologia Università Cattolica del Sacro Cuore – le terapie più moderne sono quelle che intervengono in modo mirato sulla produzione e sull’attività di alcune citochine come la interleuchina 4 e/o la 13 o farmaci che bloccano l’attività di enzimi chiamati Janus chinasi (Jak Inhibitors). Grazie a questi farmaci si riesce al momento a tenere sotto controllo la malattia con notevole efficacia e buona tolleranza”.

Sul fronte dei consigli per limitare i fastidi, occorre ricordare di usare quotidianamente prodotti emollienti. Bisogna poi evitare di entrare in contatto con sostanze irritanti o allergizzanti come saponi, lana, temperature eccessive ed allergeni presenti nell’ambiente come piante e graminacee. Naturalmente va mantenuto uno stile di vita sano curando l’alimentazione e facendo regolare attività fisica. Soprattutto, bisogna evitare accuratamente il fai-da-te e affidarsi sempre alle cure degli esperti.