Cresce la consapevolezza dell’importanza della salute generale, ma resta ancora molto da fare quando si tratta di benessere intimo femminile. Fastidi, bruciori o irritazioni sono ritenuti “normali” dalla maggior parte delle donne, che ancora oggi sono restie a parlare della propria intimità, anche quando farlo potrebbe aiutare a prevenire disturbi più seri che possono invece insorgere quando si trascurano segnali importanti. D’altronde anche i numeri confermano come ci siano ancora molti tabù che hanno a che fare con l’intimità e la sessualità.
Conoscere il proprio corpo: benessere intimo e disturbi frequenti
Il senso di vergogna che ancora accompagna questa sfera è confermato dai sondaggi. Secondo il report annuale dell’Osservatorio “Giovani e Sessualità”, che indaga i comportamenti dei giovani in quanto a sessualità e intimità, quasi 1 su 10 ha avuto il primo rapporto prima dei 13 anni, ma non parla di questi temi in famiglia. Piuttosto, aumenta la quota di chi si rivolge a internet e all’AI per chiarire i propri dubbi. I motivi principali sono imbarazzo e percezione di questi argomenti come un tabù.
Se si prende in considerazione un campione adulto, si scopre poi che molte donne non sanno ancora riconoscere alcuni campanelli d’allarme. Tra i disturbi più frequenti e non sufficientemente presi in considerazione, ad esempio, ci sono infezioni vaginali di tipo fungino, come la candidosi, o di tipo batterico, come la vaginosi batterica. Entrambe si presentano in maniera abbastanza trasversale in tutte le fasce di età e dipendono da cambi ormonali, difese immunitarie o fattori esterni. Sono caratterizzate da bruciore e perdite anomale, ricottose per la candidosi, mentre più fluide e maleodoranti per la vaginosi batterica. Il prurito, invece, è sintomo sempre presente per la candida, ma spesso assente nella vaginosi.
Quante donne hanno disturbi e perché?
Le infezioni del tratto genitale, dunque, sono una delle ragioni più frequenti ragioni per cui le donne chiedono un consulto medico-ginecologico. A dirlo sono le stime, secondo cui il 50% delle donne è interessato da disturbi intimi di varia natura. I dati mostrano anche un aumento delle infezioni genitali, che si registra negli ultimi anni. Il motivo è legato principalmente al fatto che il tratto genitale femminile ha un proprio microbioma che, se alterato, può portare a un ambiente più soggetto alle infezioni di microorganismi. Questi possono essere trasmessi per via sessuale, o causati da cambiamenti fisiologici o patologici, ai quali concorrono anche alterazioni ormonali, oppure attività sessuale, assunzione di medicinali, stato immunitario generale o altri fattori concomitanti.
Tra i disturbi più frequenti, dunque, ci sono le vaginiti, che non dovrebbero mai essere trascurate, sia che siano riconducibili a infezioni, sia che siano dovute ad “altre condizioni che interessano la vagina o la vulva”. Ad esempio, agenti chimici o altre sostanze (come prodotti per l’igiene, schiume da bagno, detersivi, schiume e gel contraccettivi, biancheria sintetica) possono irritare la vagina provocando secrezioni e fastidio. L’infiammazione che ne risulta è detta vaginite (infiammatoria) non infettiva”, come spiega il Manuale MSD.
L’infiammazione, invece, può diventare infezione soprattutto quando è di natura batterica (nel 30-35% dei casi), fungina (nel 20-25%) o causata da Trichomonas (nel 10-15% della casistica). Talvolta ci può essere anche la presenza di più patogeni contemporaneamente. Esistono anche differenze a livello geografico, legate a diversi fattori: la prevalenza nelle donne caucasiche della vaginosi batterica è di 5-15% mentre nelle africane e nelle americane di 45-55%. Quanto alle infezioni fungine, sono causate dalla Candida spp e la maggior parte sono legate alla Candida albicans, mentre altre specie più rare sono la Candida glabrata e la Candida tropicalis. Sono piuttosto frequenti, tanto che si stima che circa il 75% delle donne avrà nell’arco della propria vita almeno un’infezione da candida e che circa il 10-20% delle donne avrà a che fare con infezioni generali.
Se, poi, si tratta di donne più adulte, in menopausa, oppure di pazienti oncologiche, possono presentarsi altre casistiche e sintomatologie. Secchezza, irritazione, dolori durante i rapporti sessuali, ma anche disturbi dell’apparato urinario come cistiti ricorrenti, infezioni vaginali, incontinenza urinaria sono alcuni dei segnali di problematiche che colpiscono una donna su due in menopausa: significa la metà, che però aumenta in caso di pazienti oncologiche (7 su 10). In questo caso, uno dei problemi più diffusi, ma spesso taciuti dalle donne che ne soffrono, è l’atrofia vaginale: secondo gli esperti della Società internazionale della menopausa, il 63% delle donne non sa che è una condizione che può peggiorare col tempo, mentre il 75% si aspetta che siano i medici introdurre l’argomento con le loro pazienti.
Stili di vita e buone abitudini che aiutano
Di fronte a questi disturbi, purtroppo, si fa spesso ricorso a rimedi fai-da-te, che invece andrebbero evitati. Da questo punto di vista la tecnologia potrebbe aiutare, anche se esistono dei rischi. Da un lato, infatti, c’è una crescente apertura verso il dialogo su temi di salute e benessere, grazie anche all’influenza dei social media e delle campagne di sensibilizzazione, per cui le giovani donne possono accedere a informazioni più facilmente rispetto al passato e, dunque, acquisire maggiore consapevolezza.
D’altro canto, però, il ricorso ai social media per informazioni su temi così delicati può portare a una disinformazione o a una comprensione superficiale. Anche il confronto con le pari età potrebbe essere d’aiuto per le ragazze, ma questo non garantisce che le informazioni scambiate siano corrette o complete. Rimane, inoltre, il timore di essere giudicate o la mancanza di un ambiente sicuro per discutere di questi argomenti. Per questo può essere utile disporre di strumenti come piattaforme specializzate. Un esempio è rappresentato dal progetto vaginaverso.it by Gyno-Canesten Inthima, che si avvale proprio del supporto di professionisti sia in ambito ginecologico e psicologico.

Prevenzione e igiene corretta
Per ridurre i disturbi, però, l’arma principale è sempre la prevenzione, alla quale va unita una corretta igiene: si tratta di routine che possono aiutare a non andare incontro a fastidi o vere e proprie patologie. L’informazione permette, infatti, di “comprendere i sintomi, le cause e le possibili soluzioni”, conferma Alice Marchetti, scientific advisor Bayer CH. È altrettanto importante “rivolgersi a professionisti della salute, per ottenere diagnosi accurate e trattamenti appropriati. Ma anche “le buone pratiche di igiene intima dovrebbero essere introdotte già dalla pubertà, quando iniziano i cambiamenti ormonali, per educare le giovani donne alla cura della propria salute intima”.
Le buone pratiche di igiene intima
Le indicazioni possono variare a seconda dell’età, come sottolinea l’esperta: “in generale è valido per tutte il suggerimento di praticare un’igiene delicata con l’uso di detergenti con pH fisiologico. In età fertile, soprattutto in gravidanza, è utile monitorare eventuali squilibri della flora vaginale e preferire prodotti lenitivi che rispettino il microbiota. Nel periodo premenopausale e menopausale, il calo estrogenico può causare secchezza e fragilità mucosa, per cui si raccomandano detergenti idratanti, probiotici specifici e, se necessario, trattamenti locali emollienti”, suggerisce Marchetti.
Con il contributo di Gyno-Canesten Inthima