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Mi piace un sacerdote: cosa fare con una crush davvero complicata

Magari è giovane, simpatico e molto attivo per gli atri. Così può succedere di sentirsi attratte da un prete, per il suo carisma e le sue qualità umane. Ecco come comportarsi in caso di un amore difficile come questo

Marina Mannino

Giornalista esperta di Lifestyle

Pubblicato: 22 Febbraio 2025 11:30

Mi sta succedendo una cosa assurda. Mi piace un prete della mia parrocchia. Lui si impegna tantissimo per i giovani del quartiere, non ha paura di dire quello che pensa, è sempre pronto a aiutare chi ne ha bisogno e a schierarsi dalla parte degli ultimi. Parliamo di tutto, lavoriamo insieme nelle attività per la comunità, lui è sempre simpatico con me e mi guarda come se gli piacessi. Cosa devo fare?

Meg

Ci sono tanti modi per farsi del male in amore: uno di questi è innamorarsi (o credere di essere innamorate) di un prete. Non capita più così di frequente come un tempo, anche perché con la crisi delle vocazioni ci sono meno sacerdoti in giro, la cui età media è oltretutto di 62 anni, però nelle parrocchie circolano ancora religiosi abbastanza giovani, magari stranieri. Come può succedere quindi di infatuarsi per un ministro del culto? A noi, che abbiamo il master in “Situazioni sentimentali complicate e dove trovarle”, può accadere anche questo. Ma dobbiamo trovare un modo per uscirne, perché nel 99,99% casi non c’è l’happy end.

Se l’ammirazione diventa attrazione

I sacerdoti sono spesso figure carismatiche, capaci di trasmettere un senso di pace, equilibrio e rigore morale che può essere molto coinvolgente e convincente, soprattutto per chi è alla ricerca di punti di riferimento. Così può capitare che una giovane donna possa provare stima, ammirazione e affetto per il prete che anima le attività della sua chiesa di riferimento, soprattutto se lui si mostra generoso, empatico, pronto a impegnarsi per cause nobili e altruiste.

Il sentimento di apprezzamento per questo sacerdote, unito alla condivisione di ideali morali come pure di momenti di servizio e di spiritualità, può assumere l’aspetto di un’attrazione romantica.

Il suo interesse è per la comunità

Un prete che ci sorride, ci coinvolge nelle attività della parrocchia, ci parla con simpatia, sta semplicemente facendo il suo lavoro. Non ci sta considerando una donna in senso sentimentale e fisico: ci vede invece come una delle persone della sua comunità di fedeli sui quali sa di poter contare.

Quei gesti gentili, le battute spiritose, la disponibilità e l’attenzione nei nostri confronti non sono il segno di un interesse diverso da quello di qualsiasi sacerdote verso chi è coinvolto nella sua chiesa.

Equivoco da chiarire

Interpretare i gesti del suo agire quotidiano nella missione del sacerdozio come espressioni di interesse nei nostri confronti è un equivoco, senza se e senza ma. E il motivo è tanto semplice quanto profondo: il prete ha preso l’impegno dei voti religiosi, ovvero la promessa obbligante di vivere in povertà, obbedienza e castità: quest’ultima prevede l’astensione dalla sessualità e l’impegno ad avere un cuore puro, libero anche affettivamente, perché consacrato a Dio).

La relazione con una ragazza, in altre forme che non siano collaborazione, preghiera, impegno per gli altri, è esclusa. Gli uomini e le donne di chiesa, in teoria, non possono – e nemmeno vogliono – infrangere queste regole di condotta.

Rigorosa scelta di vita

Per quanto ci piaccia il sacerdote comprensivo, coraggioso e dinamico, per quanto ci appaia affascinante e ammirevole, dobbiamo accettare che ha fatto una scelta di vita il cui percorso spirituale esclude relazioni sentimentali.

Accettare la realtà dei fatti significa rispettare la sua vocazione, i suoi ideali, il suo compito ecclesiastico. Ma ci aiuta anche a fare chiarezza nelle nostre confuse emozioni, per evitare di costruirci ipotesi di ingannevoli aspettative che potrebbero portarci solo sofferenza.

Il nostro benessere innanzitutto

Non saremo noi le persone che lo convinceranno a tornare nella strada dell’amore romantico abbandonando quella dell’amore spirituale. Che fare allora? Come in tutto ciò che ci riguarda, dobbiamo innanzitutto avere a cuore il nostro benessere e il nostro equilibrio.

  • Se ci risulta troppo difficile rinunciare al pensiero di poter amare quest’uomo e di essere amata da lui, potrebbe esserci utile parlarne con qualcuno di cui ci fidiamo, come una vera amica o un familiare. Evitiamo però di confidarci con persone poco sicure, magari proprio dell’ambiente parrocchiale: potrebbe crearsi uno sgradevole vortice di pettegolezzi che porterebbe solo imbarazzo e fastidio.
  • Non escludiamo la possibilità di ricorrere a una psicologa, che ci aiuterebbe da professionista a dipanare il garbuglio di sentimenti in cui ci siamo infilate.
  • Se ne abbiamo la forza – senza considerare questo gesto come una chance di seduzione – possiamo parlare di quello che stiamo vivendo proprio con lo stesso sacerdote, che per il suo ruolo e i suoi principi deve sapere come comportarsi correttamente in questi casi. Magari saranno proprio le sue parole a illuminare i nostri sentimenti e a riportare su un piano reale le nostre illusioni.

Allontanarsi per ridimensionare

Potremmo considerare anche l’ipotesi di abbandonare per un po’ quelle attività che ci portano a lavorare a stretto contatto con il sacerdote, come le iniziative d solidarietà, la preparazione della messa o le attività per i bambini. Evitiamo di rimanere sole con lui e non cerchiamolo sui social. Prendere le distanze dal sacerdote per cui abbiamo un debole non significa allontanarsi dalla fede, ma anzi viverla con più chiarezza e rispetto.

Riflettere con calma

Prenderci un periodo di riflessione in cui il cuore deve dare la precedenza alla ragione ci aiuterà a uscire da un’impasse sentimentale senza futuro. Col tempo, possiamo ritrovare quei punti di contatto con il sacerdote su cui costruire una bella amicizia, basata sul rispetto reciproco come pure sulla condivisione di valori spirituali e di impegno nel sociale. Consideriamo poi che è nella consuetudine della Chiesa trasferire i suoi preti da una zona all’altra dopo alcuni anni di servizio in una parrocchia. Magari l’oggetto della nostra infatuazione, il mese prossimo, se ne andrà a 700 km di distanza!

Situazione a rischio

Attenzione: se ci rendiamo conto che il sacerdote ricambia realmente le nostre attenzioni, non sentiamoci gratificate, ma allarmate: forse le cose si stanno seriamente complicando, e non è colpa nostra. Allontaniamoci da questa situazione: rischiamo di farci davvero male. Dal canto suo un prete, se sente in sé qualche forma di attrazione romantica, deve saper affrontare la situazione con il rispetto, l’onestà e la trasparenza che il suo ruolo richiede, senza mettere a rischio la sua vocazione o compromettere la fiducia dei fedeli. Se invece prova un sentimento autentico, deve avere il coraggio di rinunciare alla sua scelta di vita.

In conclusione, c’è il nostro futuro

Non sentiamoci in colpa o sbagliate se ci capita di provare attrazione sentimentale per un uomo di chiesa. Cerchiamo però di essere realiste: non siamo le tormentate protagoniste di un’avventura proibita e passionale sul tipo delle serie tv d’altri tempi. Ci passerà, soprattutto se ci concentriamo sul nostro futuro e su come vogliamo che sia, pensando solo al nostro bene.
Ricorderemo questa sbandata con la consapevolezza che anch’essa ci ha aiutato a crescere e a capire meglio luci e ombre del nostro cuore, capace di cacciarsi in una strada senza uscita e di ritrovare da solo la direzione giusta.