Io che ho sposato un uomo che non amo

Ho creduto che la stabilità emotiva e la serenità fossero più importanti dell'amore. Ma ho capito troppo tardi che questo non era sufficiente e ora tutto quello che desidero è tornare ad amare

C’è stato un tempo in cui ho ceduto al fascino dell’amore romantico, quello acclamato e decanto dalle favole della Walt Disney e dai migliori film di sempre. L’ho cercato, l’ho inseguito e l’ho avuto. Ma non c’è stato nessun lieto fine ad attendermi, quanto più un cumulo di macerie creato da quel che restava del mio cuore infranto.

Così mi sono chiesta tante volte cosa fosse l’amore. Perché mi sembrava evidente che non aveva nulla a che fare con tutto quello che ci era stato detto. Come potevo spiegarmi altrimenti, che il sentimento più nobile e puro del mondo creasse attorno a sé così tanto dolore? A partire da questa consapevolezza, in un giorno qualsiasi di marzo, ho scelto di rinunciarci. Ho detto addio all’amore.

Ero giovane e probabilmente molto arrabbiata, ma sicuramente decisa a non permettere mai più a niente e a nessuno di farmi del male. Ma con il tempo che trascorreva velocemente non potevo più mentire a me stessa su quanto mi mancasse la presenza di una persona con la quale condividere le mie giornate.

E poi ho conosciuto lui. Un uomo meraviglioso, gentile e intelligente. Una persona che mi ha corteggiata e mi ha conquistata. Che ha iniziato ad amarmi come nessuno ha fatto mai. Mi sono sentita lusingata dalla sua presenza nella mia vita e ho iniziato a fare progetti, a creare le basi del nostro futuro insieme e sì, ci siamo sposati.

Ma la verità è che più il tempo passava più mi sentivo intrappolata dalle mie scelte e dalle convinzioni. Era stato davvero giusto rinunciare all’amore travolgente per un po’ di serenità? Avrei mai amato mio marito, anche solo la metà di quanto lui amava me?

Gli voglio un gran bene, certo. Ma più il tempo passa e più mi rendo conto che questo non può essere sufficiente. Perché lui è nella mia vita, nella mia testa e sulla mia pelle. Ma non è nel mio cuore. E ora come ora ho l’esigenza di sentirlo battere di nuovo, come prima e più di prima, anche a costo di farmi male. Ma l’ho capito troppo tardi.

La colpa di non amarlo oggi, che abbiamo costruito una famiglia insieme, mi dilania. Perché a differenza di quando ero convinta che dietro a un matrimonio non dovesse esserci per forza un grande amore, ora io desidero amare qualcuno con ogni muscolo del mio corpo, con l’anima e col cuore.

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