Imparare a risparmiare da piccoli: un regalo per tutta la vita

Dalla paghetta ai salvadanai, fino alle prime scelte consapevoli: come insegnare ai bambini il valore del denaro senza rinunce, ma con educazione e gioco.

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Giorgia Marini

Parenting Specialist

Ex avvocato. Blogger, con la laurea sul campo in Problemi di Mammitudine. Da 6 anni scrivo di gravidanza, maternità ed infanzia, sul mio blog “Stato di Grazia a Chi?” e su altre testate online. Racconto la maternità con brio, garbo ed empatia.

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Insegnare a risparmiare non significa parlare solo di soldi, ma accompagnare i bambini in un percorso di consapevolezza, autonomia e responsabilità. Il tema del denaro è delicato e, forse proprio per questo, poco affrontato in famiglia, quando i bambini e le bambine sono ancora piccoli/e: da un lato si ha paura di trasmettere ansia, dall’altro di essere troppo permissivi. Eppure, l’educazione al risparmio inizia molto prima di quanto si pensi in quanto passa attraverso gesti quotidiani, esempi concreti e piccoli rituali familiari.

Tra paghette settimanali, salvadanai colorati e desideri che sembrano infiniti, i bambini in età primaria vivono una fase cruciale: iniziano a capire che non tutto è immediatamente disponibile, che fare una scelta significa spesso rinunciare a qualcos’altro e che bisogna imparare ad attendere, se davvero si desidera qualcosa. Ed a volte è proprio l’attesa, un tempo sospeso sempre meno presente nelle nostre vite, a far capire ai bambini quanto un desiderio sia importante o meno. In questo articolo vedremo come affrontare il tema del risparmio in modo semplice, efficace e positivo, trasformandolo in un vero strumento educativo.

Insegnare a risparmiare
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Risparmiare vuol dire imparare a scegliere, sin da piccoli

Perché è importante insegnare il risparmio ai bambini

L’educazione finanziaria non è solo una competenza tecnica, ma una vera e propria competenza di vita. Imparare a risparmiare, per i bambini, significa:

  • sviluppare autocontrollo;
  • dover pianificare;
  • trovare il senso del valore delle cose.

Il risparmio non va presentato come una privazione, ma come una possibilità. Risparmiare permette di raggiungere un obiettivo, di scegliere con più libertà e di dare un senso alle proprie decisioni. Un bambino che impara a mettere da parte qualche moneta per comprare un gioco desiderato sperimenta la soddisfazione dell’attesa e comprende che il denaro è uno strumento, non un fine. Saper attendere, saper scegliere, saper rinunciare a qualche altra cosa è un percorso importante anche per gli adulti. In una società che crea nuovi desideri, che a volte vengono camuffati in bisogni, essere consapevoli dell’importanza del risparmio e della fatica che si può nascondete dietro, è una lezione estremamente preziosa.

Per noi genitori questo significa guidarli con esempi concreti. Parlare apertamente di soldi, spiegare perché si fanno certe scelte familiari, come ad esempio rinunciare all’ennesimo cambio di guardaroba per un week end in famiglia fuori porta, coinvolgendo i figli nel ragionamento, crea un clima di fiducia e apprendimento.

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Risparmiare per potersi comprare il gioco preferito

La paghetta: il primo vero strumento educativo

La paghetta è spesso il primo contatto diretto del bambino con il denaro. Non deve essere un premio o  una ricompensa per comportamenti dovuti, come fare i compiti o aiutare in casa. Quando nostro figlio fa la tavola o nostra figlia stende i panni, queste azioni rientrano nel corretto contributo alle faccende di casa e non possono essere connesse ad una cifra di danaro. Altro è se, oltre al normale contributo in casa, come riordinare la propria stanza, gli o le chiediamo lavori extra. In quel caso, la paghetta può aiutare a far capire la connessione tra lavoro/impegno e danaro. Può essere giusto ricompensare nostro figlio/a che, dopo aver adempiuto ai propri doveri in casa, faccia cose in più come accompagnare il fratello o la sorella più piccola alle attività extra scolastiche, come farebbe una/un babysitter.

Le 3 regole della paghetta:

  1. cifra fissa;
  2. proporzione con l’età;
  3. cadenza regolare (settimanale o mensile).

Questo aiuta il bambino a orientarsi nel tempo e a pianificare. È importante non intervenire subito se il denaro viene speso “male”: l’errore fa parte dell’apprendimento. Se un bambino spende tutto in un solo giorno, imparerà cosa significa non avere più risorse a disposizione.

La paghetta rappresenta anche un’occasione per dialogare: “Vuoi spenderla subito o metterla da parte?”, “Quanto tempo ci vorrà per comprare quello che desideri?”. Domande semplici che stimolano il pensiero critico e la capacità di scelta.

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Salvadanai e bambini: tutti i tipi

Salvadanai e portafogli per i bambini

Il risparmio, per un bambino, deve essere visibile e tangibile. Salvadanai, portafogli e contenitori diventano strumenti fondamentali perché trasformano un concetto astratto in qualcosa di concreto. Qualcosa che possano vedere, controllare, ogni volta lo desiderino.

Una strategia efficace è utilizzare più contenitori: ad esempio, il classico salvadanaio che si rompe, quando si accumulano molti soldini, per i desideri più “costosi”; un altro più piccolo dove accumulare banconote e monete, dal quale attingere, di quando in quando, qualche risorsa al bisogno; infine un portafogli/portamonete da tenere nello zaino, per le spese quotidiane come una merenda a fine scuola. Ovviamente tre modalità che possono essere bilanciate a seconda dell’età.

Coinvolgere il bambino nella scelta del salvadanaio o del portafoglio rafforza il senso di responsabilità. Quel contenitore diventa “suo”, un luogo sicuro dove custodire sogni e progetti, di cui dovrà prendersi cura. Per questo è importante non anticipare i tempi: un bambino/a che è ancora in una fase di totale dipendenza, che non sia ancora in grado di tenere le proprie cose in ordine, dimenticherà il portamonete a scuola, al parco, e questo creerà un nervosismo quanto un’inutile frustrazione. Più che l’età anagrafica, come sempre, è importante cogliere le competenze di nostro figlio/a.

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Risparmiare consente di capire che i soldi sono uno strumento

Desideri e scelte: educare alla consapevolezza

I bambini sono costantemente esposti a stimoli: pubblicità, vetrine, compagni di scuola. Il desiderio è naturale e non va demonizzato. Insegnare a risparmiare significa anche insegnare a distinguere tra desideri momentanei e desideri più profondi.

Quando un bambino chiede qualcosa, invece di rispondere subito con un o un no, è utile aprire un dialogo: “Quanto lo desideri davvero?”, “Saresti disposto a risparmiare per averlo?”. Questo approccio trasforma la richiesta in un’occasione educativa che aiuta il bambino a riflettere.

Imparare a scegliere significa anche imparare a rinunciare ed un bambino che impara a gestire i desideri diventa un adulto più consapevole e meno impulsivo.

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Capire cos’è il risparmio attraverso il gioco dei piccoli

Il ruolo di noi genitori

Come abbiamo scritto in precedenza, noi genitori insegniamo a risparmiare, anche senza accorgercene, attraverso le piccole commissioni e scelte quotidiane. I bambini osservano come gestiamo il denaro, come parliamo di spese e risparmi. Raccontare ai nostri figli perché si è scelto di risparmiare per qualcosa di più “grande”, spiegare che anche gli adulti fanno delle rinunce, condividere piccoli obiettivi familiari, sono gesti potenti. Il risparmio diventa così un valore condiviso e compreso, non una regola imposta.

Il risparmio va vissuto come un gioco quando si è bambini in modo che ci si approcci in modo naturale, e senza tabù oggi, per poterne diventare consapevoli domani.

In Danimarca l’educazione finanziaria è materia di studio nelle scuole per ragazzi/ 13 ai 15 anniIn quanto si è capito che una solida conoscenza di questo argomento influenza nel lungo termine il sistema economico nazionale. Del resto, il suo sistema educativo vanta un tasso di alfabetizzazione finanziaria del 71%, contro quello globale del33%. Tra le tante materie da aggiungere nel nostro sistema scolastico, anche questa dovrebbe essere presa in considerazione. Più cresciamo bambini e bambine consapevoli e meglio sarà per il futuro del nostro Paese, quando il risparmio non sarà più un gioco da ragazzi!