Sono i figli o i nipoti spesso a prendere in mano il telefono, aprire la fotocamera e registrare un video da caricare su TikTok per promuovere l’attività di famiglia. È una strategia di marketing artigianale, dove non vengono studiati grandi dettagli, ma con un obiettivo chiaro: dare visibilità agli sforzi della propria famiglia.
Indice
TikTok per le piccole attività: usare i social per farsi conoscere
Ci sono storie che meritano di essere raccontate, ma che a volte non ricevono il giusto ascolto. TikTok è un social che permette di raggiungere un pubblico davvero ampio: solo in Italia gli utenti iscritti sono 23,9 milioni, secondo i dati comunicati dalla sala stampa di TikTok. Tra gli utenti, molti sono della Generazione Z. Il loro obiettivo? Far conoscere l’attività di famiglia.
I social, così, fanno da agenzia pubblicitaria “artigianale”. Abbiamo le capacità per girare un bel video: facciamo doomscrolling tutto il giorno, conosciamo perfettamente le inquadrature da fare e la musica giusta da inserire. Si tratta di visibilità gratuita e, ovviamente, di uno storytelling familiare: quando ai video ci pensano i figli o i nipoti, la narrativa diventa più intima, poiché conoscendo la storia da vicino si sa su cosa puntare i riflettori.
TikTok è uno strumento concreto che, oltre che dare visibilità, può anche spingere a cambiamenti che mantengano le attività al passo con i tempi, allargando quindi la clientela.
Perché stiamo riscoprendo i negozi di quartiere?
L’e-commerce ci ha salvate davvero tante volte. Quando siamo nel bel mezzo di un mental breakdown, un ordine sul sito di Zara sembra d’obbligo per tirarci su di morale. Se dobbiamo partire per le vacanze, iniziamo a programmare l’ordine di Shein e i suoi tempi di consegna almeno un mese prima. Per non parlare degli accessori: ora è comune comprare borse e gioielli dagli small business online, poiché offrono i prodotti a prezzi davvero competitivi.
I negozi di quartiere trasudano tradizione, semplicità e autenticità. Sono tre sostantivi in netto contrasto con la nostra storia da nativi digitali. Il nostro interesse verso le attività a conduzione familiare nasce dalla ricerca di valori con cui noi siamo cresciuti solo fino a un certo momento. Non è nostalgia, quanto più il mantenere viva una parte di noi che abbiamo conosciuto solo nell’infanzia.
I piccoli negozi sono realtà indipendenti che sembrano sospese nel tempo e lontane dall’iperconnessione e dai social, con una forte storia da raccontare. Ci piace comprare nei negozi di famiglia o promuoverli perché ne vediamo il potenziale, essendo noi i primi consumatori.
Quando la tradizione diventa virale
Sembrano esserci tre componenti fondamentali per tenere il pubblico attaccato allo schermo: carisma, tenerezza e una canzone adatta alla storia che si vuole raccontare. Con l’occhio giusto, i commercianti possono trasformare il proprio “dietro le quinte” in un contenuto per TikTok, per farsi conoscere e per mostrare il duro lavoro che spesso i clienti non vedono.
È diventato virale il profilo della merceria di Bologna di Franca Tartarini: proprio nella bio del profilo si specifica che la parte social è gestita dal nipote. Una storia del passato che si unisce alle capacità tecnologiche del presente. Nei video viene mostrata l’attività della nonna, i prodotti che vende, come i bottoni, oppure vengono raccontati alcuni dei tanti viaggi nella memoria che fanno parte della storia del negozio. Pochi video, ma che hanno saputo raggiungere e conquistare un ampio pubblico. Infatti, il profilo conta poco più di mezzo milione di like.
Il lato umano che viene mostrato nei video è ciò che appassiona noi, il pubblico. Sono spesso storie di sacrifici e di rinunce, ma anche di tanta tenacia. Avere una propria attività non è mai stato scontato, sono storie che affascinano perché parlano di realtà che oggi risultano diverse dalle prospettive che abbiamo noi.

Il negozio di famiglia diventa un fenomeno social
Se i video creati per pubblicizzare un’attività vanno virali, beh, bisogna prepararsi ad essere un possibile fenomeno social. I commenti, le condivisioni e i like possono creare, negli utenti, il sentimento di far parte di una community.
Andare a vedere con i propri occhi il contenuto che ci siamo sempre limitati a vedere nella nostra For You Page, può diventare un obiettivo per molti fan. Gli utenti vengono a conoscenza del piccolo negozio dai social, e vederlo dal vivo costituisce un’esperienza.
È un po’ la stessa situazione che succede con i prodotti: se ne diventa virale uno, tutti corrono a comprarlo. Diventa famoso un negozio, perché non andare a farci un salto? Ciò non fa altro che accrescere la fama della piccola attività.
È chiaro che TikTok non è la soluzione definitiva per far conoscere la propria attività, ma è interessante come, grazie agli strumenti di oggi, il passato non venga cancellato ma anzi, ricordato a gran voce.
I social come alleati dei negozi di famiglia
L’alleanza tra la nostra generazione e quelle precedenti non è così improbabile. I social non contribuiscono solo ad accrescere la fama di un negozio a conduzione familiare, ma ci aiutano anche a scoprire vecchi mestieri e attività che rischiavano di svanire.
È come dare un nuovo look al negozio: i trend, le musiche e le inquadrature tipiche dei video virali su TikTok si uniscono per proporre una parte di passato, creando un bel pot-pourri.
Gli aesthetic vintage ci hanno sempre attirate: avere la possibilità di raccontare o vedere storie di successo di adulti o anziani, non può che essere un privilegio per noi. La storia del negozio non inizia certo con i social, però può vivere una nuova e viralissima fioritura.
Ed è proprio questo il bello di TikTok: riuscire a far dialogare generazioni apparentemente lontane. Un telefono in mano ai nipoti, una storia raccontata dai nonni e un negozio che torna a essere visto da migliaia di persone. Non serve trasformarsi in un grande brand per trovare il proprio pubblico: a volte basta raccontare ciò che già esiste, con autenticità e un po’ di creatività. E così, tra un trend e un video improvvisato, una tradizione di famiglia può trovare nuovi clienti, nuove generazioni e, soprattutto, un