Mariano Barbacid, chi è l’oncologo che avrebbe trovato una cura per il tumore al pancreas

Una carriera superlativa, tra premi, scoperte e numerose pubblicazioni: l'ultima potrebbe però consegnarlo alla storia

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Luca Incoronato

Giornalista

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La notizia giunta dalla Spagna ha fatto il giro d’Europa. I titoli di giornali sono un po’ sensazionalisti, al solito, e così si può leggere di “cura per il cancro al pancreas”. La realtà è però più sfaccettata. In effetti, però, è stata riaccesa la speranza relativa a uno dei tumori più aggressivi e difficili da trattare.

Tutto merito del biochimico molecolare di fama internazionale, Mariano Barbacid. Ha infatti annunciato i risultati promettenti di una nuova strategia terapeutica applicata contro il cancro al pancreas. Per ora si resta in ambito sperimentale ma, di fatto, potremmo aver assistito a una svolta importante per la ricerca oncologica.

Chi è Mariano Barbacid

Di colpo il nome di Mariano Barbacid è divenuto celebre anche al di fuori del mondo clinico. Classe 1949, l’esperto biochimico molecolare è nato a Madrid e ricoprire l’incarico di direttore del gruppo di Oncologia sperimentale presso il Centro Nacional de Investigaciones Oncologicas (CNIO).

È proprio qui che il suo team ha condotto uno studio sui modelli murini, che ha poi mostrato l’eliminazione delle cellule tumorali nel caso dell’adenocarcinoma duttale pancreatico (Pdac).

Il nome di Barbacid non è nuovo alla storia della ricerca sul cancro, tutt’altro. La sua fama inftti lo precede, potendo vantare una carriera magistrale oltreoceano e non solo, dopo la laurea in Chimica presso l’Universidad Complutense di Madrid e il master di specializzazione negli Stati Uniti.

Sappiamo di lui che è stato ricercatore presso l’MD Anderson Cancer Center di Houston, ad esempio. Ha ricoperto questo ruolo fino al 1998 e in seguito è stato direttore del National Cancer Institute nel Maryland.

Nel 1982 il mondo aveva parlato di lui grazie a una delle scoperte più importanti dell’oncologia moderna: l’isolamento del primo oncogene umano e l’identificazione della prima mutazione associata allo sviluppo del cancro nell’uomo.

A lui dobbiamo anche l’isolamento dell’oncogene TRK da un carcinoma del colon. Nel 1998 ha fatto poi ritorno in Spagna, fondando il CNIO, che dirige. In meno di 10 anni lo ha trasformato in uno dei principali centri di ricerca oncologica su scala globale.

Premi e riconoscimenti

Una carriera tanto prestigiosa non poteva che essere costellata di riconoscimenti. Ha infatti ricevuto lauree honoris causa da diverse università spagnole, così come premi scientifici di rilievo internazionale, tra cui:

  • Distinguished Young Scientist Award;
  • King Juan Carlos I Science Award;
  • Charles Rodolphe Brupbacher Award.

È inoltre uno dei pochi scienziati europei ad aver ottenuto due Advanced Grant dal Consiglio Europeo della Ricerca, nel 2009 e nel 2015. Nel 2020 gli è stata poi conferita la Medaglia Echegaray, il più alto riconoscimento scientifico assegnato dalla Royal Academy of Exact, Physical and Natural Sciences.

Ad oggi è autore di 311 pubblicazioni scientifiche, anche se l’ultima in ordine cronologico potrebbe essere la sua più importante in assoluto.

Una nuova speranza contro il cancro al pancreas

I risultati annunciati da Barbacid riguardano una terapia combinata che, nei test di laboratorio, avrebbe portato a una risposta completa e duratura. È stata evidenziata una riduzione significativa degli effetti collaterali. Quest’ultimo rappresenta un elemento cruciale in un ambito in cui i trattamenti sono spesso estremamente invasivi per i pazienti.

“Per la prima volta abbiamo ottenuto una risposta completa, duratura e a bassa tossicità contro il cancro al pancreas in modelli sperimentali”, ha spiegato il ricercatore. Parole che hanno fatto rapidamente il giro della comunità scientifica internazionale, alimentando entusiasmo ma anche la necessaria prudenza.

Si tratta infatti di risultati preliminari, che dovranno essere confermati da ulteriori studi e, soprattutto, da sperimentazioni cliniche sull’uomo.