Con il suo inconfondibile aspetto, a metà tra il fiabesco e il bizzarro, la Befana è amata da sempre, sebbene abbia l’ingrato compito di portarsi via le feste natalizie. Ma dove abita davvero questa signora dall’aria stralunata che ogni 6 gennaio vola sui tetti con la sua scopa carica di doni (e carbone, per i più birichini)? E soprattutto, come riconoscerla se dovessimo incontrarla per strada?
Un’anziana signora dall’aspetto indimenticabile
Non è difficile riconoscere la Befana: basta cercare un’anziana donna avvolta in un gonnellone scuro e logoro, con un grembiule dotato di tasche profonde dove nasconde dolciumi e sorprese. Il suo abbigliamento è completato da uno scialle consunto sulle spalle e un fazzoletto o cappello che le copre il capo, mentre ai piedi indossa ciabatte sfondate o scarpe rattoppate, spesso impreziosite da toppe variopinte che raccontano anni di camminate.
Il viso è segnato dal tempo: un naso adunco, una gobba accennata e rughe che parlano di saggezza antica. Ma non fatevi ingannare dall’aspetto austero. Dietro quell’aria da strega bonaria si nasconde un cuore generoso, pronto a riempire le calze dei bambini con dolci e caramelle. E naturalmente, immancabile compagna di viaggio, c’è la sua scopa: un mezzo di trasporto che è anche simbolo di purificazione e rinnovamento, pronta a spazzare via la polvere dell’anno vecchio per fare spazio al nuovo.
Dove si trova la casa della Befana
Se volete incontrare la Befana di persona, dovete salire fino a Pegnana, un minuscolo borgo frazione del Comune di Barga incastonato tra i boschi della Garfagnana, in provincia di Lucca. Ed è proprio qui, immersa in un bosco di castagni secolari, sorge la sua abitazione ufficiale: una dimora rustica che profuma di vita contadina e tradizioni che hanno le loro radici nei secoli passati.
La casa, aperta ogni domenica ai visitatori curiosi, è un piccolo museo vivente della cultura rurale: troverete utensili di campagna appesi alle pareti, un letto con trapunte ricamate a mano e un cesto particolare dove i bambini lasciano i loro ciucci, quasi fossero offerte votive a questa nonna magica. Per raggiungerla, si parte da Barga, attraversando la frazione di Renaio lungo una strada panoramica che regala scorci mozzafiato sulle Alpi Apuane, fino a un sentiero ben segnalato che conduce alla meta. Chi ha passeggini o carrozzine può optare per una stradina sterrata che arriva quasi fino all’ingresso.
Il rifugio marchigiano nel cuore di Urbania
Ma la Befana ha scelto anche un secondo indirizzo: Urbania, grazioso comune delle Marche che dal 2016 ospita la Festa Nazionale della Befana. Nel centro storico è stata allestita una casa scenografica, frutto della creatività dello scenografo Egidio Spugnini e di artisti locali, visitabile attraverso un percorso di un quarto d’ora che accoglie piccoli gruppi di massimo cinque persone alla volta. L’ingresso costa appena un euro (gratuito per i bimbi sotto i tre anni), un prezzo simbolico per vivere la magia di questa tradizione che unisce folklore, valorizzazione territoriale e voglia di tramandare storie antiche.
Due case, due regioni ma un’unica missione: tenere vivo il ricordo di questa vecchia signora che, con le sue scarpe bucate e il cuore colmo di dolcezza, continua a chiudere le feste con un sorriso.