Alluminio, cuocere gli alimenti può essere pericoloso

Il Ministero della Salute lo conferma: cuocere il cibo nell'alluminio può essere rischioso. Bastano, però, piccoli accorgimenti per evitare il pericolo

Cuocere gli alimenti nell’alluminio comporta dei rischi. A confermarlo è il Ministero della Salute che, per diffondere l’informazione, ha lanciato una campagna in cui vengono spiegati i corretti metodi di utilizzo in cucina di questo materiale e quali sono i pericoli derivanti da un uso scorretto.

La campagna informativa del Ministero della Salute arriva dopo la denuncia portata avanti da Striscia la Notizia che, già due anni fa, aveva affermato la pericolosità dell’utilizzo dell’alluminio in cucina. Una conferma importante che cambierà le abitudini culinarie di moltissime persone. Questo materiale, infatti, viene largamente utilizzato per la realizzazione di contenitori, vaschette, pentole, caffettiere e recipienti che vengono a contatto con il cibo.

I soggetti più a rischio sono soprattutto le persone con problemi renali, gli anziani, i bambini al di sotto dei tre anni e le donne in gravidanza. Al contrario, per gli individui sani il pericolo è ridotto, poiché riescono ad eliminare rapidamente le sostanze prodotte dall’alluminio entrato in contatto con il cibo. Non c’è, in ogni caso, motivo di allarmarsi. Solo un utilizzo scorretto può arrecare, nel tempo, danni alla salute. Per evitare la contaminazione bastano pochi e semplici accorgimenti.

Stando alle linee guida diffuse dal Ministero della Salute, occorre sempre verificare che l’alluminio che vogliamo utilizzare sia idoneo al contatto con gli alimenti. Troviamo l’informazione sull’etichetta delle confezioni che contengono i recipienti, dove sono presenti anche le istruzioni per l’utilizzo. Assolutamente da evitare il riutilizzo delle confezioni monouso.

Prima di utilizzare un recipiente è bene considerare l’acidità o la sapidità dell’alimento che vogliamo conservare. Il Ministero della Salute sconsiglia di utilizzare l’alluminio per cibi fortemente acidi o salati (p.e. il succo di limone, la salsa di pomodoro, gli alimenti conservati sotto sale e l’aceto). Occorre, inoltre, ridurre i tempi di conservazione: il cibo può restare in un contenitore di alluminio meno di 24 ore. Può superare questo limite solo ad una temperatura di refrigerazione o congelamento o se si tratta di alimenti solidi secchi, come la pasta, il pane e il caffè.

Una particolare attenzione va riservata alle padelle e alle pentole di alluminio che, durante la cottura, non devono essere graffiate con posate e altri utensili da cucina. Nella fase di pulizia è inoltre sconsigliato utilizzare prodotti abrasivi. Basta, quindi, cambiare le proprie abitudini e adottare importanti accorgimenti per evitare il rischio di contaminazione degli alimenti legato all’utilizzo dell’alluminio in cucina.

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