Gelsomino nudiflorum, come coltivare e quando fiorisce la pianta dell’inverno

Coltivare il gelsomino nudiflorum non è difficile: è una pianta bellissima (anche se non profumata) che accende il giardino in inverno

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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Quando fuori tutto si ferma e il grigio sembra l’unico colore rimasto, il Jasminum nudiflorum o gelsomino nudiflorum cambia tutto. Il giardino invernale diventa un tripudio di colore con il gelsomino d’inverno, o di San Giuseppe: una pianta che non aspetta la primavera ma la anticipa, riempiendo i rami di un giallo dorato che non ha paura delle temperature sotto lo zero. A differenza del classico gelsomino bianco, la sua bellezza è fatta di contrasti tra il verde scuro del legno e l’oro dei petali. Una pianta rustica, resiliente e versatile, che chiede pochissimo in cambio di uno spettacolo che inizia quando tutte le altre fioriture sono solo un ricordo.

Cos’è il gelsomino nudiflorum e quali sono le caratteristiche

Il Jasminum nudiflorum è un arbusto a foglie caduche originario della Cina, ma ormai lo troviamo anche nei nostri giardini. La sua struttura è particolare: un intreccio fitto di rami sottili e rigidi, di un verde scuro che resta tale anche in pieno inverno. Ha un portamento che possiamo definire flessuoso. Pur non avendo viticci o ventose, si comporta come un rampicante se decidiamo di guidarlo su un supporto, altrimenti ricade con eleganza creando cascate dorate.

Le foglie sono lucide, piccole, divise in tre foglioline, ma la magia è nel suo nome: “nudiflorum”. Significa che i fiori spuntano sui rami completamente nudi, prima ancora che compaiano le foglie (piccola curiosità: la pianta non profuma). Questo crea un effetto scenografico difficile da dimenticare: macchie gialle che sembrano incastonate tra i rami. Può crescere fino a due o tre metri, espandendosi con vigore se trova lo spazio giusto. Abbiamo detto che è versatile, ed è davvero così: possiamo realizzare una siepe fiorita, ricadente da un muro o tappezzante per coprire scarpate difficili.

Come coltivare il gelsomino nudiflorum

Essendo una pianta rustica, si adatta persino alle situazioni che metterebbero in crisi specie ben più delicate. Non serve essere esperti per farlo crescere bene: sfida il gelo senza risentirne troppo, crescendo bene sia in piena terra che nei grandi vasi sul terrazzo.

L’importante è dargli lo spazio necessario per le sue radici, che sono piuttosto vigorose. Se lo mettiamo in giardino, diventerà un punto di riferimento visivo per tutto l’inverno. Se invece preferiamo il balcone, basta un contenitore ampio e profondo per vederlo ricadere con grazia verso il basso, rendendo le nostre ringhiere un po’ meno anonime proprio nei mesi più bui.

Posizione

Dove posizionarlo? Il sole è il suo migliore alleato per una fioritura abbondante. L’esposizione ideale è a sud o a ovest. In zone luminose i rami si riempiono di boccioli con una generosità incredibile. Tollera la mezz’ombra, certo, ma dobbiamo sapere che in quel caso i fiori saranno meno numerosi.

C’è poi la questione del vento da non sottovalutare. Regge il freddo fino a -10 °C, ma i venti gelidi e violenti della tramontana possono rovinare i fiori appena aperti. Meglio scegliere una zona riparata, magari a ridosso di un muro. È una delle poche piante che possiamo mettere anche contro una parete rivolta a nord: sopravvive bene, fiorisce un po’ meno, ma dà comunque quel tocco di verde dove altre specie si arrenderebbero subito.

Irrigazione

L’acqua va gestita seguendo il ritmo delle stagioni, senza esagerare. In primavera e estate, quando il caldo si fa sentire, le irrigazioni devono essere regolari. Il terreno non deve restare asciutto troppo a lungo: la siccità estiva prolungata può portare al denudamento dei rami, togliendo vigore alla pianta.

In inverno cambiamo direzione. Le innaffiature diventano scarse o nulle se le piogge fanno il loro dovere. Se lo coltiviamo in vaso, la regola è ferrea: bagniamo solo quando il terriccio è completamente asciutto anche in profondità. Il ristagno idrico è il principale nemico, perché purtroppo fa marcire le radici in tempi brevissimi. Dobbiamo osservare la terra, toccarla. Se la sentiamo abbastanza umida, meglio rimandare l’appuntamento con l’annaffiatoio.

Concime e terreno

Per quanto riguarda il terreno, non ha grandi pretese. Accetta anche i suoli argillosi, purché profondi. Il drenaggio però è fondamentale: un terreno che trattiene troppa acqua è l’unica cosa che il gelsomino proprio non sopporta.

Per il nutrimento, interveniamo alla fine di ottobre. Un apporto di concime organico, come il letame in pellet, dà la spinta necessaria per affrontare la fioritura invernale. Possiamo ripetere ad aprile, soprattutto per le piante più giovani. In vaso, meglio un concime liquido specifico per piante da fiore, ogni quindici giorni da marzo a ottobre, così da mantenere i rami verdi e pronti per la sfida dell’anno successivo.

Quando potare il gelsomino nudiflorum

La potatura è un passaggio necessario, ma attenzione al momento giusto. Mai tagliare prima della fioritura, altrimenti eliminiamo i boccioli. L’intervento va fatto a maggio o giugno, subito dopo che i fiori sono caduti, perché questo è il momento in cui la pianta si prepara a produrre la nuova vegetazione.

Dobbiamo togliere i rami secchi e quelli danneggiati dal freddo, oltre ad accorciare quelli più vecchi per dare una forma ordinata. Se lo lasciamo fare, il gelsomino crea un groviglio disordinato. Un taglio sapiente stimola la nascita di getti nuovi: saranno proprio quelli che il prossimo inverno si copriranno di giallo. Fiorisce sui rami dell’anno precedente, quindi la potatura di fine primavera è tra i metodi migliori per prenderci cura della pianta.

Quando fiorisce il gelsomino nudiflorum

A Natale, ma solo nelle zone dove il clima è più mite, è persino possibile vederlo già fiorire: i primi “puntini dorati” annunciano il loro arrivo. Nelle zone più fredde lo spettacolo avviene tra gennaio e febbraio, protraendosi fino a marzo.

Vedere questi fiorellini imbutiformi di un paio di centimetri apparire sui rami nudi è uno spettacolo: è la pianta che anticipa la primavera e ci ricorda che la vita non si ferma mai del tutto, nemmeno sotto la neve. Possiamo abbinarlo alla Clematis montana o ai narcisi per creare bordure spettacolari, ma soprattutto per non avere mai un giardino spento, nemmeno nel cuore dell’inverno.