Diritto alla riparazione, di cosa si tratta e come cambiano le norme europee

Aggiustare un elettrodomestico o uno smartphone sta per diventare più semplice e conveniente: cosa prevedono le regole europee e cosa cambia

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Paola Landriani

Lifestyle Editor

Content e lifestyle editor, copywriter e traduttrice, innamorata delle storie: le legge, le scrive, le cerca. Parla di diversità, inclusione e di ciò che amano le nuove generazioni.

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Succede a tutti: la lavatrice si ferma a due anni e mezzo dall’acquisto, il tecnico fa un preventivo che sfiora il prezzo di una nuova e la scelta sembra obbligata.

L’Unione Europea vuole cambiare questa abitudine attraverso il cosiddetto diritto alla riparazione, la direttiva 2024/1799 che punta a rendere la riparazione un apparecchio un’opzione più efficace, con costi e tempi chiari. In Italia la direttiva passa da un decreto che modifica il Codice del consumo: nel caso di guasti ai nostri elettrodomestici conviene quindi sapere cosa prevede.

Cos’è il diritto alla riparazione e quali prodotti riguarda

Per diritto alla riparazione si intende l’insieme di regole che permettono a chi compra un prodotto di farlo riparare a condizioni ragionevoli, anche dopo la scadenza della garanzia, rivolgendosi al produttore o a un riparatore indipendente.

Un diritto che torna utile anche per evitare sprechi, perché permette di non buttare prima del tempo beni ancora riparabili che diventerebbero immediatamente rifiuti.

La direttiva vale per le categorie di beni per cui l’Unione ha già stabilito requisiti di riparabilità, tra cui lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, televisori, smartphone e tablet, con una lista che conta di essere progressivamente ampliata.

Cosa cambia dopo la scadenza della garanzia

Finiti i due anni di garanzia legale, per i prodotti coperti dalle nuove regole, il produttore dovrà riparare su richiesta, se l’intervento è tecnicamente possibile, gratuitamente oppure a un prezzo ragionevole e in tempi adeguati. Attenzione a un dettaglio: ragionevole non vuol dire gratis, quindi ricambi e manodopera restano a carico nostro, ma il solo costo dei pezzi non basta al produttore per tirarsi indietro.

I riparatori potranno inoltre consegnarci un modulo europeo con prezzo, tempi previsti e natura del guasto, senza costi salvo l’eventuale diagnosi.

Se invece il guasto si presenta quando la garanzia è ancora attiva e scegliamo la riparazione al posto della sostituzione, la responsabilità del venditore si allunga di dodici mesi. Escono rafforzati anche i laboratori indipendenti, che possono usare ricambi compatibili o di seconda mano senza ostacoli da parte dei produttori, purché rispettino i requisiti di sicurezza e la proprietà intellettuale.

Smartphone e tablet: ricambi e aggiornamenti garantiti

Per i telefoni le tutele sono già in vigore, ma valgono per i modelli immessi sul mercato dal 20 giugno 2025. Il regolamento europeo sull’ecodesign impone ai produttori di garantire i ricambi critici per almeno sette anni dalla fine della vendita del modello, e gli aggiornamenti del sistema operativo per almeno cinque anni dalla fine della commercializzazione.

La batteria deve mantenere l’80% della capacità dopo 800 cicli di ricarica. Sull’etichetta compare anche una classe di riparabilità da A a E, che conviene leggere prima dell’acquisto, accanto a memoria e fotocamera.

Cosa succede in Italia

L’Italia recepisce la direttiva legata al diritto alla riparazione con un decreto legislativo che modifica il Codice del consumo, che non era però ancora pronto entro la scadenza europea del 31 luglio 2026.

Il Consiglio dei ministri lo ha approvato in via definitiva il 16 settembre 2026. Per sapere da quando le nuove regole valgono per i contratti che stipuliamo, conviene verificare la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. Entro luglio 2027 arriverà anche la piattaforma europea per trovare i riparatori.

Cosa fare (e cosa evitare) quando qualcosa si rompe

Prima di acquistare un elettrodomestico, vale sempre la pena controllare l’indice di riparabilità, il prezzo dei ricambi e per quanti anni sono garantiti gli aggiornamenti. Quando l’apparecchio si guasta, chiediamo un preventivo scritto con costi e tempi e confrontiamolo con quello di un laboratorio indipendente, senza fermarci alla prima cifra. Se siamo ancora in garanzia, ricordiamoci che scegliere la riparazione allunga la copertura di un anno.

L’errore più frequente è buttare subito ciò che si potrebbe sistemare, per abitudine o per fretta. Se l’intervento non è davvero possibile, l’apparecchio va portato in un centro di raccolta dei RAEE, i rifiuti elettrici ed elettronici, dove i materiali vengono recuperati, e non nel cassonetto dell’indifferenziata.