Lavatrice, cosa fare prima di partire per risparmiare energia ed evitare muffe

La lavatrice e le vacanze, un connubio spesso poco gestibile: ma con qualche accorgimento possiamo evitare sprechi energetici e proliferazioni batteriche.

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Mirangela Cappello

Design e Lifestyle Editor

Web content editor e copywriter SEO oriented. Scrivo di moda, design, health & wellness dal 2012.

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Le ferie, che bella invenzione. Però, tra valigie, passaporto e guide turistiche da consultare per rendere indimenticabili le vacanze, non dobbiamo scordare la cura della casa. E non parliamo solo di chiudere finestre e tapparelle per una questione di sicurezza.

C’è infatti una routine che riguarda gli elettrodomestici, soprattutto la nostra cara lavatrice, che va trattata con tutti i riguardi del caso per evitare brutte sorprese al ritorno. Dopo giorni o settimane di inattività, infatti, l’umidità residua all’interno del cestello e delle guarnizioni può favorire la formazione di muffe, cattivi odori e proliferazione batterica.

E allo stesso tempo, lasciare l’apparecchio collegato senza motivo alla rete elettrica significa continuare ad assorbire una piccola quantità di energia in standby, seppur contenuta. Ma bastano pochi minuti per evitare inconvenienti e mantenere l’efficienza alta.

Le operazioni da programmare riguardano l’igiene, la sicurezza domestica e il risparmio energetico. Si tratta di semplici accorgimenti suggeriti dagli stessi produttori di elettrodomestici e in linea con le raccomandazioni diffuse dagli enti specializzati, che aiutano a preservare la durata della lavatrice e a limitare gli sprechi.

Lavatrice e consumi nascosti: cosa suggerisce l’ENEA prima di partire

Uno dei dubbi che riguarda la gestione della lavatrice in periodo di vacanze ha a che fare con la spina. Va staccata o si può lasciare inserita? La risposta, nella maggior parte dei casi, propende verso la prima soluzione, ossia toglierla dall’alloggio.

Se la lavatrice rimane inattiva per vari giorni, scollegarla dalla presa elettrica permette di eliminare il consumo in standby e rappresenta anche una misura prudenziale durante le assenze prolungate.

Il consiglio arriva dall’ENEA, l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie e lo sviluppo economico sostenibile. L’ente sottolinea che, nel lungo periodo, questo comportamento può contribuire in modo significativo al risparmio energetico domestico.

Di fatti, se anche il consumo della singola lavatrice in standby è di solito modesto, sommato agli altri dispositivi della casa può incidere sulla bolletta.

Non dovremmo specificarlo, ma lo diciamo a scanso di equivoci: prima di scollegarla è sempre opportuno verificare che l’ultimo programma di lavaggio sia terminato e che non vi siano cicli programmati o funzioni smart che richiedano l’alimentazione elettrica.

Come evitare muffe e batteri nella lavatrice durante le vacanze

Prima della partenza vale la pena dedicare qualche minuto a una rapida manutenzione ordinaria del mezzo. Non occorrono detergenti specifici, ma è necessario dedicarsi ad una pulizia accurata delle zone dove l’acqua tende a ristagnare.

Le parti da controllare sono soprattutto:

  • la guarnizione dell’oblò, eliminando eventuali residui di acqua, capelli o fibre tessili;
  • il cassetto del detersivo, da risciacquare e asciugare;
  • il cestello, che dovrebbe risultare asciutto prima della chiusura parziale dello sportello;
  • il filtro della pompa, se previsto dal programma di manutenzione indicato dal costruttore.

Se l’ultimo lavaggio risale a vari giorni prima della nostra partenza per le vacanze può essere utile effettuare un ciclo di lavaggio a vuoto ad alta temperatura o il programma dedicato alla pulizia del cestello, se il macchinario lo prevede.

In questo modo si riduce la presenza di residui di detersivo, biofilm, muffa e altri microrganismi che potrebbero svilupparsi durante il periodo di inattività della lavatrice.

Oblò della lavatrice: mai chiuderlo

Un errore comune nella gestione dell’elettrodomestico consiste nel chiudere del tutto lo sportello subito dopo l’ultimo lavaggio. In realtà, proprio l’umidità intrappolata nel cestello crea l’ambiente ideale per la proliferazione di muffe, lieviti e batteri.

Per questo motivo è consigliabile lasciare la porta socchiusa e non sigillata durante tutto il periodo di assenza. In questo modo l’aria continua a circolare, favorendo l’evaporazione dell’umidità residua e limitando la formazione dei tipici cattivi odori che spesso si avvertono al ritorno.

Se abbiamo un macchinario moderno, è possibile che le cerniere e i sistemi di chiusura siano già predisposti per evitare di richiudersi senza fare pressione. Si tratta di una soluzione pensata per migliorare la ventilazione interna dell’elettrodomestico, evitando residui umidi.

Ma nel caso avessimo in casa un macchinario più datato, il consiglio è di trovare un modo per evitare la chiusura accidentale. Un esempio è di mettere una molletta che faccia spessore tra lo sportello e la guarnizione,  in modo da lasciare sempre uno spiraglio.

Lavatrice e vacanze: le buone regole di cura prima di partire

Se prevediamo di rimanere fuori casa per una o due settimane, il rubinetto dell’acqua della lavatrice andrebbe chiuso. È un’operazione che riduce il rischio di perdite accidentali dovute al deterioramento dei tubi o a eventuali guasti improvvisi.

Si tratta di una semplice precauzione che spesso i tecnici consigliano insieme alla chiusura dell’acqua generale dell’abitazione durante le assenze prolungate. Un principio che rientra nelle indicazioni dedicate alla gestione degli impianti domestici nei periodi di inutilizzo.

Quando fare l’ultimo lavaggio

Se le vacanze sono alle porte, agire d’anticipo sui lavaggi dei capi è l’ideale per salvaguardare la salute della lavatrice. In poche parole, la strategia è di organizzare i bucati qualche giorno prima della partenza, evitando di ridurci all’ultimo minuto.

In questo modo il cestello avrà il tempo necessario per asciugarsi e si potranno eliminare eventuali gocce rimaste nella guarnizione. Per limitare anche i consumi energetici, il suggerimento è di continuare ad adottare le buone pratiche valide tutto l’anno:

  • adoperare la lavatrice a pieno carico, senza sovraccaricare il cestello;
  • preferire programmi Eco quando compatibili con il tipo di bucato;
  • lavare, quando possibile, a temperature comprese fra 30 e 40 °C, sufficienti per la maggior parte dei capi;
  • evitare cicli troppo lunghi o a temperature elevate quando non necessari.

E a proposito di temperature, va ricordato che parte dell’energia consumata dalla lavatrice serve a riscaldare l’acqua. Se optiamo per cicli adeguati al livello di sporco potremo contenere i consumi senza compromettere l’efficacia del lavaggio.

Cosa controllare al rientro dalle vacanze

Una volta tornati a casa, prima di avviare un nuovo bucato conviene verificare lo stato dell’elettrodomestico. Se l’oblò è rimasto socchiuso e la pulizia è stata eseguita in modo corretto prima della partenza, non dovremmo sentire cattivi odori.

Se invece percepissimo comunque un leggero sentore di umidità, dovremo eseguire un ciclo di manutenzione a vuoto seguendo le indicazioni del produttore. In questo modo igienizzeremo in modo ottimale il cestello prima di lavare abiti, lenzuola o asciugamani.

Non è sbagliato anche controllare che il tubo di carico e quello di scarico non presentino piegature o perdite o altri segni di deterioramento. È un check che dovremmo effettuare a cadenza regolare, ma soprattutto dopo un lungo periodo di inutilizzo.

Con pochi gesti preventivi la lavatrice potrà riprendere a funzionare nelle migliori condizioni, evitando interventi di pulizia più impegnativi e mantenendo elevate le prestazioni di lavaggio anche dopo le vacanze.