La Reggia di Versailles, simbolo del potere monarchico francese e soprattutto del regno di Luigi XIV, è uno dei palazzi più regali del mondo. Con una superficie di quasi 64mila metri quadri, è l’emblema di quell’Ancien Régime pre rivoluzione, di cui parlano i libri di storia.
Ad oggi, la bella Versailles è un gioiello monumentale che chiama ogni anno a raccolta turisti da ogni angolo del globo. Da una parte affascinati dalla storia celata nelle oltre 2300 stanze del palazzo, dall’altra conquistati dal giardino di 815 ettari che circonda la struttura.
A Versailles va infatti dedicata almeno mezza giornata per gustare ogni passo fatto tra la reggia, il parco con le sue fontane e il Trianon, le tenute di Maria Antonietta. La visita completa è infatti una gioia per gli occhi e lo spirito e promette di non lasciare delusi gli ospiti.
Ma cosa sapere di questo piccolo mondo incastonato nell’omonima cittadina a pochi passi da Parigi? E come prepararsi se c’è in programma un giro nei regni del Re Sole, tra ricchezza, intrighi di corte, vita politica e mondana della Francia del 1600 e 1700?
Indice
Cosa c’è da sapere sulla Reggia di Versailles

La Reggia di Versailles, o Palazzo di Versailles, nacque per volere di Luigi XIV di Borbone, come residenza di diletto. Il Re Sole desiderava infatti un luogo dove ricrearsi, che fosse lontano dalla vita caotica parigina, ma soprattutto dai suoi cittadini “difficili”.
Il Re Sole optò per una zona a circa 20 chilometri a Ovest dalla capitale, dove già era presente un padiglione di caccia di Luigi XIII. I lavori iniziarono nel 1661 sotto la direzione dell’architetto Luis Le Vau, a cui successe Jules Hardouin-Mansart nel 1675.
È a lui che sono attribuite la progettazione della celebre Galleria degli Specchi, ma anche le ali laterali del palazzo e la Cappella Reale. Hanno la sua firma anche il Grand Trianon, l’Orangerie e le Scuderie Reali, che si possono ammirare già all’ingresso della reggia.
Ma questa opera epocale vanta anche due altri nomi autorevoli: il primo è quello di André Le Nôtre, il paesaggista dietro alla progettazione dei giardini di Versailles. Il secondo è Charles Le Brun, a cui si deve l’opulenza barocca della mirabolante decorazione degli interni.
La Reggia di Versailles e le sue stanze

Come accennato, Versailles ospita più di 2300 stanze, nessuna uguale all’altra e tutte concepite per narrare il potere assoluto, la ricchezza e la ricercatezza del Re Sole. Le più famose sono infatti quelle che raccontano eventi storici e culturali, ma anche abitudini e mondanità dell’epoca.
La Galleria degli Specchi
La Galerie des Glaces è il biglietto da visita della personalità eccentrica e narcisistica del Re Sole e ne mostra il carattere fiero e autoreferenziale. La sala è lunga 73 metri e conta la bellezza di 357 specchi, che all’epoca erano considerati un bene di lusso estremo.
Di fatti, nel XVII secolo solo i vetrai di Murano conoscevano il segreto per creare specchi di grandi dimensioni e il loro costo poteva raggiungere quello di una nave da guerra. C’era quindi un autentico monopolio veneziano che caratterizzava questo tipo di commercio.
Per evitare che le ricchezze francesi finissero in Italia, il ministro Jean-Baptiste Colbert, tentò di convincere alcuni artigiani veneziani a lavorare nella nuova Manufacture Royale de Glaces de Miroirs, una fabbrica con sede in Francia, per mantenere tutto nei confini.
Il proposito riuscì, ma non senza conseguenze, visto che Venezia reagì inviando spie e assassini per punire i traditori e salvaguardare il segreto dei vetrai. Ma alla fine i 375 specchi della sala di Versailles riuscirono ad essere prodotti in patria, facendo scacco a Venezia e dimostrando al mondo la superiorità economica e tecnologica francese.
Una notizia storica: sebbene la Galerie des Glaces sia nata con intenti “frivoli”, come sala di passaggio e diletto dei cortigiani, è qui che fu firmata, secoli dopo, la Pace di Versailles del 1919, il celebre trattato che pose fine alla Prima Guerra Mondiale.

La Camera del Re
Si tratta della stanza alloggiata sull’asse centrale est ovest del palazzo, il punto esatto dove sorge il sole. Ma prima di diventare la Chambre du Roi, ossia la camera da letto del re, era il salone del sovrano, che nel 1701 la scelse per essere al centro esatto della sua creazione.
La sua fama è dovuta al rituale del risveglio: solo i nobili appartenenti alla cerchia più ristretta erano invitati ad assistere. Il re apriva gli occhi dinanzi alla sua corte più vicina, separata nello spazio per gradi di priorità, donando a questo rito una forte connotazione politica.
Il letto, ancora oggi, risulta separato dal resto della camera, attraverso una balaustra dorata, un “altare” ritenuto inaccessibile. Solo il monarca poteva concedere il permesso di oltrepassarla e in mancanza di questo, il luogo doveva considerarsi off limits e sacro.
La Camera della Regina
Dopo la camera del re, è la camera della Regina a finire nella lista delle stanze di Versailles più importanti. Lo stile, nel corso degli avvicendamenti delle prime donne di Francia, ha subito una serie di modifiche per adattarsi ai gusti precisi delle varie monarche.
È qui che sono nati 19 “figli di Francia”, secondo il rituale del parto pubblico, dinanzi allo sguardo della corte. Oggi, chi visita Versailles, potrà notare in questa stanza la tipica tappezzeria in seta con motivi floreali e nastri pavone, fedele riproduzione di quella amata e voluta da Maria Antonietta.
Il Salone dell’Occhio di Bue
Uno dei simboli del potere e dell’influenza che il Re aveva sui sudditi è racchiuso nella sua sala di attesa chiamata il Salone dell’Occhio di Bue. Il nome deriva da un finestrone circolare che illumina la stanza, dove i nobili passavano ore in attesa di vedere il sovrano.
C’è chi l’ha definita la stanza dell’ansia, in quanto i cortigiani restavano qui assiepati sperando di poter conferire con il re e chiedere i suoi favori. Ma non era scontato né il fatto di avere udienza, né tantomeno di essere accontentati.
La Cappella Reale
Fu completata nel 1710 e rappresenta l’ultimo grande capolavoro dell’architetto Hardouin-Mansart. L’obiettivo era rappresentare in modo tangibile e materiale il legame che intercorreva tra il Re e Dio, un omaggio visibile sia alla religione sia alla dinastia borbonica.
Ciò che si nota al primo sguardo è che questa struttura rompe l’orizzontalità di Versailles, svettando verso il cielo. Il tetto altissimo, in stile basilica, si nota infatti a distanza. Qui il Re assisteva alle funzioni dalla tribuna al primo piano, mentre la corte era a pianterreno.
In occasione delle festività il sovrano invece scendeva tra i suoi sudditi, un evento raro che lo “avvicinava” alla sua corte. In questa cappella fu celebrato il matrimonio tra il futuro Luigi XVI e Maria Antonietta, gli ultimi reali di Francia.

Come prenotare una visita alla Reggia di Versailles
Per prenotare una visita alla Reggia di Versailles è necessario andare sul sito ufficiale Chateau de Versailles. Qui è possibile scegliere tra varie opzioni di biglietto, che garantiscono un percorso completo a palazzo, giardini e Trianon, o uno più essenziale.
È previsto anche un ingresso gratuito per i minori di 18 anni da ogni parte del mondo e per i cittadini residenti nell’UE sotto i 26 anni. Ma anche se si vuole accedere con il free ticket, la prenotazione della fascia oraria di accesso è obbligatoria.
La visita ha una durata variabile, ma bisogna considerare circa 7 ore per quella completa: il palazzo principale circa 3 ore, 2 per i giardini, altre 2 per il Borgo di Maria Antonietta. Il calcolo stimato garantisce un percorso rilassato, senza fretta e senza perdere nulla.
Ma ricordiamoci di aggiungere anche il tempo di arrivo a destinazione con i mezzi pubblici. Da Parigi, la cittadina di Versailles dista circa 20 chilometri e si può raggiungere in metro, attraverso la Linea Gialla, in treno o in bus.