Vivere bene il 2026, i 10 consigli dell’Istituto Superiore di Sanità

Dal mangiare più lentamente, alla riduzione dell'uso di device, passando per più lettura e movimento fisico: gli esperti dell'Iss indicano come cambiare le proprie abitudini

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

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Vita frenetica, solitudine, ansia sono tra le principali insidie della quotidianità, che minano la serenità e anche la salute. Per questo l’Istituto Superiore di Sanità ha messo a punto 10 consigli, forniti da altrettanti esperti, per affrontare il 2026 in modo più sano. Si tratta di indicazioni che possono permettere di “abbandonare vecchie abitudini” per abbracciarne di nuove, “all’insegna della salute e del benessere, nostro e di tutta la comunità”, come spiega l’ISS.

I 10 consigli per un 2026 più sano

Un’alimentazione più corretta, che passi dall’imparare a mangiare più lentamente, senza tralasciare un ricorso più accorto alla tecnologia – senza bandirla, ma utilizzandola in modo più consapevole – fino ab abitudini “sane”, come leggere di più, possono contribuire a migliorare la qualità della vita e dunque anche la salute. “L’Istituto superiore di sanità è vicino ai cittadini e nasce per tutelare la salute di tutti – sottolinea Rocco Bellantone, presidente dell’Iss – Vi facciamo i nostri auguri per il Nuovo Anno lasciandovi dieci consigli da parte dei nostri esperti per custodire il bene più prezioso, la salute sia fisica che psicologica, e vivere più a lungo e meglio”.

Mangiare più lentamente

“Mangiare con consapevolezza significa prestare attenzione non solo a cosa mangiamo, ma anche a come e perché lo facciamo. Le evidenze scientifiche mostrano che consumare i pasti lentamente e con attenzione migliora la regolazione dell’appetito, mentre mangiare di fretta o in modo distratto porta più facilmente ad assumere calorie oltre il necessario. Un pasto vissuto con calma, inoltre, riduce lo stress fisiologico e favorisce una digestione più efficiente”, consiglia Laura Rossi, del Reparto alimentazione, nutrizione e salute dell’Iss. “In pratica, il primo passo è ritagliarsi un momento davvero dedicato al pasto: sedersi a tavola, limitare distrazioni come TV o smartphone ed evitare, quando possibile, di saltare la pausa pranzo o mangiare alla scrivania”, prosegue l’esperta, che aggiunge: “Infine, mangiare con calma è anche un’occasione di convivialità: condividere il pasto con altre persone, quando possibile, rende più piacevole l’esperienza e rafforza il valore sociale e culturale del cibo. Mangiare consapevolmente non richiede diete rigide, ma un atteggiamento quotidiano che sostiene la salute e la qualità della vita”.

 Controllare le date di scadenza dei medicinali

In questo caso si tratta di una indicazione che riguarda da vicino la medicina: “È buona prassi controllare la data di scadenza di un farmaco prima della sua assunzione. Questa informazione, indicata sulla confezione, è definita dal produttore in base a studi sulla stabilità del medicinale. Entro il periodo di validità, il farmaco conserva le sue proprietà terapeutiche e può essere somministrato in modo sicuro, purché vengano rispettate le istruzioni di conservazione fornite dal produttore”, spiega Giulio Pisani, del Centro nazionale controllo e valutazione dei farmaci dell’Istituto.

La compagnia dei “pet” riduce lo stress

“L’interazione con gli animali da compagnia è parte integrante dell’esistenza umana ed è in grado di influenzare positivamente la nostra vita. Gli animali offrono un supporto emotivo prezioso riducendo lo stress, l’ansia e la sensazione di solitudine. L’interazione con il proprio cane, ad esempio, stimola la produzione di ossitocina, migliorando l’umore e creando un senso di attaccamento. Oltre ai benefici emotivi, gli animali da compagnia incoraggiano uno stile di vita più attivo e le relazioni sociali, promuovendo indirettamente la nostra salute”, ricorda Francesca Cirulli, del Centro di riferimento scienze comportamentali e salute mentale dell’Iss.

Donare il sangue aiuta se stessi e gli altri

I gesti altruistici, ricorda poi l’Iss, aiutano sia chi li effettua che chi li riceve: “Donare il sangue non è solo un gesto dall’alto valore solidaristico, ma è prima di tutto un aiuto concreto per gli oltre 1.700 pazienti che ogni giorno hanno bisogno di una trasfusione. Il sangue trasfuso serve a persone che hanno subito gravi emorragie, a garantire la buona riuscita dei trapianti, a preservare la salute di pazienti affetti da malattie rare, come la talassemia e le emoglobinopatie, e a supportare pazienti affetti da patologie oncoematologiche. Le trasfusioni nel 2024 sono state 2,8 milioni, una ogni 12 secondi – sottolinea Ursula La Rocca, del Centro nazionale sangue, Iss – La donazione di sangue e plasma è un procedimento sicuro e indolore che permette di tenere sotto controllo la propria salute e di contribuire a quella degli altri”.

Un’ora in meno di devices al giorno

La tecnologia è parte della nostra vita quotidiana, ma oggi sappiamo che un uso eccessivo di device e app può favorire comportamenti problematici, ridurre la capacità di concentrazione, alterare il sonno, compromettere le relazioni sociali. Tra i suggerimenti che contribuiscono a un uso consapevole della tecnologia possiamo proporre ‘un’ora in meno al giorno sui dispositivi’, spiega Adele Minutillo, del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Iss. “Questo suggerimento non è una rinuncia, ma un gesto di attenzione alla nostra salute. Ridurre anche solo di un’ora libera risorse attentive, abbassa lo stress legato alle notifiche continue e restituisce tempo di qualità alle relazioni e alle attività significative. Per riuscirci bastano piccole accortezze: disattivare notifiche non necessarie, impostare limiti automatici sulle app più usate, creare un piccolo rituale di disconnessione serale e sostituire il tempo online con attività che generano benessere”.

Più lettura fa bene alla salute

“Leggere fa bene alla salute, non è solo una metafora. Non lo è perché la lettura è davvero una piccola cura quotidiana: leggere allena la mente, riduce lo stress, rafforza la memoria e migliora la capacità di concentrazione. Ma soprattutto nutre l’empatia: entrando nelle storie degli altri, impariamo a riconoscere emozioni, fragilità, punti di vista diversi dai nostri. È un esercizio profondo di umanità. I libri accendono la curiosità, tengono viva la capacità di porre domande, contrastano la superficialità e l’isolamento”, consiglia Antonio Mistretta, del Servizio comunicazione scientifica dell’Istituto Superiore di Sanità.

Aprire le finestre

“L’aria nelle nostre case è spesso più inquinata di quella esterna. In particolare, in occasione delle feste di Natale e di Capodanno le nostre abitazioni vengono decorate con candele, diffusori di fragranze, incensi e olii essenziali, che rendono l’atmosfera accogliente e carica di fascino, ma nascondono rischi per l’aria che respiriamo”, spiega Gaetano Settimo, del Reparto esposizione ai contaminanti dell’aria dell’Iss, che consiglia: “Non fumiamo in casa: gli inquinanti chimici rilasciati dal fumo delle sigarette e dalle e-cig costituiscono un rischio per la salute, soprattutto dei bambini e per chi è già affetto da disturbi respiratori, asma e allergie”.

Più screening preventivi

Anche in questo caso, il suggerimento ha a che fare con la salute in senso stretto: “Può essere che nel 2026 ci recapitino una lettera di convocazione a campagne di screening, di vaccinazione o di invito ad una intervista di sorveglianza con il logo della nostra ASL. Apriamola, leggiamola e rispondiamo alla chiamata: è una grande occasione! Potranno essere magari non comodissimi gli orari che ci vengono proposti, sconosciuti gli indirizzi a cui presentarsi, ma in genere le istruzioni sono chiare”, esorta Giovanni Capelli” del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Iss.

Più movimento fisico

“Andare a piedi o in bicicletta negli spostamenti quotidiani è un buon proposito per il 2026. È un modo efficace per fare esercizio fisico e aiuta a stare meglio – sottolinea Valentina Minardi del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto – Fa bene alla salute perché riduce il rischio cardiovascolare e l’insorgenza del diabete, aiutando il controllo del peso corporeo. I pendolari in bicicletta hanno un rischio inferiore del 46% di sviluppare malattie cardiache, del 45% di sviluppare il cancro e del 30% del rischio di insorgenza di diabete di tipo 2. Il miglioramento è anche per la salute mentale: infatti, camminare e andare in bicicletta aumenta il flusso sanguigno, rilascia endorfine e riduce i livelli generali di stress. Può migliorare l’umore generale e la qualità del sonno, ridurre lo stress, l’ansia e il senso di spossatezza”.

Attenzione alle fake news

“La cosiddetta ‘infodemia’, cioè il proliferare di notizie false o errate, è molto pericolosa. Secondo l’Oms ‘causa confusione e comportamenti che mettono a rischio la salute. Porta a sfiducia nelle autorità sanitarie e mina le risposte di salute pubblica. Può intensificare o allungare le epidemie’. Condividere e diffondere notizie false, quindi, non è una cosa da prendere alla leggera, e al contrario diventare un ‘cacciatore di bufale’ ha un effetto positivo molto grande”, chiarisce Pier David Malloni, dell’Ufficio stampa dell’Iss.