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Se lui non vuole fare progetti, ecco come reagire

Se la relazione appare felice ma il partner evita di parlare di futuro insieme, dovremmo chiederci se entrambi desideriamo le stesse cose: ecco come capire cosa significa il suo atteggiamento e come “regolarsi” di conseguenza

Marina Mannino

Giornalista esperta di Lifestyle

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Il mio ragazzo è fantastico ma non vuole fare progetti, non parla di vivere insieme, né di sposarci. Se glielo chiedo io mi asseconda ma poi lascia cadere il discorso: perché? Devo continuare a fare la fidanzata a vita?

Greta

Non è raro vivere una relazione piena di affetto, complicità e presenza quotidiana e trovarsi poi davanti a un muro quando si parla di futuro. Non è un muro fatto di rifiuti espliciti, ma di silenzi, cambi di discorso, frasi sospese, sorrisetti evasivi. E questo può far male, perché quando si ama qualcuno si vorrebbe che i sogni fossero simili. Così ci si sente confuse e ferite, convinte che ci sia qualcosa che non vada nella relazione o, peggio, in sé stesse.

Mancanza d’amore o paura di legarsi

Dobbiamo considerare che l’assenza di progetti non coincide automaticamente con l’assenza di sentimenti. Alcune persone vivono l’amore nel presente con grande intensità, ma si bloccano quando devono immaginare un impegno “per sempre”, o almeno “per molto tempo”.

Le ragioni sono diverse: esperienze familiari difficili, relazioni passate finite male, paura di perdere la propria libertà o un modo diverso di pensare il domani. Per alcuni il presente è un luogo sicuro, mentre il domani evoca responsabilità, cambiamenti e paure. Non progettare può essere un modo per proteggersi dall’ansia, non necessariamente un segnale di disinteresse.

Molti altri, invece, sono condizionati dalla vita precaria, incerta e inaffidabile: dipendere ancora dai genitori, non avere un lavoro stabile e continuativo, non poter contare su una retribuzione regolare, sono circostanze che non favoriscono la possibilità di pensare a un futuro in due.

Pressioni sociali e disagio personale

A livello personale, è importante riconoscere quanto ci condizionino le pressioni esterne. Il nostro ambito sociale e culturale ci trasmette le tappe “ideali” per ogni fase della vita, compresa quella sentimentale. E se non vengono rispettate ci si sente in difetto, in ritardo, un po’ diverse. “Ma quando ti fidanzi? Quando ti sposi? Ancora stai con i tuoi?”, ci chiedono amici e parenti: anche se il tono è scherzoso, il disagio è tanto.

E il fastidio peggiora se entra in gioco il confronto: “Perché la mia amica già vive col suo ragazzo? Perché le mie colleghe della mia età sono tutte sposate e qualcuna ha anche figli?”. Così si finisce però in una trappola senza via d’uscita, perché si rischia di perdere di vista se stesse e il diritto di costruire la propria felicità in base alle nostre esigenze e caratteristiche.

Il diritto alle proprie priorità

Teniamo bene in mente che ognuno di noi ha diritto al proprio ritmo e alle proprie priorità. Vale per noi e anche per il partner “sfuggente”: forse sta attraversando un momento professionale impegnativo e sente di non poter affrontare ulteriori cambiamenti. Oppure ha obiettivi personali che vuole raggiungere prima di sentirsi pronto per il passo successivo.

Ma se si sta insieme lealmente e ci si ama sul serio, è lecito (e doveroso) fare chiarezza sulle reciproche aspettative e i rispettivi desideri.

Il momento della verità

Quindi, proprio per il bene della nostra felicità, è necessario parlarsi, dirsi tutto, rivelarsi le paure e le incertezze, i progetti e le intenzioni. Se ci sono perplessità, imbarazzi, remore da superare è necessario per la coppia confrontarsi sull’idea del proprio futuro insieme. Solo così capiremo dove sta andando la nostra storia, malgrado si rischi anche di scoprire qualcosa che può non piacerci affatto: ma forse è il momento di conoscere la verità.

Se lui ha bisogno di tempo, possiamo trovarne uno comune, con intelligenza e rispetto. Se invece il suo “Non lo so” si rivela un “Non voglio”, allora abbiamo il diritto di scegliere una strada che ci permetta di costruire la vita che vogliamo. Qualunque sia la risposta del nostro partner, ricordiamoci che i nostri desideri non sono un peso, non vanno in secondo piano, non sono meno importanti. Sono la nostra bussola, che ci indica cosa vogliamo davvero.

Le parole sono importanti: come usarle

Per parlarsi è fondamentale trovare lo spazio e il tempo adeguato. Cerchiamo di affrontare questo confronto in un momento tranquillo. Non lanciamo accuse né facciamo ultimatum: stiamo facendo uno scambio di idee, non un combattimento. Usiamo l’”io” invece del “tu”: “Io ho bisogno di fare chiarezza sul nostro futuro” funziona meglio di “Tu non vuoi impegnarti”.

I messaggi in prima persona (“Io credo”, “Io penso”) esprimono sentimenti e bisogni personali senza accusare, evitando di innescare l’atteggimento difensivo nell’interlocutore, a differenza del “Tu” (come “Tu mi fai arrabbiare”), che lancia la colpa, genera conflittualità e impedisce l’efficacia della comunicazione – anche tra due persone che si amano.

Cosa dire, cosa chiedersi

Chiediamo al nostro partner di spiegarci quali siano le sue paure, i suoi dubbi, i suoi desideri. Ascoltiamo con attenzione, senza interromperlo, contraddirlo o cercare subito di convincerlo. Non è un atteggiamento di subalternità ma di rispetto e considerazione, che vorremo avere anche noi quando esponiamo le nostre idee: tutti hanno bisogno di sentirsi compresi e non giudicati prima di potersi aprire completamente.

È importante anche fare chiarezza dentro di noi. Quanto è fondamentale per noi fare questi passi? Siamo disposte ad aspettare, e se sì, per quanto tempo? Ci va di adattare i nostri desideri e progetti alla visione che il nostro partner ha di noi due? Ricordiamo che alcune persone sono soddisfatte di vivere relazioni senza formalizzazioni, altre hanno bisogno di concretezza. Ed entrambe le posizioni sono legittime.

Decidiamo per il nostro bene

Eppure l’amore non basta da solo. Una relazione sana richiede anche condivisione dei desideri e della visione del futuro. Se dopo un dialogo sincero capiamo che le nostre strade sono davvero differenti, non consideriamolo un fallimento, ma un atto di onestà verso entrambi. Può far male, ma staremmo peggio negando l’evidenza: per il nostro benessere mentale e emotivo, non dovremmo mai forzarci ad accettare una relazione sbilanciata in cui i nostri progetti di vita insieme si spengono di fronte all’atteggiamento evasivo e distante del partner. Che, diciamolo, potrebbe solo essere non abbastanza innamorato per mettere in gioco la sua vita per noi.

Nel frattempo, non perdiamo mai di vista noi stesse, i nostri interessi, le nostre amicizie. La felicità e l’equilibrio personali non possono dipendere da una decisione che tarda ad arrivare o dall’accettazione a malincuore di scelte altrui che non ci corrispondono.

Volere un futuro condiviso è un atto di coraggio, fiducia e amore verso noi stesse e la relazione che stiamo vivendo. Dunque, pensiamoci bene: meritiamo qualcuno che quel futuro voglia costruirlo insieme a noi, con gentilezza e rispetto.