#SegretiDelCuore

Vorrei aiutare la mia amica che soffre per amore

La nostra best friend è stata lasciata dal suo ragazzo e sta malissimo: bisogna aiutarla a risalire la china per ritrovare il sorriso. Una "mission impossible"? No, basta andare per gradi (e volersi bene)

Marina Mannino

Giornalista e Blogger

La mia migliore amica è stata lasciata dal suo ragazzo dopo un anno e mezzo di fidanzamento, perché lui ha perso la testa per un’altra. I primi giorni lei ha tenuto botta ma ora sta malissimo, è chiusa in casa e piange tutte le lacrime che ha. Io vorrei aiutarla, mi dispiace vederla così: era una ragazza divertente, allegra, piena di interessi e ora è uno straccio, si addossa la colpa della fine ma spera ancora di recuperare il suo ex. Come posso farla tornare la persona meravigliosa che era prima?

Keiko

Essere lasciate è un evento molto doloroso: si rimane spiazzate, incredule, ferite. E se a vivere l’abbandono è la nostra best friend noi percepiamo, per empatia, il suo grande dispiacere. Spesso chi viene lasciata non riesce subito a reagire in maniera sana e viene travolta da un mix di tristezza, delusione, solitudine e rabbia. All’improvviso la persona abbandonata sente di non valere niente per l’ex e neanche per sé stessa, una povera sciocca fallita che aveva dedicato amore e fiducia e colui che s’è innamorato di un’altra.

La situazione è piuttosto complessa ma, come dice una vecchissima canzone di Venditti: “Ci vorrebbe un amico per poterti dimenticare, per poter dimenticare tutto il male”. E quindi eccoci qui, le amiche che aiutano a dimenticare il male, solidali, comprensive, rassicuranti. Ma dobbiamo sapere come fare.

1) Offrirle l’ascolto (con discrezione)

La disponibilità all’ascolto è basilare nel rapporto di amicizia e ancora di più lo è quando un’amica sta male. Facciamole sentire che ci siamo, anche solo con un mini-vocale per dirle “Come va?”. Ma non forziamola a parlare, soffocandola con mille domande o assillandola con lunghi discorsi dei quali a lei non importa niente. Se le va di sfogarsi, accogliamola con un abbraccio e un pezzetto di cioccolata. Dobbiamo rispettare i suoi tempi “emotivi”: di sicuro le fa piacere poter contare su di noi, ma consideriamo che lei sta affrontando il suo personalissimo dolore (e frustrazione, umiliazione, sdegno, collera, smarrimento) con cui deve fare i conti da sola.

2) Misurare (bene) le parole

Anche se ce le abbiamo sulla punta della lingua, ricacciamo indietro frasi come “Te l’avevo detto che finiva male”, “Uno così meglio perderlo che trovarlo”, “Era un idiota, ne trovi altri cento meglio di lui” o peggio ancora “Certo che pure tu ci hai messo del tuo”, “Lo sapevano tutti che gli piaceva quella lì”. Teniamo per noi i giudizi taglienti e i luoghi comuni che peseranno sulla nostra amica. E poi evitiamo di fare le maestrine spara-consigli ma mettiamoci dalla sua parte senza condizioni, come vorremmo che qualcuno facesse con noi se fossimo in una situazione simile.

3) Proporre (senza insistere)

Cerchiamo di sviare i suoi pensieri negativi occupando la sua mente con qualcosa di piacevole: possiamo prospettarle una gita fuori porta, un nuovo film da gustarsi al cinema, una pizza nel ristorantino appena aperto o anche una serata di binge watching di una serie horror. La parola d’ordine è leggerezza, che non vuol dire superficialità. Senza sottovalutare la sua situazione, offriamole solo un momento di break, un aperitivo in tutta tranquillità, un giretto nel centro commerciale. Ma evitiamo di trascinare a forza la nostra amica da qualche parte se a lei non va.

4) Valorizzarla (con affetto)

Sentirsi apprezzati e stimati è un vero booster per l’anima. A maggior ragione per la nostra amica giù di morale, che in questo frangente si sente sbagliata e perdente: facciamole notare quanto sia forte malgrado tutto, diciamole che anche se ha buttato nel cestino make up e piastra è comunque la ragazza carina di sempre, confessiamole che sebbene stia passando un periodo difficile, è sempre la migliore BFF per parlare, ridere, confessare un segreto oppure stare in silenzio a guardare un fiume che scorre. Con sincerità, affetto e complicità.

5) Convincerla a non seguire i social (per un po’)

Per fare qualcosa di concreto, osiamo una mission che richiede grande capacità di persuasione e polso fermo. Consiste nel suggerire all’amica lasciata di non seguire più il suo ex sui social, altrimenti continuerà a farsi del male guardando le foto e i video di lui con la nuova lei, sorridenti e appiccicati, con contorno di commenti zeppi di cuoricini degli amici. Se riesce a mollare la presa social per qualche giorno ne avrà solo benefici. Inoltre, non avrà la tentazione di scrivere commenti velenosi contro di lui o stalkerizzarlo di post. E invece… no social, no pain!

6) Accompagnarla fuori dal tunnel

Ci vuole tempo per rinascere da una delusione d’amore. Non mettiamo premura all’amica in crisi pressandola a cercarsi un nuovo ragazzo o dicendole che deve smetterla di stare da sola. A parte che non c’è nulla di male a godersi un po’ di solitudine per guardare meglio in se stesse, facciamole notare che nessuna di noi si definisce in base al fatto che abbia un uomo accanto. Single non vuol dire sfigata, ma beata! Cerchiamo in lei un sorriso e quando finalmente ce ne farà uno, capiremo che piano piano sta uscendo dal tunnel in cui si era persa.

7) Mettere un (gentile) limite

Per il nostro bene e per il suo, cerchiamo di dare un limite al tempo che dedichiamo alla nostra amica. Ovvero non rinunciamo alla nostra relazione, agli impegni, agli appuntamenti che abbiamo. Senza essere scortesi, possiamo rimandare un incontro o una telefonata con lei, scusandoci perché abbiamo da fare. Questo non significa essere meno amiche, ma solo avere a cuore la qualità del tempo da passare insieme.

E la scienza dice che…

  • Uno studio dell’UCLA (Università della California e Los Angeles) ha rilevato che le donne sono geneticamente predisposte per fare amicizia e accudire le persone nei momenti di sconforto, mentre gli uomini hanno più probabilità di reagire con la fuga.
  • Uno studio dell’Albert Einstein College of Medicine di New York ha evidenziato che, nelle persone lasciate, le aree del cervello coinvolte sono quelle legate al dolore fisico e allo stress nonché quelle deputate al desiderio, ma anche le stesse che si attivano quando un tossicodipendente entra in crisi d’astinenza.
  • Uno studio pubblicato sulla rivista americana Review of General Psychology  afferma l’esistenza di una zona nel cervello che ci aiuta a reagire per uscire dai momenti bui, come quando finisce un amore: è proprio quest’area che ci predispone, col tempo, ad aprirci a un nuovo partner.