Negli ultimi decenni il rapporto tra le persone e gli animali domestici è profondamente cambiato, in meglio. Il cane e il gatto non sono più considerati semplici animali da compagnia, ma veri e propri membri della famiglia. Non sono più mezzi da lavoro, da guardia o naturali deterrenti per topi e insetti vari: vengono considerati alla stessa stregua dei figli e ci si prende cura di loro di conseguenza.
Questo legame affettivo ha portato a una crescente attenzione verso il loro benessere e, quindi, a un aumento significativo delle spese sostenute dalle famiglie italiane. È in questo contesto che si inserisce la cosiddetta pet economy, un settore in forte espansione che riflette nuovi stili di vita e priorità di consumo.
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Lo studio della Lav sulla convivenza con cani e gatti
Secondo i dati più recenti presentati della Lav, la Lega anti vivisezione, che ha ripreso la survey di Eurobarometro del 2023, circa il 42% degli italiani vive almeno con un animale domestico, dimostrando di stare all’interno di una percentuale in linea con la media europea.
La presenza di cani e gatti è diffusa trasversalmente tra le diverse classi sociali, anche se risulta leggermente meno comune tra gli anziani, spesso a causa delle difficoltà legate alla gestione quotidiana. Tuttavia, proprio queste fasce di popolazione possono trarre grandi benefici psicologici dalla compagnia di un animale. Basti pensare come gli etologi abbiano dimostrato quanto stare con loro permetta di combattere la solitudine.
Ma quanto costa davvero mantenere un cane o un gatto in Italia? Le cifre variano in base a diversi fattori, tra cui le dimensioni dell’animale, lo stato di salute in cui si trova e lo stile di vita che gli garantisce il proprietario. Tuttavia, è possibile delineare una stima media abbastanza attendibile.
Tutti i dati su quanto costa accudire un animale domestico
Nel 2023, la spesa mediana annua per famiglia con animali domestici è stata pari a circa 630 euro. Questo dato nasconde però forti differenze: il 20% delle famiglie con la spesa più bassa si ferma intorno ai 170 euro annui, mentre il 20% con i livelli più elevati arriva a circa 1.200 euro all’anno.
Queste cifre comprendono principalmente l’alimentazione, le cure veterinarie di base e i prodotti essenziali. Tutti elementi che concorrono ad allungare l’aspettativa di vita di coloro che fanno parte della famiglia come veri e propri membri.
L’alimentazione prima di tutto
La dieta rappresenta una delle voci di spesa più importanti. Curarla nei minimi dettagli – in base a età, salute e predisposizioni fisiche – fa sì che il cane o il gatto possano vivere più a lungo. I proprietari tendono sempre più a scegliere prodotti specifici e di qualità, spesso più costosi rispetto al passato.
Tuttavia, in presenza di difficoltà economiche, alcune famiglie optano per soluzioni alternative, come l’utilizzo di cibo non specifico o avanzi domestici. Questo comportamento evidenzia come la domanda dei prodotti per animali sia relativamente rigida per i beni essenziali, ma più sensibile al reddito per quelli non indispensabili.
Veterinario, visite, emergenze e accessori
Le spese veterinarie costituiscono un altro capitolo rilevante. Vaccinazioni, visite periodiche e trattamenti antiparassitari sono costi difficilmente comprimibili, proprio perché legati alla salute dell’animale. A questi si possono aggiungere eventuali costi straordinari, come interventi chirurgici o cure specialistiche, che possono incidere in modo significativo sul bilancio familiare.
Negli ultimi anni, inoltre, si è assistito a un fenomeno definito “pet inflation”, ovvero l’aumento dei prezzi dei beni e servizi legati agli animali domestici. Tra il 2022 e il 2023, questa dinamica è stata particolarmente evidente, contribuendo a far crescere il valore complessivo del mercato.
Nonostante ciò, in Italia la capacità delle famiglie di sostenere queste spese – la cosiddetta “pet affordability” – è rimasta sostanzialmente stabile, a differenza di quanto osservato in altri Paesi europei come Germania e Spagna.
Guinzagli, lettiere, giochi, toelettatura e pensioni per animali rappresentano una quota variabile, ma crescente, della spesa. Negli ultimi anni si è diffusa anche l’offerta di servizi avanzati, come educatori cinofili e assicurazioni sanitarie per animali. A tal proposito, vale la pena segnalare il fatto che sempre più proprietari decidono di portare con sé cani e gatti quando vanno in vacanza.

Gli effetti della pandemia sulla pet economy
Un altro elemento chiave è rappresentato dall’evoluzione recente dei consumi. Dopo il 2019, e in particolare durante la pandemia, si è registrata una vera e propria accelerazione della spesa per animali domestici. L’aumento del tempo trascorso in casa e il bisogno di compagnia hanno spinto molte persone ad adottare un animale, rafforzando ulteriormente il settore della pet economy.
Nel complesso, la spesa in Italia è passata da circa 4 miliardi di euro nella seconda metà dello scorso decennio a quasi 7 miliardi nel 2023. Si tratta di una crescita significativa, che testimonia non solo l’aumento del numero di animali domestici, ma anche una maggiore disponibilità a investire nel loro benessere.
Questo trend è confermato anche da analisi Istat e rapporti di settore, che evidenziano una crescita costante. Le difficoltà nella gestione della diffusione del Covid ha infatti rappresentato un punto di svolta, incrementando il numero di cani e gatti che sono entrati a far parte delle famiglie italiane.
Va inoltre considerato il valore non economico di questa relazione. Numerosi studi dimostrano che vivere con un animale domestico può migliorare il benessere psicologico, ridurre lo stress e favorire la socialità, soprattutto per categorie più vulnerabili come anziani, single e adolescenti.
In un Paese come l’Italia, caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione e da un aumento dei nuclei familiari unipersonali, questo aspetto assume un’importanza crescente. Basti pensare al valore della pet therapy nelle corsie degli ospedali, nelle case di riposo e ovunque si trovi un anziano che necessita di essere accudito non solo fisicamente, ma soprattutto psicologicamente.
Avere un cane o un gatto in Italia comporta un impegno economico non trascurabile, ma sempre più spesso è considerato un investimento affettivo oltre che materiale. Le famiglie italiane sono disposte a sostenere costi anche elevati pur di garantire una buona qualità della vita ai propri animali, confermando il ruolo centrale che questi ultimi hanno assunto nella società contemporanea.
Fonti bibliografiche
La convivenza con cani e gatti: il valore sociale ed economico – Lav.it;
Gli animali domestici in Italia, anno 2024 – Istat.it