In viaggio con l’AI, il 59% di noi lo preferisce: la guida per l’itinerario perfetto

Dalle mete al budget: l’AI ci organizza l’itinerario di viaggio perfetto

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Alessia Agosta Del Forte

Lifestyle Editor

Racconta da dentro la Gen Z, cercando di far emergere la voce, i linguaggi e le sensibilità di una generazione che non ha paura di ridefinire le regole.

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Fino a pochi anni fa organizzare una vacanza significava passare ore tra blog, recensioni e comparatori di voli. Oggi basta un prompt su ChatGPT per ottenere in pochi secondi un itinerario completo, personalizzato e pronto da seguire.
Sono la sua velocità e personalizzazione ad aver convinto sempre più di noi a utilizzarla, cambiando per sempre il turismo.

Da Booking all’AI: com’è cambiato il modo di organizzare i viaggi

Immaginarsi in una città estera con le proprie amiche o il proprio partner è bello, organizzare ogni aspetto del viaggio un po’ meno. Si passano le ore su Booking a controllare le recensioni degli alberghi o a monitorare l’andamento dei prezzi dei voli su Ryanair. La scelta di cosa visitare è il vero dilemma: bisogna incastrare le visite al minuto spaccato, per sfruttare appieno il tempo trascorso in viaggio. Insomma, organizzare i viaggi è un’esperienza che può richiedere davvero tanto tempo ed energie.

Ma da quando c’è l’AI, non sembra essere più un problema. La maggior parte di noi sta affidando proprio all’Intelligenza Artificiale l’organizzazione dell’itinerario di viaggio perfetto.
Basta dirle quanti giorni restiamo e qual è il nostro budget, e in una manciata di secondi, ChatGPT ci ha restituito la lista delle principali attrazioni e attività della nostra meta di viaggio.
Dal punto di vista del viaggiatore è una rivoluzione e, soprattutto, un risparmio di tempo ed energie. Cambia così anche il modo in cui cerchiamo informazioni online.
L’AI resta comunque un software, non una persona. I rischi sono che ci consigli solo le attrazioni più famose o che ci suggerisca dati non aggiornati. Inoltre, per quanto specifiche nel prompt possiamo essere, non sarà mai in grado di organizzare il viaggio seguendo le nostre esigenze in maniera impeccabile, proprio perché manca il tocco umano.
Un approccio ibrido, in cui chiediamo all’AI consigli sulla meta che visiteremo, pur organizzando l’itinerario in base ai nostri bisogni, è la scelta migliore se vogliamo un viaggio perfetto.

Perché ci affidiamo sempre di più all’AI

Non è la prima volta che ci rivolgiamo all’Intelligenza Artificiale per qualcosa che dobbiamo fare o sapere. È diventata la Wikipedia a portata di mano per il 59% della nostra generazione, come dimostra GatewAI, la seconda conferenza sull’intelligenza artificiale nel turismo. I suoi punti di forza sono ciò che ci attira di più: l’AI è estremamente personalizzabile, in grado di adattare le sue risposte alle informazioni che le forniamo e spesso dà la sensazione di parlare con una persona reale (anzi, a volte sembrerebbe persino più sveglia di molte persone).

In ambito viaggi, utilizzarla rappresenta un’enorme comodità. La sua versatilità ci permette di fornirle prompt sempre più specifici, in base a come vogliamo trascorrere i nostri giorni fuori casa. Se le comunichiamo il nostro budget, la destinazione e il tempo che trascorreremo via, otterremo consigli sulla base delle informazioni fornite. Avere già in mano un itinerario di viaggio fatto e finito ci può spingere a tenerlo senza apportare modifiche.
L’AI è diventata il nostro travel buddy, la portiamo con noi per chiedere consigli su ristoranti o posti in loco, classificandoli in base ai costi o alla distanza dalla posizione in cui ci troviamo. Infatti, il 60% di noi ha sostituito l’uso di Google Maps con ChatGPT.
Un’efficienza a cui è difficile rinunciare, ma che può avere non poche conseguenze.

AI e viaggi
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Lasciare l’intera organizzazione di un viaggio all’AI ci toglie il piacere di avere tutto sotto controllo: possiamo, però, esprimere le nostre esigenze di viaggio e accettare i consigli che ci fornisce in base a ciò che le abbiamo chiesto

L’AI per un itinerario perfetto sì, ma senza rinunciare alla spontaneità

Affidarsi completamente a ChatGPT per organizzare un viaggio può essere tanto comodo quanto demotivante. Quando si decide di partire verso una meta, il bello del viaggio è forse l’organizzazione che anticipa tutto.
È quando ti trovi sui siti come “10 posti segreti di Ibiza da visitare” o “Le spiagge più belle della Sardegna” che ti senti elettrizzata all’idea che poco dopo il viaggio diventerà realtà.

Tutto questo con l’AI non accade. Ciò che facciamo è scrivere una richiesta il più elaborata possibile e aspettare che ChatGPT faccia il lavoro. Basta anche alle conversazioni con il proprio compagno di viaggio su che tipo di vacanza fare, quali posti visitare e quali, invece, non ci interessano. La spontaneità lascia il posto alla nostra pigrizia e all’efficienza dell’Intelligenza Artificiale.
ChatGPT non è del tutto affidabile. Può capitare che sbagli a consigliare posti ormai chiusi, o non sia aggiornata sugli orari di apertura di certi locali, o suggerisca solo i posti più famosi.

Se nel prompt riusciamo ad essere molto specifiche, l’AI può darci una mano enorme: “Organizzami 4 giorni a Lisbona con 500 euro, una vacanza in cui vedere le principali attrazioni senza dimenticare anche i luoghi più nascosti”. In questo modo, possiamo leggere i consigli di ChatGPT e verificare se nell’itinerario riusciamo a inserirli, alleggerendoci così il lavoro ma senza prendere per oro colato tutto ciò che ci suggerisce.

L’itinerario di viaggio AI perfetto per le nostre vibes

Quando stiamo organizzando un viaggio, ci ritroviamo a scrollare su TikTok alla ricerca dei posti più insoliti di una meta, per visitare qualcosa che non sia solo instagrammabile ma anche bello. Una cosa è certa: le vacanze standardizzate non ci piacciono.

L’AI può aiutarci a trovare la vacanza giusta per noi e le nostre vibes, poiché negli ultimi anni i viaggi sono diventati il riflesso della nostra personalità.
Per chi sogna vacanze in stile film romantico, ChatGPT potrebbe suggerire le classiche caffetterie parigine, nella città dell’amore, oppure le vie acciottolate di Lisbona o Praga.
Se ti senti, invece, in burnout e sovrastimolata dalla quantità di impulsi che riceviamo quotidianamente, potrebbero essere una soluzione i centri benessere o corsi di yoga, ordinati per prezzo e distanza dalla tua città.

Il punto è usare la personalizzazione dell’AI per individuare spunti che potremmo non aver considerato. La rivoluzione non è farle prendere il nostro posto, togliendo spontaneità, ma avere un aiuto che ci possa accompagnare quando ne sentiamo la necessità. Così la domanda da porre a ChatGPT non è più “Cosa devo vedere a Parigi?”, ma “Che vacanza potrei fare se voglio staccare da tutto e ripartire da zero?”.
L’organizzazione del nostro nuovo viaggio partirà così da un consiglio dell’AI, ma verrà tutto verificato online e sistemato in base alla tabella di marcia decisa da noi. Ed ecco il nostro itinerario di viaggio perfetto, insieme all’Intelligenza Artificiale.