L’abbiamo letto e sentito in ogni dove il mito di avere un’amica per sempre, di poter vantare un rapporto duraturo. Ma a volte, durante la vita, capita di perdersi.
Le persone cambiano e con loro anche le amicizie. Quando cresciamo, diventa un impegno a tutti gli effetti mantenere i rapporti vivi.
Indice
Le amicizie d’infanzia e i legami per prossimità
Quando siamo piccole, la maggior parte delle amicizie avviene per prossimità: i nostri compagni di classe, di scuola o che fanno sport con noi diventano anche gli amici con cui passiamo i pomeriggi o i weekend.
Ogni età ha le proprie esperienze, e sono proprio loro a farci maturare e cambiare modo di vedere il mondo.
Un cambio di prospettiva e di vissuto può portare i rapporti a modificarsi o a finire, nei casi in cui le incompatibilità siano troppe.
La verità è che, quando la vita si fa complicata, gli impegni della quotidianità diventano una priorità e i posti frequentati cambiano, mantenere le amicizie è un vero e proprio impegno.
Il rapporto di amicizia viene quindi mantenuto solo se alle spalle c’è una forte intenzione a non spegnere il sentimento che lega le persone.
Quando le amicizie erano per prossimità, era facile mantenerle, poiché ritrovandosi nello stesso luogo si condivideva il tempo trascorso e l’esperienza.
E se maturando si cambiano interessi e prospettive, è difficile restare aggrappati a un’amicizia con una persona con cui, nel momento in cui ci troviamo, non condividiamo più nulla.
Nei luoghi che frequentiamo da adulti, come il lavoro, cambiano le intenzioni con cui si frequentano, e il contesto in cui ci si trova crea legami differenti.
Quando cresciamo, le amicizie cambiano perché maturiamo noi.
Crescere con ritmi diversi
Le esperienze che facciamo durante la vita sono il sale della nostra personalità. Ci permettono di capire meglio il mondo e, perché no, di cambiare prospettiva.
Benché si possano vivere le stesse situazioni, ognuno di noi le interpreta e interiorizza in maniera differente. Ed è proprio in quel punto che le strade di due persone iniziano a dividersi.
Quando cambiano ideali, pensieri e modi di vivere, diventa difficile incastrarsi con chi ha fatto parte della nostra vita fino al momento del cambiamento.
Un esempio banale ma reale potrebbe riguardare la scuola: due amiche nella stessa classe hanno due rendimenti opposti, e una delle due decide di non proseguire con l’università poiché lo studio proprio non fa per lei.
Dal diploma, non sarà strano se l’amicizia dovesse finire, dato che i luoghi frequentati diventeranno diversi. In caso contrario, si tratterà di volontà di mantenere il rapporto saldo.
L’essenza del momento acquisisce un sapore diverso in base a come lo viviamo, perciò non è raro non essere più sulla stessa lunghezza d’onda.
In questo caso, la fine di un’amicizia non avviene dopo una serie di litigi o situazioni spiacevoli, ma perché la modalità con cui si vive la vita non combacia più.

E quando finiscono le amicizie?
Perdere un’amica può essere un duro colpo. Lei non è solo questo, è una confidente, una sorella, una personal shopper (se amate fare shopping), una make-up artist che ti rende bella prima di un appuntamento con il ragazzo che ti piace.
La figura dell’amica è totalizzante, in quanto è un pilastro a tutto tondo nel rapporto.
Che l’amicizia finisca per i litigi o per una diversa crescita, fa comunque male.
Ti è mai capitato di cercare di nuovo la connessione che avevi con la tua amica, in altre persone? La verità è che possiamo trovare di meglio o di peggio, ma come lei mai.
Ogni amicizia è speciale perché seppur trovandosi tutti nello stesso contesto, quindi dove nascono amicizie per prossimità, ognuno di noi è speciale e ci regala la sua personale visione del mondo.
L’unicità di una persona non ferma i rapporti dal finire, poiché non arresta neanche la crescita, ma rende speciale il momento della nostra vita vissuto con lei.
Ci siamo passate tutte almeno una volta e porre fine a tutto ciò, beh, fa mancare la terra sotto i piedi.
Le amicizie in età adulta
Quando cresciamo, i luoghi in cui facciamo amicizia condizionano la nascita dei rapporti.
Certo, anche il posto di lavoro all’apparenza crea legami per prossimità. In realtà, cambiano le intenzioni rispetto ai luoghi che frequentavamo da piccoli.
Al lavoro si tende a tener separato dovere e piacere personale, quindi se nascono amicizie, saranno più fredde e meno coinvolgenti, rispetto alla compagna di banco con cui abbiamo studiato e passato le ore a scuola o all’università.
Inoltre, avremo anche i criteri con cui selezionare le persone con cui costruire un rapporto: mentre a scuola ci si basa principalmente sulla simpatia, al lavoro si guardano anche altri fattori, come il rispetto dei confini che mettiamo e la fiducia.
Cambiano le consapevolezze e si tende a ricercare amicizie con basi solide e di qualità.
Se siamo state abbastanza brave da mantenere i rapporti anche d’infanzia, dovremo anche collaborare con la nostra amica affinché entrambe ci adattiamo alle nuove personalità.
Le nostre nuove priorità vanno rispettate, se alla base di un rapporto, qualsiasi esso sia, manca il rispetto, non farà tanta strada.
Non tutti sono in grado di accettare le nuove versioni di chi hanno avuto accanto fino a quel momento. È normale, va bene, ma a quel punto è bene chiudere il rapporto per lasciare spazio a qualcosa di meglio, per entrambi.
Cambiano le amicizie, cambiamo noi
L’amicizia è uno dei rapporti più belli che possiamo sperimentare durante la nostra vita.
Anche se finisce, il ricordo che lascia inciso nel nostro percorso ha un valore inestimabile.
Crescere cambia le persone. Si modificano i rapporti già esistenti e il modo in cui si creano i nuovi.
Benché la fine di un’amicizia sia dolorosa, dobbiamo accettare che certe amiche potevano essere tali solo nel periodo in cui lo sono state.
Non tutte le amicizie sono per sempre, e non tutte devono esserlo. Sarebbe dannoso mantenere un rapporto che non sta più in piedi, andando a rovinare ciò che di bello c’è stato prima.
Non si tratta di “essere utili” in un particolare momento di vita, ma riconoscersi in un’altra persona, condividere le stesse attività e visioni.
E quando non ci si riconosce più, quando l’altra non ci fa più da specchio, non è sbagliato chiudere il rapporto.