Addio dating app: preferiamo le connessioni nella realtà

Niente più frustrazione da swipe e appuntamenti imbarazzanti da dating app. Oggi cerchiamo dei legami autentici

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Alessia Agosta Del Forte

Lifestyle Editor

Racconta da dentro la Gen Z, cercando di far emergere la voce, i linguaggi e le sensibilità di una generazione che non ha paura di ridefinire le regole.

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Le dating app sono nate per aiutare le persone a trovare la loro anima gemella. Il meccanismo è semplice, ma la malizia dell’umano non si è fermata nemmeno lì.

E siamo stanche di profili falsi o persone che si descrivono in un modo e poi dal vivo sono l’opposto.

Conoscere persone e stabilire connessioni reali può evitarci (a volte) spiacevoli inconvenienti.

Dating app, vi disinstalliamo. Oggi instauriamo connessioni reali

Le applicazioni di dating come Tinder possono rivelarsi un ottimo modo per rimettersi in carreggiata e, perché no, farci passare una serata diversa dal solito.

Finché tutti le utilizzavano come metodo alternativo per conoscere persone senza imbrogli, funzionavano davvero bene. Alla fine, basta essere chiari su ciò che si sta cercando e chi lo sa, l’anima gemella potrebbe essersi appena iscritta.

Purtroppo però, la malizia ha preso il sopravvento, e così sono nati centinaia di profili falsi, persone che utilizzano foto di altri e che intraprendono una conoscenza sparendo poi nel momento dell’appuntamento. Sì perché, se hanno usato la foto di Brad Pitt, chi si presenta? Lui o chi si trova davvero dietro lo schermo?

Per questo motivo siamo tornate a preferire gli incontri dal vivo, quando due persone si trovano nel posto giusto al momento giusto.

Dove l’interesse si manifesta attraverso i piccoli gesti: uno sguardo fugace, una battuta fatta appositamente per “attaccare bottone”.

Le sensazioni dei primi incontri sono lentamente scemate con le dating app, che “preparano” gli incontri attraverso l’algoritmo che propone le persone più affini a te nelle vicinanze.

Il bello e il brutto delle dating app

Le dating app sono state spinte e rifugi per noi. Ci hanno consentito di allargare la cerchia di persone da conoscere e al tempo stesso ci hanno lasciato nel nostro guscio: poca esposizione e massima gratificazione.

Le conversazioni che si intrattengono sulle app sono spesso frivole e leggere, un toccasana per chi vuole conoscere qualcuno senza esporsi emotivamente.

Inoltre, ricevere i like e i messaggi porta a un appagamento immediato da cui risulta difficile staccarsi. Pensiamo alla realtà: quante volte ci capita di ricevere complimenti simultaneamente da più persone?

Sulle dating app abbiamo tutto ciò sotto gli occhi. Ehi, sei apprezzata, ti sta dicendo Tinder.

Lo swipe infinito dà l’idea di avere infinite possibilità e che là fuori ci sia sempre qualcuno pronto per noi.

E in un momento di debolezza, sia esso la fine di una relazione o la voglia di ritrovarsi in coppia, i potenziali infiniti match delle dating app possono essere un’arma a doppio taglio.

Benché, quindi, ci consentano di conoscere potenziali partner senza tutti i preamboli di una conoscenza reale, ci hanno abituate a vivere nell’ombra di noi stesse non riuscendo più ad esprimere i sentimenti che si provano.

Attraversare le prime fasi di una conoscenza, uno scambio di sguardi, qualche battuta per capire se si è sulla stessa lunghezza d’onda, per qualcuno può essere fonte di ansia.

Rifugiarsi nelle dating app corrisponde a un forte senso di protezione.

La “swipe fatigue” delle dating app

La frustrazione che nasce dal continuo “fare swipe” sulle app di dating ci ha portate a rivalutare se il gioco vale la candela.

Il gioco è ripetitivo: fai swipe, metti like a qualcuno di interessante, fate match, conversate, e nella maggior parte dei casi tutto finisce lì.

Nessuno si sta più impegnando a portare avanti conversazioni autentiche proprio perché la swipe fatigue ha disilluso chi cerca amore.

Le chat superficiali portano lentamente a spostare la propria attenzione dalle dating app agli incontri reali: online i messaggi sono spesso fraintendibili, e se già si percepiva poca chimica, è difficile si arrivi all’incontro dal vivo.

Dall’avere poca scelta all’averne troppa: il catalogo di profili è talmente ampio che senza accorgertene passi mezzo pomeriggio a dire “Bello!”, oppure “Nah, non mi convince”. La sensazione di aver sprecato un potenziale match ci fa sentire in difetto, e ciò può essere uno dei motivi per cui, le volte successive, ci fanno intrattenere conversazioni che non ci convincono appieno.

dating app Gen Z
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L’appagamento immediato delle dating app rende difficile staccarsi

Meno performance, più vulnerabilità: perché preferiamo gli incontri dal vivo

Che forse stiamo imparando a superare le nostre paure fregandocene del parere degli altri?

Piuttosto di continuare con conversazioni sterili con profili forse falsi, ci stiamo lentamente ricalibrando sulle conoscenze dal vivo.

E lo conferma anche un sondaggio di Skuola.net, che ci dice che nove ragazzi su dieci hanno trovato l’amore di persona.

Dal vivo, è molto più probabile conoscere qualcuno con i nostri stessi interessi perché ci ritroviamo negli stessi ambienti: amici in comune, scuola, università.

A quel punto, performare risulta superfluo poiché di spunti per iniziare una conversazione ce ne sono parecchi. Dagli stessi interessi, è facile anche che nasca una grande intesa, quasi come se ti riflettessi nell’altro.

Inoltre, le dating app vengono considerate pericolose da quasi uno su tre: effettivamente, se i profili falsi proliferano, non è del tutto impensabile che possa capitare di uscire con qualcuno che non corrisponde alla descrizione e idea che ci siamo fatte.

Le dating app sono da eliminare?

Non proprio. Ci sono casi in cui le app come Tinder & co. possono tornare utili.

Immagina di esserti appena trasferita in una città nuova e di voler conoscere qualcuno, un po’ per iniziare a crearsi un proprio giro di amicizie e un po’ perché la libertà di trovarsi da sola in un posto nuovo spinge a uscire dagli schemi.

Magari non troverai l’amore della tua vita o non ti interessa nemmeno, ma uscire per un aperitivo con qualcuno che ti sembra interessante può essere un primo passo per creare una rete sociale.

Bumble è un’ottima app dove puoi iscriverti scegliendo se cerchi una relazione oppure solo degli amici.

La nuova regola per le dating app: prima usciamo di casa

Se davvero l’opzione è restare intrappolate su un’app che nessuno utilizza a dovere, tanto vale buttarsi e rischiare nella vita.

Lo so, il primo approccio genera sempre un po’ di paura del rifiuto, però guardiamola da un punto di vista filosofico: man mano che sperimentiamo, troveremo il modo giusto di entrare in connessione con chi ci piace in quel momento.

Ciò non equivale a quando si manda a tutti i match lo stesso messaggio sperando che a qualcuno colpiscano i nostri modi, ma capire le persone dal loro linguaggio del corpo, da come parlano, e creare una connessione anche senza precedenti.

Le connessioni nella realtà donano sensazioni e sentimenti che su una dating app sono difficili da trovare.

Non impossibili eh, perciò se ancora sei titubante, continua a crogiolarti nell’appagamento che solo le applicazioni sanno dare. Non tutti sono profili falsi e qualcuno, l’amore, l’ha trovato davvero!