La Germania e i suoi pittoreschi castelli: se dovessimo scrivere un libro sulle destinazioni da cartolina di questa nazione, il titolo sarebbe quello. Ma se i manieri bavaresi sono i grandi protagonisti dei giri turistici più quotati, anche il resto del territorio non delude.
La zona meridionale del paese, il Baden-Württemberg, ospita infatti uno degli esempi più maestosi di architettura neogotica. Già, stiamo parlando del castello di Hohenzollern, che si erge sull’omonimo monte, a 855 metri di altezza, dominando la vallata sottostante.
E se Neuschwanstein spicca per notorietà “cinematografica”, in quanto ha dato spunto a Walt Disney per il logo del suo celebre maniero, Hohenzollern non è da meno. C’è chi dice abbia ispirato il palazzo della Bella Addormentata, ma di sicuro ha lo stile di quello di Frozen.
Le punte azzurre delle sue celebri torri richiamano infatti il castello di ghiaccio di Elsa, diventando così, negli ultimi anni, uno dei monumenti più visitati dagli appassionati. Ma Hohenzollern non è solo questo, anzi, è un luogo pieno di storia dal fascino autentico.
Indice
Dove si trova il castello di Hohenzollern

La zona dove sorge Hohenzollern Castel è tra le città di Hechingen e Bisingen, nel Land di Baden-Württemberg, uno dei sedici stati federati della Germania. Lo Stato, a Est dell’Alto Reno, è uno dei più importanti, terzo sia per estensione chilometrica, sia per popolazione.
Ma Bisingen è una piccola bomboniera di meno di 10mila abitanti, dove il verde non manca e dove la storia della casata degli Hohenzollern è forte. Si tratta della nota dinastia alla base della creazione del Regno di Prussia nel 1700 e dell’Impero Tedesco di fine 1800.
Castello di Hohenzollern, tra storia e architetture

La prima costruzione del Castello Hohenzollern risale all’anno Mille, venendo poi distrutto nel 1400 da attacchi delle città sveve. Ma solo dopo qualche anno si avviò l’edificazione di un secondo maniero, più grande e fortificato, che ospitò l’omonima dinastia per secoli.
Fino alla guerra dei Trent’anni, nella prima metà del 1600, il castello servì infatti come rifugio armato durante i conflitti. Nel 1700 perse, tuttavia, il suo ruolo difensivo e strategico, cadendo in uno stato di abbandono, che portò al crollo di alcuni edifici.
Ad oggi, del periodo medievale, resta solo la cappella, mentre il resto del palazzo fu ricostruito tra il 1846 e il 1867 sotto l’egida del re Federico Guglielmo IV. Lo stile è il neogotico che oggi ammiriamo e lo scopo dell’edificio divenne del tutto rappresentativo.
E sebbene la Germania non sia più una monarchia, il castello ha ancora un suo principe a vegliare sulle sue mura. È un altro Federico di Hohenzollern che lo possiede, ma non lo abita, lasciando invece che il maniero sia una delle attrazioni turistiche del luogo.
L’architettura del maniero neogotico
Come detto, il Castello di Hohenzollern che svetta oggi sulle vallate ai suoi piedi, è quello dallo stile neogotico. Il progetto è dell’architetto Friedrich August Stüler che si ispirò alle strutture gothic revival inglesi e ai castelli della Valle della Loira.
La terza ricostruzione, forse la più scenografica, non ha però visto al suo interno una reale vita di corte. Tra il 1800 e il 1900, infatti, nessuno degli imperatori tedeschi abitò le sue sale. A parte una breve sosta nel 1945 dell’ex principe ereditario Guglielmo, figlio del Kaiser Guglielmo II.
A livello architettonico, come accennato, il castello vanta uno stile neogotico temperato all’inglese, con ispirazioni che richiamano anche le costruzioni francesi rinascimentali. Ma se il progetto d’insieme va fatto risalire a Stüler, altri dettagli hanno firme importanti.
Ad esempio, l’ingresso monumentale è dell’ufficiale ingegnere Moritz Karl Ernst von Prittwitz, considerato il principale progettista di fortificazioni in Prussia. Le sculture che si vedono sopra e dentro il castello sono invece dell’artista Gustav Willgohs.
Come detto, sebbene il maniero continui a mostrare un aspetto difensivo e fortificato, la sua ricostruzione era lontanissima dai fini bellici e l’estetica più gentile lo dimostra. È un omaggio al romanticismo tedesco e alla famiglia reale prussiana, un segno di potere e ricchezza.
In più, dal 1952, grazie al principe Luigi Ferdinando di Prussia, gli interni del castello hanno acquistato prestigio con l’aggiunta di opere d’arte e cimeli storici. Tra i pezzi più importanti non si possono non citare la corona di Guglielmo II e un’uniforme di re Federico il Grande.
Hoenzollern: le sale da visitare

La visita a Brug Hohenzollern, a parte una breve pausa invernale a gennaio e alcune chiusure straordinarie nel corso dell’anno, è sempre possibile. Gli ospiti possono visitare le aree interne e il parco con una guida, che narrerà le bellezze del castello.
Le sale più significative e incluse spesso nei tour guidati sono la Stammbaumsaal, o Sala della Genealogia, dove si può vedere un affresco con l’albero genealogico della dinastia. A seguire la Camera del Tesoro, dove sono conservare la corona reale prussiana, l’uniforme di Federico il Grande e una lettera di George Washington agli Hohenzollern.
Da vedere anche il Salone Blu, ossia la camera della regina, caratterizzata da uno scenografico soffitto a cassettoni dorati e ritratti dei reali prussiani. Da citare anche la Sala dei Conti, o Grafensaal, con volte a crociera, finestre ad arco a sesto acuto, pavimenti lignei.
Un occhio di riguardo merita anche la Biblioteca, spazio privato del re, dove ammirare una serie di affreschi storici. Se vogliamo entrare nello spirito mitologico del luogo, i dipinti alle pareti intrecciano la storia della casata e le più famose leggende medievali.
Come arrivare a Burg Hohenzollern e cosa vedere nei dintorni
Se ci muoviamo in treno, il percorso più semplice è da Stoccarda fino alla città di Hechingen, mentre i turisti sconsigliano gli autobus, che effettuano quella tratta poche volte a settimana. Chi arriva in auto, può lasciarla a pagamento nel parcheggio del castello.
Da qui, con una navetta o una breve passeggiata a piedi, si arriva all’ingresso e si può iniziare la visita. Il consiglio, se la stagione è buona, è di optare per un tour dei dintorni, magari inclusivo della Foresta Nera, per unire storia e natura.
La meta è anche rinomata per chi apprezza il trekking e l’escursionismo, ma anche i piatti tipici del posto. Al Castello si possono trovare i punti ristoro forniti di salsicce, cacciagione e birra, ma nei dintorni non mancano anche trattorie dove fare un tuffo nella cultura gastronomica locale.
Se prevediamo una visita a Burg Hohenzollern in periodo dicembrino, l’atmosfera si tinge di luci e colori da favola. E nei locali del castello fanno la comparsa il vin brulé e menù a tema, per vivere ancora meglio lo spirito del Natale della Germania sud occidentale.