Domenica mattina, a Staten Island, tra più di 50.000 persone in attesa del via ci sarà anche lui. Pantaloncini da corsa, il pettorale appuntato, e accanto la figlia che da due anni gli fa da guida. Dave Obelkevich ha 83 anni e si prepara a tagliare il traguardo della sua cinquantesima maratona di New York. Tra gli oltre 50.000 partecipanti che arrivano da tutto il mondo, quest’anno meno di cento hanno 80 anni o più. Lui è uno di loro, e non ha nessuna intenzione di fermarsi. Questo in barba a chi pensa e dice che a un certo punto bisogna appendere le proprie passioni al chiodo.
La sua storia l’ha raccontata il Washington Post, che lo ha incontrato a pochi giorni dalla gara.
La prima maratona per caso, poi mezzo secolo di traguardi
Tutto è cominciato quasi per sbaglio. La prima volta Dave si è unito a un gruppo di corridori senza sapere che fosse in corso la maratona: ha fatto con loro un giro di sei miglia e si è divertito così tanto da iscriversi l’anno successivo. Prima di correre la sua prima maratona completa, a 31 anni, non aveva mai fatto più di sei miglia di fila.
Da allora ha completato tutte le “edizioni a cinque distretti”, dal 1976 a oggi. Ha saltato due edizioni, nel 2012 e nel 2020, ma solo perché non si sono disputate. In tutto ha corso 115 maratone e più di 200 ultramaratone. Il suo miglior tempo, sempre a New York, resta quello del 1982: 2 ore e 40 minuti. La cosa più curiosa? Per anni non si è nemmeno accorto di detenere il record di partecipazioni consecutive: l’ha scoperto solo nel 2005, quando l’organizzazione lo ha chiamato per congratularsi dei suoi 30 traguardi.

Dopo l’operazione, la maratona con la figlia al fianco
Gli ultimi anni non sono stati semplici. Dave ha corso con una costola rotta dopo una caduta in bici, ha subito un intervento d’urgenza per un aneurisma che metteva a rischio una gamba e ora fa i conti con problemi di equilibrio. Così ha cambiato passo. Oggi percorre il tracciato praticamente camminando, nella categoria degli atleti con disabilità, con la figlia come guida, e si allena con esercizi di fisioterapia e camminate quotidiane. Il tempo si è allungato, ma il senso è rimasto: ogni arrivo, dice, è più dolce.
A casa lo aspetta la moglie, Lyn, 85 anni, che sulla sua passione scherza con affetto: a parte questo, assicura, è un uomo piuttosto normale.
Non è mai finita finché non è finita
Dave ricorda un po’ Lonni Pike, che a 62 anni ha deciso di non nascondersi più e si è data come obiettivo la sua prima corsa da 5 chilometri: non è mai troppo tardi per cominciare né per continuare. “Finché continuo a muovermi, proverò a fare la maratona”, ha raccontato Dave al Washington Post. Domenica sarà ancora lì, un passo dopo l’altro.