Per milioni di spettatori è stato il capitano Jean-Luc Picard, la voce calma al comando dell’Enterprise, e più tardi il professor Charles Xavier degli X-Men. Patrick Stewart è morto mercoledì 28 ottobre nella sua casa di Los Angeles, a 86 anni. L’annuncio è arrivato il giorno dopo, con un messaggio pubblicato sul suo profilo Instagram che parla di un breve e doloroso percorso con l’Alzheimer e la demenza a corpi di Lewy. Accanto a lui, fino all’ultimo, c’era la moglie Sunny Ozell, sposata nel 2013.
Le ultime ore di Patrick Stewart
Nella casa di Los Angeles, negli ultimi giorni, c’era musica dal vivo. Lo ha raccontato Kelly Bush Novak, la portavoce che lo seguiva da anni, descrivendo Patrick Stewart stretto nell’abbraccio della famiglia e degli amici, tra preghiere, lacrime e anche qualche risata, con l’amata moglie Sunny Ozell sempre al suo fianco.

“Annunciamo con profondo dolore la scomparsa di Sir Patrick Stewart, avvenuta ieri nella sua casa di Los Angeles, assistito amorevolmente dalla sua amata moglie Sunny, dopo un breve e doloroso percorso contro il morbo di Alzheimer e la Demenza a Corpi di Lewy. È morto avvolto dal calore dell’affetto di familiari e amici, circondato da musica dal vivo, preghiere, lacrime, risate e quel tipo di profonda emozione che solo lui sapeva ispirare dopo una vita dedicata a tutti noi”.
La famiglia ha scritto che porterà sempre con sé la serenità rimasta sul suo volto, “un ricordo duraturo della sua grazia invincibile”. E al posto dei fiori chiede un gesto per la ricerca e per l’assistenza: le donazioni potranno andare al fondo del centro di ricerca sull’Alzheimer della Johns Hopkins e all’Alzheimer’s Foundation of America, nella sezione dedicata a chi si prende cura dei malati.
Cavaliere, a lungo cancelliere dell’Università di Huddersfield, negli anni aveva sostenuto i diritti umani, le vittime di violenza domestica, i rifugiati e i servizi di salute mentale per i veterani. Gli animali gli stavano particolarmente a cuore, tanto da accogliere in casa cani in affido. E c’erano due passioni da vero ragazzo dello Yorkshire: le corse automobilistiche e l’Huddersfield Town, la squadra di calcio per cui ha tifato tutta la vita.
Un biglietto per Macbeth e 38 anni tra loro: la storia con Sunny Ozell
Al suo fianco, alla fine, c’era lei: Sunny Ozell. Si sono conosciuti nel 2008 a Brooklyn, in un ristorante dove Sunny lavorava come cameriera. Stewart era in città con Macbeth, lo spettacolo era tutto esaurito e lui trovò un “modo da attore” per rivederla: le lasciò il suo numero, promettendole un biglietto. Anni dopo avrebbe ammesso che era stata l’unica volta in vita sua in cui aveva dato il proprio numero a qualcuno dicendo “chiamami, ti trovo un biglietto”.
Quasi quaranta gli anni di differenza; lui era nato nel luglio 1940 a Mirfield, lei a Reno, in Nevada. Sunny è una cantautrice, e ha iniziato a suonare il violino a quattro anni, a tredici aveva già un insegnante di canto lirico, poi ha studiato letteratura inglese all’Università del Colorado, a Boulder, cantando intanto in band blues e soul. Dopo la laurea si è esibita nei club di New York. Il primo album è Take It With Me, il secondo Overnight Lows nel 2020. Il fidanzamento arriva nel marzo 2013, le nozze a settembre. A celebrarle è l’amico di sempre Ian McKellen.