Archiviato il Festival di Sanremo 2026, per Laura Pausini è tempo di voltare pagina. Non con un semplice ritorno, ma con una nuova consapevolezza. Io Canto World Tour 2026/2027 è pronto a partire – prima tappa Pamplona, il 27 marzo – ma, più ancora delle date, a colpire è il racconto intimo che la cantante di Solarolo ha condiviso in un’intervista a El Pais. Un racconto fatto di fragilità, rinascita e libertà ritrovata. Perché dietro il nuovo progetto discografico non c’è solo musica. C’è un cambiamento profondo.
Il periodo buio di Laura Pausini
Non è facile immaginare una star internazionale attraversare un momento di smarrimento. Eppure è proprio ciò che Laura Pausini ha raccontato di recente, tornando con sincerità agli anni della pandemia. Anni difficili per tutti, anche per la cantante italiana più famosa al mondo.
“Ho avuto un crollo personale – ha confessato l’artista al quotidiano spagnolo – Sentivo di aver già fatto tutto, che non ci fosse più nulla oltre. Mi sentivo inutile”.
Una sensazione silenziosa, ma potente, che l’ha portata a chiudersi in se stessa. Non una depressione clinica, ci ha tenuto a precisare, ma “uno stato emotivo molto negativo” che le aveva tolto persino il desiderio di cantare.
A sostenerla, in quel periodo, sono state le persone più vicine: il marito Paolo Carta, la madre e la psicologa. Sono stati loro tre a suggerirle una prospettiva diversa, quasi un invito a riscrivere le regole: concedersi il lusso di fare solo ciò che davvero sente. Un passaggio semplice ma estremamente decisivo.
Da questo periodo così complesso è nato Io Canto 2, a venti anni di distanza dal primo album di cover. Non come risposta al mercato bensì come esigenza personale. “Non l’ho fatto per guadagnare soldi, non ne ho bisogno – ha puntualizzato senza esitazioni la Pasini – L’ho fatto perché ne avevo bisogno io”.
Una dichiarazione che suona quasi rivoluzionaria in un’industria spesso guidata dai numeri. Per Laura, invece, questo album è un modo per proteggersi, per non tornare in quel luogo emotivo in cui si era sentita bloccata.
E c’è un’altra conquista, forse ancora più importante: la libertà. “Adesso ho più coraggio, mi sento più tranquilla e decido io cosa voglio fare. Anche se dovesse andare male, è quello che devo fare”.
Pure la sua etichetta, inizialmente, immaginava per lei una pausa più lunga. Poi ha fatto un passo indietro, lasciandole spazio. Un segnale che racconta quanto oggi la sua carriera sia guidata da un equilibrio nuovo, più personale.
Il tour di Laura Pausini che non sarà solo spettacolo
Il prossimo capitolo di Laura Pausini si scriverà sul palco. Ma qualcosa è cambiato rispetto al passato. Io Canto World Tour 2026/2027 non sarà un semplice concerto, bensì “un’esperienza coinvolgente”.
“Non inizierà quando salirò sul palco ma quando il pubblico entrerà”, ha anticipato Laura. Due ore e mezza di musica pensate come un viaggio, in cui il nuovo repertorio si intreccia con i grandi successi che hanno segnato la sua carriera.
Dopo così tanti anni di duro lavoro Laura Pausini non ha bisogno di dimostrare nulla. Può permettersi di scegliere e di rallentare. Insomma, di ascoltarsi. In un mondo che chiede sempre di più, lei sembra aver trovato il coraggio di fare il contrario: fare solo ciò che serve davvero. Per se stessa prima di tutto.