Giulia Bongiorno, chi è l’avvocata chiamata da Adriano Celentano

Dalle battaglie in Parlamento al ddl stupri fino al caso del presunto figlio del Molleggiato: il ritratto di Giulia Bongiorno, una delle penaliste più influenti d’Italia

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Giorgia Sdei

Giornalista pubblicista, esperta di spettacolo

Laureata in Scienze Filosofiche con master in comunicazione per lo spettacolo è giornalista pubblicista dal 2023. Scrive di tutto quello che passa per uno schermo, grande o piccolo che sia.

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Quando un caso diventa mediatico, serve un nome capace di reggere l’urto di riflettori e opinione pubblica. Non stupisce, quindi, che Adriano Celentano abbia deciso di affidarsi a Giulia Bongiorno per difendersi nella vicenda del presunto figlio. Una scelta che riporta al centro dell’attenzione un’avvocata penalista abituata a muoversi tra dossier delicati, polemiche e processi che fanno discutere.

Chi è Giulia Bongiorno

Palermitana, classe 1966, Giulia Bongiorno è oggi una delle penaliste più riconoscibili in Italia, ma anche una protagonista della vita politica. Senatrice e presidente della Commissione Giustizia al Senato, è spesso al centro del dibattito quando si parla di riforme e diritti.

Negli ultimi mesi il suo nome è stato associato soprattutto al disegno di legge sulla violenza sessuale che ha diviso l’opinione pubblica. Il testo – nel quale sparisce la parola “consenso” – ha sollevato numerose proteste e manifestazioni in diverse città italiane, alimentando un confronto acceso su come definire e dimostrare il reato. Una questione tutt’altro che tecnica, che ha acceso il dibattito anche fuori dalle aule parlamentari e ha trasformato la proposta in uno dei nodi politici più discussi del 2026.

Accanto all’attività istituzionale, resta forte anche l’impegno sul fronte sociale, in particolare nella tutela delle donne vittime di abusi. Un percorso che negli anni ha contribuito a costruire un profilo pubblico complesso, sospeso tra battaglie civili e scelte politiche spesso divisive.

Il caso Celentano e la scelta di Bongiorno

A riportarla nelle cronache di questi giorni è però la decisione di Adriano Celentano di affidarle la propria difesa. Tutto nasce dalle dichiarazioni di Antonio Maria Segatori, che ha sostenuto pubblicamente di essere figlio del cantante, riaprendo una storia che risale agli anni Settanta.

Secondo le ricostruzioni, la questione è arrivata anche in sede civile, con un’iniziativa legale presentata a Milano per ottenere il riconoscimento di paternità. Una mossa che ha spinto Celentano a intervenire direttamente, scegliendo la linea dura.

Il Molleggiato ha commentato la vicenda sui social con il suo stile inconfondibile: “Prima la presunta madre, ora il presunto figlio”, si legge in un post. Poi la decisione di rivolgersi all’avvocata Giulia Bongiorno per proteggersi da nuove esposizioni mediatiche. La scelta non è casuale: quando il terreno diventa scivoloso, il suo nome è spesso tra i primi a emergere.

La carriera tra tribunali e politica: i casi più noti di Bongiorno

La notorietà di Giulia Bongiorno affonda le radici negli anni Novanta, quando entra in uno dei processi più seguiti della storia italiana lavorando alla difesa di Giulio Andreotti. Da lì in avanti costruisce un percorso costellato di procedimenti complessi, spesso sotto i riflettori.

Tra i casi più discussi anche quello legato all’omicidio di Meredith Kercher, che ha contribuito a consolidare la sua immagine di avvocata capace di gestire vicende ad altissima esposizione mediatica. Nel frattempo, la carriera politica ha ampliato il suo raggio d’azione e, dalle aule di tribunale ai palazzi istituzionali, Bongiorno è diventata una figura centrale quando si parla di giustizia in Italia.

Oggi, specialmente a seguito del cosiddetto ddl stupri, l’avvocata penalista continua a dividere sia in ambito politico-sociale che l’opinione pubblica. E a far discutere, tra chi ne apprezza la determinazione e chi ne critica le posizioni.