È morta a 80 anni Barbara Spinelli, giornalista ed ex europarlamentare. Una donna che ha attraversato decenni di storia europea raccontandoli prima attraverso gli articoli e gli editoriali, poi anche dalle istituzioni di Bruxelles. La sua è stata una voce spesso critica, sempre molto attenta alla politica internazionale, alla costruzione dell’Europa e ai suoi cambiamenti.
La notizia della sua morte è arrivata il 7 ottobre 2026, lasciando il mondo del giornalismo e della politica a ricordare una figura che per oltre cinquant’anni ha raccontato il presente con uno sguardo rivolto anche al futuro dell’Europa.
Figlia di Altiero Spinelli, tra i padri del progetto europeo, e di Ursula Hirschmann, Barbara Spinelli è cresciuta in un ambiente in cui la politica e l’idea di un’Europa unita facevano parte della quotidianità. Ma è soprattutto attraverso il giornalismo che ha costruito la propria identità professionale, diventando una firma autorevole prima di scegliere, nel 2014, di entrare direttamente nella politica europea.
Barbara Spinelli, chi era la giornalista
Barbara Spinelli è nata a Roma nel 1946, e si avvicina al giornalismo negli anni ’70. La sua vita professionale si apre quando comincia a scrivere per Il Globo, occupandosi soprattutto di politica internazionale, e guarda presto oltre i confini italiani: tra il 1973 e il 1976 è corrispondente da Bruxelles.
Nel corso degli anni collabora con diverse, importantissime testate italiane. Nel 1976 arriva la Repubblica, dove Spinelli fa parte della squadra che dà vita al nuovo quotidiano di Eugenio Scalfari.
Il suo lavoro la porta anche sulle pagine del Corriere della Sera e de La Stampa. È soprattutto l’Europa, però, a restare al centro del suo sguardo: le istituzioni, la politica dei diversi Paesi, i rapporti internazionali e le trasformazioni che attraversano il continente.
Nel 2010 torna a la Repubblica come editorialista, mentre dal 2016 inizia la collaborazione con Il Fatto Quotidiano, dove continua a intervenire sui principali temi della politica internazionale fino agli ultimi anni.
Accanto agli articoli, però, nel suo rapporto con le parole e le idee ci sono anche i libri e i saggi, un’altra parte importante di un percorso nel quale il giornalismo diventa spesso analisi e riflessione sulla storia contemporanea.
Barbara Spinelli, l’impegno politico
A un certo punto della sua carriera, però, Barbara Spinelli sceglie di non limitarsi più a raccontare la politica. Nel 2014 si candida alle elezioni europee con L’Altra Europa con Tsipras, progetto di sinistra del quale è tra le promotrici. Viene eletta al Parlamento europeo e porta a Bruxelles quella stessa attenzione per l’Europa che aveva accompagnato tutta la sua carriera giornalistica.
L’esperienza politica non è però lineare. Nel 2015 Spinelli lascia L’Altra Europa con Tsipras, definendo il progetto ormai fallito, e prosegue il mandato come indipendente nel gruppo della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica.
Resta al Parlamento europeo fino al 2019, senza smettere di essere giornalista: anche quando entra nelle istituzioni, Spinelli continua a guardare alla politica con gli occhi di chi per una vita l’ha osservata, studiata e raccontata.
E quella voce non si è spenta con la fine dell’esperienza politica: Spinelli ha continuato a scrivere e a intervenire sui grandi temi dell’Europa e della politica internazionale. Nel 2026, fino agli ultimi mesi della sua vita, ha firmato articoli per Il Fatto Quotidiano. L’ultimo tratto di una carriera lunghissima, rimasta fedele alla scrittura fino alla fine, prima della morte arrivata il 7 ottobre a Roma.