Scompenso cardiaco, il sintomo da non trascurare

L'affaticamento anche durante le attività quotidiane più semplici può essere un segnale di scompenso cardiaco

Lo scompenso cardiaco è una disfunzione che può essere preannunciata da diversi segnali. Tra questi è possibile ricordare il gonfiore a livello di gambe e caviglie, ma anche l’insorgenza di un generale senso di spossatezza.

Soprattutto quest’ultimo sintomo non deve essere preso con leggerezza. In caso di scompenso cardiaco grave, si possono infatti incontrare difficoltà anche nello svolgimento di attività ordinarie normalmente banali, come per esempio il fatto di allacciarsi le scarpe, vestirsi o portare avanti una semplice camminata non in salita.

La condizione di scompenso cardiaco può avere alla base diversi fattori. In questo novero troviamo la pressione arteriosa alta, ma anche l’infarto del miocardio. Fattori di rischio da non trascurare sono inoltre l’anemia, il diabete e le anomalie tiroidee.

Della patologia dello scompenso cardiaco si è recentemente parlato grazie alla campagna “Ogni cuore conta: Soprattutto il tuo”.

In occasione di questa iniziativa promossa da Novartis in collaborazione con l’Associazione Italiana Scompensati Cardiaci, gli esperti del Policlinico Umberto I di Roma hanno incontrato i pazienti e le loro famiglie, fornendo dei numeri molto interessanti sulla disfunzione.

Ancora poco conosciuto, lo scompenso cardiaco è la prima causa di morte per patologie cardiovascolari nel nostro Paese. Colpisce circa il 2% della popolazione, con cifre che crescono in maniera direttamente proporzionale all’età anagrafica. Nei soggetti attorno agli 80 anni, la prevalenza della patologia è pari al 20% circa.

Durante la tappa romana della campagna sopra citata, il Dottor Michele Lepore ha sottolineato la complessità della situazione clinica dei pazienti con scompenso cardiaco, spesso affetti anche da patologie croniche come il diabete.

Questi soggetti, come già detto, dovrebbero fare molta attenzione a sintomi come l’affaticamento nello svolgere le normali attività quotidiane. Secondo il Dottor Lepore, anche il solo sentirsi troppo stanchi per uscire a fare la spesa deve essere considerato un campanello d’allarme.

Gli esperti hanno inoltre sottolineato l’esistenza di altri sintomi davanti ai quali non abbassare la guardia e chiedere un consulto al proprio cardiologo di fiducia (se assente perché in ferie, ci si può rivolgere anche al medico di famiglia). Si tratta nello specifico dell’insorgenza di edemi agli arti inferiori e della diminuzione della quantità di urina espulsa (scientificamente “contrazione della diuresi“).

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