Una giornata record, da ricordare, quella vissuta all’Ospedale della donna e del bambino di Borgo Trento, in provincia di Verona, dove in 24 ore sono nati ben 20 bambini. Per 5 di loro si è fatto ricorso al parto cesareo, mentre in 13 sono venuti alla luce con parto naturale. Ad assistere alle nascite c’è stato il personale del nosocomio, suddiviso in tre turni e distribuito anche nelle 11 sale parto della struttura, senza alcun intoppo.
La giornata da record
In servizio, nel giorno in cui si è registrato un boom di nascite, c’erano diverse equipe mediche e sanitarie composte da ginecologi, specializzandi, anestesisti, neonatologi e da ostetriche (sei nel turno di mattina e cinque per ogni turno del pomeriggio e della notte). Il personale è riuscito a gestire il numero inusuale di parti, suddividendosi proprio in tre turni, per le due Unità di Ostetricia e Ginecologia, dirette da Stefano Uccella e Valentino Bergamini. Mamme e neonati stanno tutti bene. In due casi si è trattato di parti gemellari, mentre altri due sono nati prematuramente, assistiti nel reparto di Terapia intensiva neonatale.
Il precedente
La giornata record, registrata solo pochi giorni fa e per di più di domenica, ha un precedente nella stessa struttura. Il 20 agosto scorso, infatti, si erano registrate nel 14 nascite. “Quando la fatica quotidiana si conclude con notizie positive come questa, è una grande soddisfazione per tutti. Per le ostetriche che, come sempre, hanno dimostrato grande professionalità e dedizione, e per tutto il personale sanitario in servizio. La capacità organizzativa, le strutture e la resilienza dei dipendenti fanno dell’Ospedale della donna e del bambino un grande presidio sanitario, capace di far fronte a tutte le urgenze”, ha commentato Callisto Marco Bravi, direttore generale dell’Aoui Verona.
Lavoro di squadra
La gestione della giornata record per le nascite a Verona è anche motivo di soddisfazione per il Professor Stefano Uccella e Valentino Bergamini, a capo delle due unità di Ostetricia e Ginecologia: “Ricorderemo la giornata (…). È stata una grande soddisfazione sia per noi professionisti che per le mamme. Tutti i parti sono andati bene e non c’è stata nessuna criticità. Possiamo dire con orgoglio che le strutture sono state certamente messe sotto pressione ma hanno retto perfettamente. L’Ospedale della donna e del bambino è fatto per sostenere situazioni come questa. Tutto è andato nel migliore dei modi e oggi siamo qui a raccontare questa bella notizia”, ha detto Uccella, mentre Bergamini ha aggiunto: “Possiamo dire che è stato un test da sforzo superato in maniera brillante, ma naturalmente i parti non sono tutti prevedibili. Per questo i miei complimenti vanno a tutto il personale ostetrico, infermieristico e in generale. Il lavoro è stato notevole, ma tutto è andato in maniera perfetta”.
I figli di San Valentino
Un particolare, però, non è sfuggito a molti. Esattamente il fatto che il boom di nascite avviene nove mesi dopo una data significativa per molte coppie, come San Valentino: “Vorrei sottolineare anche un aspetto romantico, non per niente mi chiamo Valentino: 9 mesi fa c’è stato San Valentino, questa potrebbe essere la probabile causa del picco di nascite”, ha commentato Bergamini.
Le storie di nascite record
Il “caso” di Verona non è dunque passato inosservato anche se in passato si sono registrate giornate con picchi di parti. Per esempio, all’ospedale San Donato di Arezzo erano avvenute 20 nascite in 24 ore – come a Verona – esattamente un anno fa, a novembre 2024. In realtà il numero sarebbe stato anche superato alla Clinica Mangiagalli di Milano a giugno del 2024, con 29 bambini nati in meno di 24 ore. Se, però, si prendono in considerazione i singoli ospedali e la media di parti, al primo posto in Italia si trova il Sant’Anna di Torino, con 6701 nascite nel 2021.
Tutti i primati in Italia
Il record di parti multipli, invece, spetta a una donna che ha dato alla luce ben 7 figli, con altrettanti parti cesarei non contemporanei. É avvenuto in Sicilia e la protagonista è una donna di 33 anni. Va anche sottolineato, però, che si tratta di una vera rarità: come riportato dal Corriere della Sera dell’epoca (il 2020) generalmente il numero di cesarei consigliati è limitato a tre, per questioni di sicurezza. Molti interventi di questo tipo, infatti, aumentano il rischio di complicazioni dovute all’indebolimento dell’utero e alla cicatrice ripetuta nello stesso punto.
Il parto record: oltre 5 kg di bambina
Altro genere di primato, infatti, quello avvenuto in Sardegna dove, nel reparto di ginecologia dell’ospedale San Martino di Oristano, a settembre 2025 è nata Martina Orrù, con un peso di 5 chili e 250 grammi. “Un peso da record per una neonata di 38 settimane e per una mamma, che ha sviluppato durante la gravidanza un diabete in buon compenso”, ha commentato la dottoressa Francesca Campus, responsabile dell’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia del presidio ospedaliero oristanese. Certamente si è trattato di una gioia per i genitori, Matteo Orrù e Federica Orrù di Mogoro, genitori già di due maschietti, entrambi nati con pesi importanti. “Certo questo peso ha stupito anche noi”, hanno confessato papà e mamma della bambina, “ci aspettavamo un peso elevato. In un primo momento, durante il parto, ci siamo anche preoccupati, ma poi i dirigenti medici e tutto il personale del reparto ci hanno rassicurato e tranquillizzato, oltre ad assisterci in un modo davvero straordinario”.