“Ricordatemi come vi pare”: il murale a Michela Murgia crea polemiche

A Roma la street artist Laika sta lavorando a un murale dedicato a Michela Murgia: un progetto che sta creando diverse polemiche

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Paola Landriani

Lifestyle Editor

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A Roma sono in corso i lavori per terminare un murale dedicato a Michela Murgia. Un progetto curato da Pietro Turano per Arcigay Roma e realizzato dalla street artist Laika che, ancora prima del suo completamento, ha destato diverse polemiche da parte della Destra italiana.

“Ricordatemi come vi pare”, il murale per Michela Murgia

Roma potrà ammirare un murale di 100 mq dedicato a Michela Murgia, la scrittrice e intellettuale sarda in prima fila per i diritti di tutti e venuta a mancare il 10 agosto 2023. È il progetto Ricordatemi come vi pare curato da Pietro Turano per Arcigay Roma e autorizzato dal Municipio V della capitale su cui sta ancora lavorando la street artist Laika. Un’immagine che adornerà la facciata del municipio e che, pur non essendo ancora terminata, desta già diverse polemiche.

Il progetto, sostenuto da Einaudi, Mondadori e Rizzoli, verrà infatti inaugurato giovedì 11 luglio alle 19.00. Come raccontato da Pietro Turano, il murale vuole essere un regalo alla comunità queer e alla città di Roma, da sempre affezionate alla figura di Michela Murgia: “Tutta la città di Roma e la comunità queer di tutto il paese sono particolarmente legate a Michela Murgia, che oltre ad aver supportato le attività della nostra associazione ha portato avanti una fondamentale elaborazione sul queer, la genitorialità e le famiglie, la violenza di genere patriarcale e omotransfobica.”

Turano ha poi continuato: “È stata in vita, ed è ancora per tutte e tutti, un riferimento insostituibile. Quest’opera non è un santino, ma un regalo alla comunità e alla città, per celebrare insieme una donna che ci ha donato strumenti e nuove lenti per leggere la nostra realtà e orientarci. La risposta agli attacchi strumentali della Destra è partecipare all’inaugurazione.”

Le polemiche nate dal murale di Michela Murgia

Un’opera, Ricordatemi come vi pare, che oltre a riprendere il titolo del suo libro postumo, fa risuonare sempre più forte il ricordo di una personalità fortissima e che molto spesso è stata attaccata per via della sua volontà di condividere valori e idee.

La notizia della lavorazione al murale ha infatti destato alcuni dubbi, soprattutto da parte di alcuni esponenti di Fratelli d’Italia e Pro-Vita. Jacopo Coghe, portavoce dell’associazione, ha dichiarato: “Il movimento Lgbtqia+ continua a sfruttare i beni pubblici dei romani, con la complicità del Partito Democratico, per imporre a tutta la collettività la sua propaganda politica e ideologica“,  parlando di Michela Murgia come “un’intellettuale di estrema sinistra fortemente orientata in senso ideologico, in particolare sulle istanze politiche Lgbtqia+ e abortiste.”

Anche il consigliere di Fratelli d’Italia Daniele Rinaldi ha avanzato alcune critiche rispetto al progetto: “Per permettere la realizzazione del murale è stato interdetto l’accesso pedonale al municipio e questo sta creando dei disagi importanti, perché viene utilizzato in maniera impropria il passo carrabile. Invierò una nota alla polizia locale per segnalare questa situazione.”

La risposta dell’artista

“Sapere che Michela Murgia faccia ancora tanto rumore mi riempie di gioia. Questo muro vuole essere un raggio di luce in questo momento storico buio, in cui si cerca di cancellare i progressi fatti in termini di diritti, di ostacolare ogni possibile passo avanti”. Ha raccontato Laika parlando del progetto.

In merito ai dubbi e alle polemiche avanzate dalla Destra, ha poi risposto: “Non mi faccio dare lezioni da una compagine politica che critica un murales e nel frattempo lavora per intitolare un aeroporto ad uno dei personaggi più controversi della storia del nostro paese. A Pro Vita e famiglia chiedo di sorridere ogni tanto: siamo in democrazia (per ora) e nessuno vi impedirà di non abortire, di sposarvi e fare famiglia secondo il vostro credo. La stessa libertà deve valere per tuttə“.

Un pensiero, poi va ancora a Michela Murgia: “Questa grande opera la dedico a Michela, che ci manca ma che è sempre con noi, e alla sua famiglia. Ma anche a Pietro Turano e il mio team che è la mia famiglia, quella che mi sono scelta“.