Cos’è il turismo sostenibile e perché farlo

Il turismo sostenibile si sta diffondendo sempre più: ecco alcuni consigli e le mete consigliate per praticare un turismo rispettoso dell'ambiente

Oggi si sente parlare sempre più frequentemente di turismo responsabile. In un’epoca in cui il viaggio è diventato una parte integrante della nostra esperienza di vita, il modo in cui si realizza il proprio desiderio di viaggiare e visitare altri luoghi rappresenta lo specchio dei propri valori etici e sociali. Del resto, negli ultimi anni, ci si è resi conto di come il turismo, se non gestito in modo responsabile, possa avere un impatto negativo sulle località in cui esso si svolge. Secondo alcuni studi il turismo contribuisce per l’8% alle emissioni totali di gas serra e spesso è causa di inquinamento o di deterioramento del patrimonio artistico.

Basta a pensare a ciò che provocano per l’ambiente le interminabili code estive o l’energia elettrica che si consuma nei centri vacanzieri. Perché ciò non avvenga è molto importante prendere in considerazione tutti gli aspetti che ruotano attorno alle proprie vacanze: il rispetto della natura, delle persone e dei luoghi che si incontrano devono essere messi al primo posto. Per questo con il tempo è nato il turismo sostenibile e responsabile.

Turismo responsabile cos’è e come nasce

Il turismo responsabile, definito inizialmente turismo sostenibile, è una forma di turismo nata alla fine degli anni ‘80 con l’obiettivo di mettere al centro della propria esperienza di viaggio i principi di eticità, sostenibilità, rispetto dei luoghi e delle culture. Se in un primo momento questa forma di turismo ha rappresentato un interesse di nicchia, negli ultimi anni si è sviluppata in modo più ampio, legandosi anche ad altri valori come l’ecologia, il rispetto dell’ambiente, la produzione biologica e a km zero. Si tratta, infatti, di tematiche tutte legate reciprocamente e che rientrano in un quadro in cui la tutela del territorio e delle persone che ci vivono viene messa al primo posto.

Tuttavia, non è possibile dare una sola definizione di turismo responsabile in quanto esistono sottocategorie più specifiche, quali il turismo consapevole, il turismo culturale, il turismo equosolidale, l’ecoturismo. Il turismo responsabile può presentarsi come un insieme composto da tutti questi aspetti oppure essere espressione di una sola di queste modalità, senza però che si crei un conflitto con le altre. Non sarebbe un vero turismo responsabile quello che tenesse conto solo di uno di questi aspetti a discapito degli altri: un turismo rispetti l’ecologia non può essere a discapito, per esempio, delle persone che vivono in quell’ambiente o delle condizioni di lavoro in cui operano, etc.

Le mete del turismo responsabile

Negli ultimi anni, poi, il turismo responsabile si è orientato verso mete interne nel nostro paese. Si tratta di una strategia che ha l’obiettivo di potenziare le forme di turismo italiane, locali, valorizzandone gli aspetti peculiari e salvaguardando non sono le tradizioni e le località ma tentando anche di migliorare le condizioni di lavoro, di rispettare la natura e l’ambiente, anche promuovendo prodotti biologici a km zero solidali. Anche il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di energia sono nei tratti particolarmente importanti di questo tipo di turismo, che deve portare a uno sviluppo e una crescita del territorio con un impatto zero o molto limitato.

Perché fare turismo responsabile

Fare turismo responsabile non è solo uno sfizio o una moda. Oggi rappresenta più che altro di una scelta di vita, in linea con altre con altri stili di vita che si possono perseguire nella quotidianità. La scelta di fare turismo responsabile rispecchia tutta una serie di valori come il rispetto dell’ambiente, il rispetto della vita umana, la tutela delle eccellenze locali, il potenziamento delle biodiversità, lo sviluppo socioeconomico di certe aree territoriali che meritano la giusta attenzione e il giusto rispetto.
La scelta di questo applicare per i propri viaggi questo tipo di turismo, dunque, non può che andare di pari passo con altre scelte prese nella vita di tutti giorni.

Per esempio, la riduzione dell’utilizzo dell’automobile, privilegiando i mezzi pubblici e le camminate a piedi o in bicicletta, è un segnale importante di rispetto verso l’ambiente, di risparmio energetico ma anche di salvaguardia della salute e del benessere personale. I viaggi sostenibili sono vacanze che possono mettere i turisti alla prova nel momento in cui, per esempio, vengono proposti percorsi di un certo impegno fisico in cui viaggiare a piedi, per esempio, consente di vivere i luoghi visitati con tranquillità e con lentezza. Tutto ciò permette di conoscere località vicine o lontane che siano e di viverle sotto un altro punto di vista rispetto a quello della vita frenetica di tutti i giorni o del turismo mordi e fuggi.

Come fare turismo responsabile

Per quanto in certi ambienti il turismo responsabile sia diventato un po’ di moda, va tenuto conto che fare seriamente turismo responsabile non è affatto facile. Infatti, non è sufficiente avere rispetto degli abitanti dei paesi visitati e dei luoghi: questo dovrebbe essere parte di una educazione basilare. Muoversi in modo sostenibile e responsabile implica anche tutta un’altra serie di atteggiamenti:

  • Gli spostamenti stessi dovrebbero essere organizzati in modo da ridurre al minimo l’impatto ambientale. Per esempio ridurre o limitare all’indispensabile spostamenti con i mezzi privati, come l’automobile, e prediligere altre forme di spostamenti come i treni, i mezzi pubblici in genere, o addirittura dove è possibile scegliere di fare alcuni spostamenti in bicicletta o a piedi.
  • Anche i luoghi dove pernottare dovrebbero essere in linea con tutti i valori del turismo responsabile. Se si sceglie di utilizzare degli agriturismi o degli hotel, sarebbe opportuno che fossero certificati come biologici. Altrimenti è comunque importante valutare che nel loro sistema di organizzazione interna abbiano scelto di utilizzare, per esempio, forme di riscaldamento sostenibile, di energia pulita, o che abbiano una gestione consapevole dei rifiuti eccetera. Anche i materiali con cui sono costruite le strutture dovrebbero essere ecologici.
  • Anche i luoghi in cui pranzare o cenare dovrebbero essere ispirati ai principi della sostenibilità ambientale, quindi con prodotti biologici o a km zero. Nella scelta dei piatti, è sempre opportuno prediligere prodotti locali e di stagione. Non solo si tratta di una pratica intelligente che aiuta l’ambiente, ma è benefica per la propria salute e aiuta a sviluppare le economie locali, tanto più se sono un via di sviluppo.
  • Durante il soggiorno bisognerebbe avere cura di ridurre al minimo di sprechi. Anche certi agi ci costa nella stessa misura indipendentemente dall’uso che ne facciamo, è importante non abusarne. Per esempio, si può cercare di non sprecare acqua, di non tenere troppo a lungo accesa l’aria condizionata o la corrente elettrica.
  • Nelle visite è molto importante avere rispetto dei luoghi, evitando di lasciare in giro immondizia, ma anche non raccogliendo piante né conchiglie e non danneggiando l’ambiente circostante.

Esempi di turismo responsabile

Il turismo responsabile in Italia offre molti spunti da cui prendere esempio. Eccone alcuni:

  • Piemonte ecoturistico: il Piemonte è una regione che ha molto da offrire in termini di turismo, grazie a un’ampia offerta di luoghi da scoprire come eccellenza culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche. In questa regione sono presenti molti percorsi per bicicletta che hanno lo scopo di visitare con lentezza i luoghi piemontesi rispettano la natura e l’ambiente e godendo delle meraviglie locali.
  • Ospitalità responsabile in Versilia: in Toscana, regione a vocazione turistica, sono nate esperienze locali di turismo responsabile, nelle quali si cerca di superare gli stereotipi della classica vacanza turistica. In questo progetto si prediligono i produttori a chilometro zero con visite e degustazioni in azienda. Inoltre, vengono organizzate esperienze escursionistiche con guide autorizzate che preparano i percorsi nel rispetto della natura e della lentezza. Infine, i luoghi di accoglienza sono in case tradizionali fuori dalle classiche mete turistiche, nel verde e in luoghi incontaminati.
  • Itinerari slow a Venezia: in una città che è conosciuta per il turismo di massa, è possibile penare a percorsi nuovi che permettono di vivere la città nella sua vera essenza. Tutti i percorsi sono studiati nel rispetto dell’equilibrio tra uomo e natura, al di fuori delle rotte più affollate e degli itinerari scontati.
  • Trekking nel Supramonte: area della Sardegna conosciuta per essere il canyon più profondo l’Europa, la gola del Gorroppu si presenta perfetta per una serie di escursioni particolarmente impegnative. La scarsa accessibilità rappresenta uno delle caratteristiche che finora hanno protetto la zona dal turismo di massa. Proprio per questo qui le escursioni vengono organizzate nel massimo rispetto della natura e nella tutela dell’ambiente.
  • Salento in bicicletta: un’altra area che consente delle piacevolissime vacanze sulle due ruote è quella del Salento, in Puglia. Qui si trova un ambiente meraviglioso, che negli ultimi anni è stato rivalutato con l’obiettivo di proteggerlo dal turismo di massa. Il Salento Bici Tour è un progetto che unisce attività sportiva alla sostenibilità. Il crescente interesse per la salvaguardia dell’ambiente hanno portato a pensare al cicloturismo come elemento distintivo di questa zona.
  • Sulle antiche strade delle lane in Abruzzo: l’Abruzzo è terra di tratturi, dove anticamente le greggi si spostavano per la transumanza. In questa regione, densa di storia e tradizioni, si possono ripercorrere i passi dei pastori in un percorso a piedi che consente di vivere da vicino le tradizioni e la cultura locale.

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