Back to 2016, la nostalgia degli anni passati ci invade e sappiamo il perché

A 10 anni di distanza, la nostalgia per il 2016 ce lo fa apparire più amabile che mai

Foto di Alessia Agosta Del Forte

Alessia Agosta Del Forte

Lifestyle Editor

Racconta da dentro la Gen Z, cercando di far emergere la voce, i linguaggi e le sensibilità di una generazione che non ha paura di ridefinire le regole.

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Chi è stata adolescente nel 2016 sicuramente avrà vissuto interamente il filtro rosa su ogni foto, l’era di Tumblr e del make up full glam.

Potremmo pensare a un anno spartiacque, a momenti che sono rimasti fortemente impressi nelle nostre menti e che, ancora oggi, ci fanno provare una forte nostalgia.

#TB to 2016, il nostro anno preferito

Esattamente dieci anni fa vivevamo i momenti più belli e puri e non lo sapevamo.

I social erano già presenti ma non erano il fulcro della nostra vita, c’era ancora la magia di trovarsi al parco con le proprie amiche e passare il pomeriggio a fare shooting da pubblicare.

Il 2016 viene definito come l’ultimo anno in cui eravamo spensierati: la vita era già su Instagram e Facebook ma dominandoli, non facendosi ancora influenzare dagli algoritmi odierni che spingono a un’eccessiva perfezione.

Si tratta di trend partiti prevalentemente dall’America, che con la Pink Wall di Los Angeles o il Coachella di Indio ci hanno fatto sognare una vita come quella delle influencer dei tempi: le sorelle Kardashian, Selena Gomez o le modelle di Victoria’s Secret.

Il filtro rosa faceva da sfondo ad ogni foto e lasciava un’atmosfera fatata attorno ai momenti immortalati. Tumblr era per chi si sentiva incompresa, come è normale sentirsi da adolescenti.

La nostra adolescenza è stata plasmata così tanto dal 2016 che, a 10 anni di distanza, mai come prima vorremmo riviverne la stessa vita colorata e rallentare.

I social del 2016, quando ancora non ci interessava l’algoritmo

L’elemento che più rimpiangiamo del 2016 è la spontaneità con cui si viveva la vita. Momenti vissuti con leggerezza che si riflettevano anche sui social.

Oggi è più importante apparire; nel 2016 non lo era.

La tranquillità con cui si utilizzava internet si vede nelle foto pubblicate senza pensarci troppo: non era un vero e proprio trend, era il nostro modo di vivere.

Foto sgranate e amatoriali, con un uso eccessivo di filtri che oggi farebbe impallidire qualsiasi utente perché sia mai.

I post che oggi considereremmo “brutti”, nel 2016 erano una testimonianza di come il mondo era più reale e libero da paletti che ci vogliono sempre perfetti.

Nello stato di WhatsApp andava di moda scrivere le frasi che si trovavano in giro su Tumblr, il social per eccellenza degli adolescenti. I choker, le foto in bianco e nero, il mood da “coperta, divano e film mentre fuori piove”, sono tutti nati sulla piattaforma.

Ma se volevi davvero attirare l’attenzione, pubblicavi nelle (allora una fantastica novità) stories di Instagram le foto con uno sfondo cupo e frasi tristi.

Le foto di King Kylie vi dicono qualcosa?

2016 aesthetic
iStock
Back to la semplicità del 2016, ma non possiamo

Chi erano le influencer del 2016, prima che il termine entrasse nel nostro vocabolario?

Kylie Jenner, la più piccola delle Kardashian, ha contribuito a rendere il 2016 l’Anno con la “A” maiuscola.

In ogni sua apparizione pubblica veniva immortalata con una parrucca diversa: verde, rosa, azzurra, lunga o corta.

Uno stile di vita lussuoso e per niente nascosto: nel 2016 non si fingeva, ciò che si aveva veniva spiattellato ovunque, senza ostentare un finto buonismo. La nuda e cruda verità, con il suo bello e cattivo tempo, era sotto gli occhi di tutti.

Il suo nome utente su Instagram, KingKylie, è rimasto nella memoria di molti, simbolo della sua personalità eccentrica e dei suoi makeup full glam (rigorosamente con rossetti opachi) che tutte volevamo replicare.

Ovviamente tutte le sorelle Kardashian avevano portato un concetto di social tutto basato sul lusso più sfrenato e una bellezza allo stremo della perfezione.

Anche Selena Gomez, che si portava anche i fan che la seguivano da quando era una star di Disney Channel, era una delle It Girl del 2016.

Spostandoci in Italia invece, le youtuber come Cleo Toms, Sofia Viscardi o Greta Menchi ci tenevano compagnia nei pomeriggi dopo scuola.

Nel 2016 non eri nessuno se non seguivi la moda

Gli skinny, che oggi ci fanno venire ribrezzo e fastidio al solo pensiero di indossare un capo tanto stretto, erano i jeans per eccellenza. Se strappati ancora meglio.

I choker erano prettamente legati a un’estetica Tumblr e davano quella dose di mistero che volevamo avere, come a nascondere le prime emozioni che si vivono in adolescenza.

Le Stan Smith e le Superstar hanno solcato la strada che ci portava a scuola o al parco con gli amici, mentre la notorietà del Coachella ha portato lo stile boho-chic nelle vetrine dei principali negozi.

Le tue amiche ti vedevano a metri di distanza grazie all’enorme quantità di illuminante, che si era solite mettere, e alle sopracciglia squadrate. Oggi il makeup full glam del 2016 sarebbe l’antagonista principale delle clean girl.

Senza dimenticare il mascara di Too Faced o le palette di Huda Beauty e Urban Decay, tra i brand che le guru del makeup possedevano e che tutte volevamo, anche se non sapevamo truccarci.

Nostalgia, nostalgia canaglia: perché ci manca il 2016

Ogni anno che passa lascia alle spalle gli insegnamenti che ci ha dato.

Nel 2016 eravamo ancora felici e spensierati. Due sensazioni che, oggi, sembra sempre più difficile riprovare. O meglio, oggi tutto appare come una task da portare a termine il prima possibile.

Non c’era fretta nel 2016, non c’era necessità di essere impostati e rigidi perché ci si sapeva divertire con poco. Il divertimento non era ancora cringe.

Vi ricordate le foto che pubblicavamo su Snapchat con il filtro del cane? Oggi verrebbero giudicate da tutti.

Viviamo sui social, e la vita che veniva proposta aveva un’atmosfera quasi zuccherata attorno a sé, il filtro rosa che abbelliva le foto ci faceva sentire in un film di Barbie; il sole sembrava non tramontare mai.

Ogni giorno aveva il sapore dell’estate, la stagione in cui proviamo più libertà e leggerezza.

Oggi, questa atmosfera, ci sembra più lontana che mai. In un presente in cui siamo delle macchine che devono completare le attività quotidiane il prima possibile, la tranquillità e, in un certo senso, la superficialità del 2016 bussano prepotenti alle porte delle nostre menti.

Forse, abbiamo interpretato i 10 anni trascorsi come una possibilità di tornare indietro nel tempo per rivivere i momenti più belli dei nostri ricordi. Romanticizziamo il 2016 poiché è stato l’ultimo anno prima che tutto diventasse una performance.