Ha un aspetto esotico, è resistente, può raggiungere un’altezza imponente di circa 10 metri in piena terra. Di che pianta stiamo parlando? Ma della Kentia, una delle regine botaniche dei nostri living, dove si adatta in modo ammirevole a vivere in vaso e al chiuso.
Il nome botanico della Kentia è Howea forsteriana, in quanto i primi esemplari furono scoperti sull’isola Lord Howe, in Australia. Da qui, la palma si è diffusa in tutto il mondo, trovando un’ampia cerchia di estimatori soprattutto in Europa.
L’Inghilterra vittoriana ha visto la Kentia come pianta “ufficiale” decorativa dei salotti di borghesi e aristocratici. E si dice anche che questi arbusti fossero presenti sulle navi da crociera e i transatlantici britannici, incluso il Titanic, per arredare gli spazi col verde.
Il perché non è difficile da capire, visto che non ha bisogno di troppe cure e riesce a tollerare la mezz’ombra, sebbene preferisca un’illuminazione vivace. E se tenuta nelle giuste condizioni, può trasformare un angolo spoglio in un piccolo giardino tropicale.
Indice
Kentia, come coltivarla in casa
Lo accennavamo, la Kentia è una palma che può raggiungere altezze ragguardevoli se coltivata in piena terra. In giardino può arrivare senza problemi ai 12 metri, ma ci sono casi in cui ha sfiorato anche i 20, con esemplari maestosi reperiti nella sua isola di origine.
In vaso il discorso cambia, ma possiamo contare su una crescita florida anche se teniamo la pianta al chiuso. Ci sono infatti Kentie che arrivano quasi ai 2 metri, portando un tocco di foresta anche tra le quattro mura domestiche. Ma come dobbiamo curarle?

Di quanta luce ha bisogno
La Kentia ama la luce, ma non diretta, in quanto i raggi solari aggressivi possono bruciare le foglie. In casa la possiamo alloggiare in una stanza luminosa con luce diffusa e filtrata da tende, ma si adatta anche in zone più in penombra senza patire troppo.
In questi casi avrà una crescita più lenta, ma anche senza luce brillante potrà lo stesso vivere sana e forte. Le stanze esposte a Est e Ovest sono infatti le più indicate, ma anche in quelle orientate a Nord, meno luminose, riesce a crescere in salute.
Ogni quanto bisogna innaffiarla
Le Kentie non bevono troppo, in compenso sono piuttosto sensibili agli eccessi idrici, che possono danneggiare le radici. La regola aurea è di innaffiare il terreno quando i primi 3 centimetri risultano asciutti al tatto. Di solito in estate basta un’irrigazione a settimana.
In inverno si può attendere fino a 15 o anche 20 giorni, sempre facendo la prova di tastare la terra per verificare se è asciutta. Se infatti eccediamo con le irrigazioni, possiamo favorire marciumi radicali, che porterebbero a malattia e morte della pianta.
A tal proposito: ricordiamoci di invasarla in terriccio aerato e drenante, in vasi con fori sulla base, per evitare i ristagni. Il sottovaso va svuotato dopo 15 minuti dall’innaffiatura. In più, mai bagnare il tronco dell’arbusto, che è sensibile all’umidità, ma solo la terra.
E le foglie della Kentia? Le possiamo nebulizzare una volta al mese con acqua demineralizzata a temperatura ambiente, pulendole con un panno. In questo modo elimineremo la polvere, limitando gli attacchi di alcuni parassiti, come il ragnetto rosso.
Rinvaso e potatura
La Kentia è una palma a crescita lenta, per cui va rinvasata ogni 2 o 3 anni, scegliendo un contenitore di poco più ampio. Come visto, se teniamo la pianta in zone meno soleggiate della casa, tenderà a crescere meno, limitando anche l’esigenza di rinvasi frequenti.
Le potature anche sono minime, in quanto basta ripulire la pianta dalle foglie morte o danneggiate. Di fatti, basta staccare con delicatezza il fogliame ormai secco o marrone, in modo da alleggerire l’esemplare, favorendo il rinnovo fogliare.
Temperature domestiche
È buona regola tenere la Kentia lontana da termosifoni, camini, stufe, condizionatori e correnti d’aria in casa. In questo modo eviteremo attacchi alla salute della nostra palma, mantenendola nelle giuste condizioni. Ma occhio anche alle temperature.
La pianta apprezza ambienti tra i 18 e i 25 °C, ma tollera anche un termometro che sale fino a 25 °C nel periodo estivo. In realtà riesce a resistere a brevi periodi di calura torrida di 30 °C, ma a patto che la si tenga lontana dal pieno sole e che l’umidità sia garantita.
In autunno e inverno non teme discese fino a 14 o anche 12 °C, riuscendo a convivere con temperature più basse di qualche grado per alcuni giorni. In casa il problema non si pone, ma se la teniamo in balcone, ricordiamo di proteggerla da freddi troppo intensi.
Se infatti il clima invernale tiene le temperature al di sotto dei 10 °C per lunghi periodi, il rischio è che la Kentia possa soffrirne. In questi casi è preferibile riportare la pianta in casa o, in alternativa, pacciamare il terreno e coprire il fogliame con tessuto non tessuto.
Concimazione
Da aprile a ottobre, nella sua fase di crescita, la Kentia può essere supportata da concimazioni regolari. Ogni 2 o 4 settimane possiamo infatti diluire l’acqua delle irrigazioni con un fertilizzante apposito per piante verdi da interno, ad alta concentrazione di azoto.
Se notiamo che le foglie della pianta tendono a schiarirsi, è segno che potrebbe esserci in corso una carenza di ferro. In questi casi possiamo chiedere aiuto al nostro fiorista di fiducia, affinché ci possa suggerire un concime bilanciato per integrare questo minerale.
Cosa devo fare se la mia Kentia è malata
La Kentia, come accennato, è una pianta resistente, ma ci sono errori colturali che ne possono peggiorare la salute. In più, va controllata per evitare attacchi da parte di parassiti e funghi, che ne possono compromettere la stabilità e la bellezza.
Il primo problema da considerare è il marciume radicale, derivato da irrigazioni eccessive e scarso drenaggio. Se notiamo foglie ingiallite o parte basica del tronco più annerita, dovremo controllare le radici, tagliando via quelle marce e rinvasando la pianta in terreno nuovo.
Se invece vediamo punte delle foglie secche, è possibile che l’aria della stanza sia troppo arida, o anche che il liquido per le irrigazioni abbia un eccesso di calcare. In questi casi proviamo a bagnare con acqua demineralizzata e installiamo un umidificatore.
Le cocciniglie e i ragnetti rossi sono invece i principali parassiti della Kentia. In caso di attacco delle prime, noteremo delle piccole masse bianche cotonose sotto le foglie e la presenza di insetti minuscoli marroni o grigi, che si nutrono della linfa.
Nel secondo caso aspettiamoci invece ingiallimento fogliare e minuscole ragnatele vicino al fusto della pianta. I rimedi sono di rimozione manuale con un batuffolo imbevuto di olio di Neem per le prime e trattamenti acaricidi per i secondi. In questo caso la prevenzione con la pulizia delle foglie con un panno umido, può evitarci grattacapi futuri.