Il mondo dell’alta sartoria dice addio a una firma prestigiosa, che ha contribuito alla grandezza del settore nella città di Napoli. All’età di 83 anni è morto Mariano Rubinacci, che lascia dietro di sé un’eredità che va ben oltre la creazione di abiti straordinari.
Uno stilista in grado di fare da ponte tra modernità e tradizione. Un custode del bello che ha saputo trasformare con grande sapienza la storia partenopea in campo sartoriale, ottenendo un linguaggio universale. Il suo genio ha saputo dialogare con i reali inglesi, ad esempio, così come con imprenditori e cultori dell’eleganza di tutto il mondo. Con lui scompare un pezzo della nostra anima sartoriale.
Un’eredità di stile
Per conoscere Mariano Rubinacci, occorre approfondire la storia della sua famiglia. Sappiamo infatti che ha raccolto il testimone da suo padre Gennaro, che nel 1932 aveva fondato la celebre London House. Un’intuizione moderna che si è mescolata in maniera eccellente a un profondo rispetto per l’artigianato.
Mariano ha avuto il pregio enorme di dare un impulso internazionale alla maison di famiglia, pur mantenendo saldi i legami con la città di Napoli e, in generale, la sua terra. Uno dei passaggi cruciali della sua carriera è stato di certo il trasferimento della sede storia nella prestigiosa cornice di Villa Vittoria.

È qui, infatti, che Mariano Rubinacci ha perfezionato la sua idea di “giacca napoletana”. Un capo morbido e dall’estrema confortevolezza, privo di qualsiasi sovrastruttura rigida. Una sorta di seconda pelle, che ha rappresentato il simbolo della visione dello stilista, in grado di conquistare il mondo. La raffinatezza del suo operato ha così conquistato non solo via Chiaia (Napoli) ma anche Milano, Londra, se si parla di boutique fisiche, e il resto del mondo per quanto concerne l’e-commerce.
La centralità della famiglia: chi sono i figli di Mariano Rubinacci
La forza della famiglia è sempre stata alla base di ogni grande successo di Mariano Rubinacci. Oggi si completa il passaggio del testimone, di padre in figli. Sono infatti tre gli eredi dello stilista, che rappresentano la quarta generazione della dinastia Rubinacci.
I loro nomi sono Luca, Chiara, Alessandra e Marcella. Tutti lavorano fianco a fianco nell’atelier, con una sola missione, al netto di impegni differenti. Luca è diventato il volto internazionale e creativo del brand. Chiara, Alessandra e Marcella, invece, garantiscono il rispetto degli elevanti standard imposti dal padre con la loro dedizione e gestione.
Nello specifico, Chiara si occupa della boutique di Londra, Alessandra invece della sede di Napoli. Per quanto riguarda Marcella, invece, è la responsabile dell’intera area e-commerce del bran. Mariano Rubinacci non ha lasciato soltanto abiti perfetti, ma soprattutto una lezione di vita fatta di garbo, discrezione e amore per un lavoro curato, artigianale e svolto alla perfezione. Napoli lo saluta con gratitudine, certa del fatto che il suo nome abbia contribuito a far brillare ancor di più la sua città.