Si sa, abbiamo un po’ rivoluzionato il mondo del lavoro. Certi orari non ci vanno più bene, così come la retorica del “si vive per lavorare” cozza con le nostre personalità: eccentriche, curiose, sperimentatrici.
Il nostro sguardo punta proprio lì, verso le attività che normalmente vengono definite come secondarie, hobby.
Perché non renderle una fonte di reddito?
Indice
Gli hobby come lavoro principale
Il mondo del lavoro è in continuo mutamento, di pari passo con il progresso e il gruppo sociale che entra a farne parte.
Gli orari di lavoro, l’ambiente e i lavori stessi che vanno per la maggiore, sembrano essere vecchio stampo per noi: le prospettive di crescita rasentano lo zero, gli stipendi sono immutati da anni e, spesso, la figura del neoassunto è denigrata, e ciò porta a una forte demotivazione sul campo.
Grazie ai social, l’homemade e, più in generale, gli hobby, hanno acquisito parecchio fascino tra chi si affaccia alla vita adulta ed è in cerca di un impiego.
Pensate a quanti small business (che ad oggi non sono più tanto small) sono nati dalla cameretta di una ragazza con molti sogni e poche disponibilità iniziali.
Brand di gioielli, vendita di candele, borse all’uncinetto e chi più ne ha più ne metta. Non sono più solo hobby, sono i nuovi confini del lavoro.
L’importanza del lavoro nella nostra vita
I lavori tradizionali all’interno di un’azienda non sono più appetibili per noi. L’intera esistenza ruota attorno a ciò: lavorare, guadagnare, vivere.
Non tanto per le mansioni in sé, quanto per il contorno. Orari di lavoro che non permettono lo svolgimento di nessun’altra attività nell’arco della giornata, a meno che non ti piaccia arrivare a casa con la stessa condizione fisica di chi ha appena corso la maratona di New York.
Ansia e burnout, spesso alimentati dal senso di colpa di fare qualcosa che non ci soddisfa appieno.
Ha un sapore dolceamaro come per anni si sia data così poca importanza alla ricerca di un lavoro che desse soddisfazione personale, considerando che è il luogo in cui, volenti o nolenti, si passa buona parte della propria giornata e vita.
Il tempo è da sempre un bene prezioso e come tale non va sottovalutato e sprecato. Allora perché non ci dedichiamo a un’attività che ci faccia tornare a casa soddisfatti, stanchi ma felici, orgogliosi?
Le ultime generazioni hanno cambiato prospettiva e hanno scelto di mettere al primo posto la propria felicità, lottando con le unghie e con i denti per rendere i lavori secondari, come gli hobby, la fonte di reddito principale.
Perché è importante avere delle passioni
Lo so, abbiamo poco tempo libero tra lavoro o studio, però coltivare i propri interessi deve essere tra le priorità della vita.
Conoscersi e coccolarsi dedicandosi a ciò che ci fa stare bene non sarà come essere in paradiso, ma poco ci manca.
Gli hobby nascono come antistress, per allontanarsi dal caos quotidiano, dai mille impegni che si sovrappongono. Siediti, prendi un respiro, stacca la mente e cuci la borsa all’uncinetto che tanto ti piace. O crea candele o gioielli. Insomma, fai ciò che ti piace.
Il bello degli hobby è che se hai la fortuna di trovare abbastanza persone interessate alle tue creazioni, che nota ed esalta il tuo talento, li puoi trasformare in un vero e proprio lavoro.
Da uno small business a brand di successo
Sono davvero molti i brand attuali che sono nati da un hobby.
Avete presente la cipria iperfissante, che vi opacizza la pelle come se non aveste mai lontanamente saputo dell’esistenza della pelle grassa? Lo sapete a quale mi riferisco.
È di Huda beauty, un brand nato dal blog di makeup di Huda Kattan: un hobby che curava meticolosamente creato per condividere la sua passione per il trucco. Insieme alla sorella ha creato delle ciglia finte, e in poco tempo ha ampliato la linea di prodotti, fino ad arrivare al colosso mondiale che conosciamo oggi.
Alcune ragazze, dopo una giornata passata tra i libri da studiare o in un ufficio a lavorare, tornano a casa e continuano la loro borsa all’uncinetto. Tessuti di ogni tipo e colore, impreziosite da paillettes e borchie.
In men che non si dica si ritrovano messaggi di persone interessate a comprarle; prima dieci, poi trenta, cento.
È la pubblicità che gioca un ruolo importante: saper promuovere il proprio operato può davvero trasformare un hobby in un lavoro a tutti gli effetti.

Grazie “social” che ci permettete di vivere grazie ai nostri hobby!
Puoi creare l’account dedicato su Instagram o montare video su TikTok.
Grazie alla promozione che possiamo fare tramite i canali social, puoi vedere le tue borsette all’uncinetto passare dalla mensola di camera tua al braccio di una ragazza dall’altra parte dell’Italia.
Non è raro, infatti, mentre scrolliamo il feed, imbatterci in account di small business che tentano di costruire la propria strada tra una moltitudine di offerte di attività di ogni tipo.
Ovviamente, è più semplice a dirsi che a farsi. L’offerta è davvero ampia, non sempre il proprio profilo viene proposto nel feed. Servono molti followers, delle foto scattate dalle angolazioni giuste e una caption accattivante.
Dalla tua passione, può nascere un guadagno: poter vivere continuando a fare ciò che ci piace, coltivando i nostri interessi e migliorando sempre di più. I social sono il luogo perfetto in cui sperimentare. Capisci se c’è domanda per la tua offerta, o creala!
Serviranno molti tentativi? Probabile. Nel frattempo, è bene tenere ancora per un po’ il lavoro primario, con la sicurezza di avere un’entrata economica fissa, mentre giochiamo con l’algoritmo dei social per rendere virale la nostra attività da tempo libero.
Hobby come fonte di reddito: a tuo rischio e pericolo
Fondare un’attività su un semplice hobby del tempo libero può essere soddisfacente ma anche molto frustrante.
È tutto sulle tue spalle: gestione dei clienti, ordini, organizzazione del materiale, spedizione e vendita.
Il passaggio da hobby a small business è pesante, poiché le richieste iniziano ad aumentare e il modo di lavorare deve cambiare. Ci sono tempistiche da rispettare, richieste da evadere.
Se sei brava (e hai un pizzico di fortuna), il tuo small business può diventare un’attività a tutti gli effetti. Ti occuperà inevitabilmente più tempo, perciò potrai finalmente dire di aver trasformato un lavoro secondario, nella fonte di reddito primaria.
Con tanto coordinamento e pazienza, passerai dal tenere qualche cassetto per le scorte in camera tua, a cercare edifici vuoti come magazzino.
Flessibilità, decidi tu gli orari. Indipendenza, sei il capo. Sviluppo di nuove competenze, dovrai imparare a tenere la contabilità della tua piccola impresa, gestire qualche dipendente e tutta l’attività.
Ma anche stress, fatica e giornate in cui ti chiederai se ne è valsa davvero la pena di rendere remunerativo un hobby.
Be’, la risposta la sai solo tu. È questione di prospettiva, la fatica può valere la soddisfazione di dire “Ho fatto tutto io!” partendo da una grande passione, oppure può trasformare l’attività rilassante che era, in un dovere.
Serve un po’ di equilibrio: tu trasformeresti il tuo hobby in lavoro?