Alberto Sordi : biografia e curiosità

Alberto Sordi, icona del nostro cinema e massimo esponente della commedia all'italiana. Ripercorriamo assieme le tappe salienti della sua eccezionale carriera

Alberto Sordi è, senza alcun dubbio, uno degli attori italiani più amati dal grande pubblico: l’indimenticabile artista romano, grazie alla sua filmografia imponente ed alla sua personalità spumeggiante, è una delle più significative icone del nostro cinema. Nasce a Roma il 15 Giugno del 1920: la sua identità è talmente connessa a quella della città eterna che il giovane Alberto Sordi viene espulso dall’Accademia dei Filodrammatici di Milano proprio a causa della sua recitazione eccessivamente dialettale. I primi passi nel mondo dello spettacolo li muove come doppiatore: presta la voce a Oliver Hardy, Anthony Quinn e a Marcello Mastroianni in “Domenica d’agosto”.

Alberto Sordi, dopo diversi anni passati a recitare in teatro ed in radio, deve la sua popolarità a Federico Fellini: il grande regista lo scrittura per due pellicole imprescindibili come “Lo sceicco bianco” nel 1952 e “I vitelloni” nel 1953. Nel 1954 arriva il ruolo della consacrazione: la sua interpretazione di “Un americano a Roma” si imprime nell’immaginario collettivo per non lasciarlo più. Da allora l’attore romano gira un film dopo l’altro: in quasi tutti interpreta la parte dell’italiano medio, meschino o eroico, furbo o ingenuo. Tra essi ricordiamo “Il vedovo”, “Il conte Max” e “Il marito”.

Gli anni Sessanta rappresentano per Alberto Sordi un periodo maggiormente impegnato: molti dei più validi registi italiani apprezzano il suo talento e lo coinvolgono in alcune delle pagine più significative del nostro cinema. Nel 1960 recita ne “La Grande Guerra”, film di Mario Monicelli in cui divide la scena con l’immenso Vittorio Gassman. Nello stesso anno, Luigi Comencini lo vuole in “Tutti a casa”, pellicola in cui Sordi interpreta un rigoroso ufficiale dell’esercito italiano alle prese con decisioni difficili nel bel mezzo della Seconda Guerra Mondiale. Inoltre, Ettore Scola, nel 1968, lo dirige in “Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?”, uno dei suoi film più famosi.

Il successo di Alberto Sordi e l’affetto che il pubblico gli ha sempre rivolto sono rimasti immutati anche negli ultimi anni della sua carriera. Nel 1980 in “Io e Caterina” dirige la sua vecchia amica Catherine Spaak. Nel 1987, invece, inizia il sodalizio dell’attore con Carlo Verdone, da molti ritenuto il suo più diretto erede. I due gireranno assieme “Un tassinaro a New York”, “In viaggio con papà” e “Troppo forte”. Nel 2001, Alberto Sordi scopre di essere affetto da un tumore ai polmoni: la sua battaglia dura due anni. Nel 2003, il grande attore muore senza lasciare né moglie né figli. Al suo funerale, avvenuto nella Basilica di San Giovanni in Laterano, sono intervenute circa 500.000 persone.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Alberto Sordi : biografia e curiosità